Viaggio
in Italia
Una femminista antelitteram sotto la lanterna (Mary Wortley Montagu)
(1718)
di Fabio
Lauri
PARTE TERZA
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Una
femminista antelitteram sotto la lanterna
(Mary Wortley Montagu) (1718)
PARTE TERZA
Questa,
ai tempi di Mary Montagu, era ancora una delle più prestigiose
località di villeggiatura dell'aristocrazia genovese. Ancora
era da venire l'incredibile trasformazione che si compì a partire
dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, quando Sampierdarena
fu invasa dalla nascente industria pesante, trasformandosi poi
nella cosiddetta "Manchester d'Italia". Una delle località a
più alta concentrazione di smog di tutta Europa per almeno un
secolo. Ma oggi, nel 1718, siamo certi che la nostra ospite
possa ancora godere appieno della salubrità dell'aria e della
bellezza di quel borgo marinaro allora situato a qualche chilometro
dal centro città. Altri tempi, altro stile di vita, altri paesaggi,
altra Superba. Una residenza obbligata ma dorata, procurata
da una profilassi tipica dell'epoca: la quarantena, alla quale
dovevano sottoporsi tutti i viaggiatori provenienti dal misterioso
e venefico Levante. Va ricordato che la nostra nuovissima amica
era in quei giorni di ritorno dal suo lungo soggiorno alla corte
del sultano di Costantinopoli, nel corso del quale, oltre a
ricoprire il ruolo di "first lady" del suo legittimo consorte,
trovò anche il tempo di distinguersi nel ruolo di "pioniera"
della prevenzione delle malattie infettive. Agli albori del
diciottesimo secolo, il vaiolo rappresentava ancora un flagello
devastante ed inestirpabile.
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La
stessa Lady Montagu ne fu colpita mentre uno dei suoi fratelli non sopravvisse
al contagio. Una volta arrivata sul suolo ottomano, la nostra Lady Mary
non si limitò a ricoprire il ruolo statico e passivo di first lady del
primo cittadino britannico. In conseguenza di ciò, nel corso delle sue
frequentazioni quotidiane con la popolazione del luogo, osservò un rudimentale
sistema di vaccinazione contro la terribile malattia messo in pratica
dalle donne turche sui propri figli. Fatta la conoscenza di un medico
di origine italiana anche lui impegnato nella sperimentazione, la nostra
temeraria ospite inglese non esitò a sottoporre il suo primogenito alla
vaccinazione antivaiolosa: l'inoculazione del pus del vaiolo sottopelle,
pratica in uso in Medio ed Estremo Oriente già da molti secoli. L'esperimento
riuscirà ed al suo ritornò in una Londra infettata da una nuova epidemia
del terribile virus, la divulgazione dell'esperienza positiva di Lady
Montagu darà il via ad una campagna di vaccinazione e ricerca contro
il vaiolo, che con gli anni porterà alla creazione di un vaccino vero
e proprio nel 1796, ad opera del medico inglese Edward Jenner (1749-1823).
Tutto ciò non per introdurre una nuova rubrica di storia della medicina
ma solo al fine di inserire un ulteriore e fondamentale tassello, nella
speciale ed eccezionale biografia della nostra prima e splendida compagna
di viaggio.
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Detto
questo, e dal momento che il problema dell'alloggio per la nostra
ospite non sussiste, possiamo dedicarci con tutte le nostre
lacune e la nostra inesperienza a questa prima presa di contatto
con la Superba d'ancien regime. Quale metodo adottare? Quale
il migliore tra quelli praticabili? Dal momento che la Signora
Montagu parla un italiano più che lusinghiero, oseremmo dire
quasi forbito, la strategia che seguiremo ci sembra quindi ovvia
se non obbligata. Lasceremo che sia la nostra ospite a "tirare"
il gruppo ed a fare l'andatura. A decidere dove andare e soprattutto
che cosa vedere. Noi siamo "novizi" di questo tipo di cimento,
ed abbiamo bisogno di essere aiutati e guidati per mano sulle
strade di una "Zena", che non conosciamo e non è la nostra,
la solita di tutte le mattine ed i giorni, della nostra fino
ad oggi forse inutile ed anche un po' squallida esistenza. "Dove
andiamo di bello mister Pittaluga, dove ha intenzione di portarmi
oggi?"
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Genova
- Palazzo San Giorgio da Piazzale Caricamento
elaborazione ISUMEDIA
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Genova
- Lanterna da Porto Antico
elaborazione ISUMEDIA
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Come un
turbine saettante e con bella voce argentina, ci investirà l'affascinante
ed intelligente rappresentante d'Albione, buttandoci all'istante
nel panico ingestibile dell'incertezza. Un attimo. Una breve
pausa di riflessione. Sarà bene, caro Pittaluga, fermarsi a
riflettere e ad inquadrare il periodo storico nel quale ci siamo
trovati sbalzati nel volgere di pochissimi minuti. Anche perchè,
e solo adesso cominciamo a rendercene conto, stiamo davvero
camminando sulle strade della Superba del diciottesimo secolo.
Non più automobili, elettricità, computer, treni, aerei, telefoni
cellulari. Le strade non sono asfaltate. Il fango, la mota,
i rifiuti e la polvere la fanno da padroni indiscussi. I vestiti
non sono più gli stessi, la moda è solo un eufemismo e l'unico
mezzo di trasporto visibile ed utilizzabile, si chiama assai
prosaicamente "mulo". Ha due orecchie vispe, quattro ruote motrici
anche lui ma il suo carburante non è la benzina o il gasolio.
Lui va a carote, mele, barbabietole, avena, orzo e granoturco.
Consuma poco rendendo davvero tanto. Innanzitutto oggi è il
26 agosto 1718. Ma a voler essere ancora più pignoli, in quale
Genova, in quale Zena, in quale Superba tra le tante che hanno
costruito la sua lenta ed inesorabile leggenda, stiamo alla
fin fine razzolando spaesati e felici?
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continua...
*Tutti i dialoghi di questo testo
sono stati liberamente adattati od inventati dall'autore Fabio Lauri
.
Per i dati biografici e storici inseriti nel testo si è fatto riferimento
alla seguente bibliografia
- Montagu, Mary Wortley, Letters, John Long Ltd, 1923
- Montagu, Mary Wortley, Letters, London, Every Man's Library, 1992
- Montagu, Mary Wortley, The travel letters of Lady Mary Wortley Montagu,
Joseph Cape, 1940
- Wortley Montagu, Mary, Embassy to Constantinople: the travels of
Lady Mary Wortley Montagu, London, Century, 1988
- Paston, George, Lady Mary Wortley Montagu and her times, London,
Methuen & Co., 1907
- Grundy, Isobel, Lady Mary Wortley Montagu, Oxford University Press,
1999
- Halsband, Robert, The life of Lady Mary Wortley Montagu, New York,
Oxford University Press, 1960
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