Viaggio in Italia
Una femminista antelitteram sotto la lanterna (Mary Wortley Montagu)
(1718)

di Fabio Lauri

PARTE SECONDA



Mary Wortley Montagu, Charles Jervas, dopo il 1716.
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fonte:
http://en.wikipedia.org/wiki/Lady_Mary_Wortley_Montagu

Una femminista antelitteram sotto la lanterna
(Mary Wortley Montagu) (1718)

PARTE SECONDA

Un bel "Yes!" di risposta, figlio di lontanissimi ricordi e studi liceali, suggellerà questo provvidenziale e storico incontro nella giungla impenetrabile e semovente di alberi e vele che ci avvolge tutto intorno. Adesso però verrà il compito più difficile per il povero mister Pittaluga. Instaurare un dialogo proficuo nella grande e bella lingua di William Shakespeare , Philiph Marlowe, Henry Fielding, Oscar Wilde e James Orwell. Ma come ci si comporta, parlando di etichetta, di fronte ad un'esponente dell'aristocrazia britannica di sesso femminile? Baciamano ossequioso e svenevole? Vigorosa e maschia stretta della medesima? Mano molliccia tipo anguilla putrefatta? Amichevole pacca sulla spalla? Sorriso rifrangente da pasta dentifricia? Un ammiccante, gongolante e semplicissimo alzarsi di sopracciglia? Oppure il più classico e riverente degli inchini da fedele ed incrollabile suddito di Sua Maestà? Purtroppo Pittaluga è timido, imbranato e totalmente all'oscuro dei ferrei meccanismi regolanti il complesso universo aristocratico. Ma una "gran donna" è grande anche perchè sa essere più "uomo" degli stessi maschi. Il modo migliore per rompere il ghiaccio, l'unico davvero efficace, sarà il più bello dei suoi smaglianti sorrisi, al quale risponderemo con il migliore dei nostri.

La mano delicata si tenderà cordiale ed energica, così come i brillanti e profondi occhi scuri che con sicurezza la governano. La stretta di mano è vigorosa e sincera. Il ghiaccio è rotto, Pittaluga è sano e salvo, messo a proprio agio nel migliore dei modi. Ha superato senza troppi danni il battesimo del fuoco della trasmigrazione spazio-temporale. Adesso, a pieno titolo ed a tutti gli effetti, si è pure lui trasformato in un uomo dell'ancien regime. Nel frattempo comunque, nell'annosa attesa che il malcapitato "Bartolomeo di Castelletto" riesca ad organizzare un discorso di benvenuto o quantomeno una frase di senso compiuto, e come sarà buona tradizione da questo momento per tutti gli "incontri" che verranno, vi terremo impegnati con le necessarie note biografiche riguardanti l'affascinante ed ancora misteriosa Lady Montagu. Una donna come, purtroppo, non ne fanno quasi più. Per la cronaca ed il dovere che ne consegue, è giusto si sappia che la brillante protagonista di oggi, sarà un fedele ed illustre suddito in gonnella di sua maestà britannica.
Mary Pierrepont nacque a Londra nel 1689. Di famiglia alto borghese, colta ed appassionata di arte e letteratura, in gioventù si dedicò allo studio delle lingue, apprendendo il latino, l'italiano ed il francese. Nel 1712 sposò il diplomatico di professione Edward Wortley Montagu. Quando questi nel 1716 fu nominato ambasciatore britannico a Costantinopoli, decise di seguirlo e di vivere la grande esperienza dell'oriente e della sua società. Per due anni, Lady Montagu imparò il turco e si trasformò in un'attenta ed acuta conoscitrice dell'impero ottomano. Di quel soggiorno restano le "Turkish Letters" (Lettere Turche), inviate alla figlia e scritte tra il 1716 ed il 1718 e pubblicate postume nel 1767. L'opera si segnala per il suo forte spirito critico e per la notevole scioltezza stilistica. Tornata in Inghilterra dopo una serie di viaggi che la portarono in Francia ed in Italia, Mary Montagu diede vita ad un salotto letterario frequentato da illustri personaggi del mondo della cultura quali Joseph Addison, Jonathan Swift ed Alexander Pope.


Genova - Palazzo San Giorgio da Piazzale Caricamento
elaborazione ISUMEDIA


Genova - Lanterna da Porto Antico
elaborazione ISUMEDIA

In seguito ad una serie di scandali che coinvolsero la sua reputazione e la costrinsero ad una separazione dal marito, negli anni quaranta del diciottesimo secolo ritornò in Italia, prendendo dimora a Rovere sul Lago d'Iseo, dove intrattenne rapporti con il mondo della cultura italiana ed europea dell'epoca. Alla morte del marito fece ritorno in patria, stabilendosi dalla figlia. Lady Mary Wortley Montagu si spense a Londra nell'autunno del 1762. Nel tempo intercorso tra il nostro primo approccio con l'ospite e la lettura della parte biografica che la riguarda, dobbiamo ammettere che i progressi fatti sono stati degni di nota. E non per merito nostro. Lady Montagu parla un buon italiano e com'era giusto che fosse trattandosi di una rappresentante del gentil sesso dalla spiccata personalità, ha già preso saldamente in mano le redini del nostro inverosimile rapporto. Innanzitutto il problema dell'alloggio è già stato risolto in modo brillante. L'affascinante nobildonna è ospite già da alcune settimane di una certa signora Davenant, nel borgo di "San Pier D'Arena".


continua...

*Tutti i dialoghi di questo testo sono stati liberamente adattati od inventati dall'autore Fabio Lauri .
Per i dati biografici e storici inseriti nel testo si è fatto riferimento alla seguente bibliografia
- Montagu, Mary Wortley, Letters, John Long Ltd, 1923
- Montagu, Mary Wortley, Letters, London, Every Man's Library, 1992
- Montagu, Mary Wortley, The travel letters of Lady Mary Wortley Montagu, Joseph Cape, 1940
- Wortley Montagu, Mary, Embassy to Constantinople: the travels of Lady Mary Wortley Montagu, London, Century, 1988
- Paston, George, Lady Mary Wortley Montagu and her times, London, Methuen & Co., 1907
- Grundy, Isobel, Lady Mary Wortley Montagu, Oxford University Press, 1999
- Halsband, Robert, The life of Lady Mary Wortley Montagu, New York, Oxford University Press, 1960

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Informazioni su questa pagina.

Idea: Programma Italiano - Area Didattica
Progetto: Programma Italiano - Area Didattica
Elaborazione: I.S.U. Media
Realizzazione: I.S.U. Media
Pubblicata in rete il: 22/09/2007
Ultimo aggiornamento: 21/04/2008