Diario
di Fiera
Giovedì 8 maggio 2008.
Ciao
amico...
Si
inizia: colleghi africani ci invitano in modo educato e cordiale,
come spesso accade, fuori dai locali della fiera, ad acquistare alcuni
libri che parlano di Africa. Cercano di vendere, ma con rispetto,
senso del ruolo e dell'ironia. Ci colpisce
la loro inconsueta professionalità...sono al di qua delle biglietterie,
ma per noi la Fiera inizia proprio qui.
Biglietteria
impeccabile.
Desideriamo, premettendo nuovamente
che in questa sede non si fa "scandalismo" né adulazione,
rilevare la gentilezza del personale della biglietteria operatori:
siamo entrati con il timore indotto dai telegiornali di un nuovo caso
"Genova G8" e siamo stati accolti da un clima di organizzazione
e cordialità...Organizzazione non significa perfezione, ma
è un gran buon inizio.
Gola
secca.
No, non vogliamo parlarvi di civiltà
protostoriche: è la condizione delle nostre fauci dopo due
ore trascorse a chiedere: "Scusi mi potrebbe descrivere la "specialità"
di questa casa editrice?". Sempre
con il dovuto rispetto ci permettiamo un consiglio: accanto al nome
dell'operatore iscritto nel cartello segnalatore dello "stand"
servirebbe la descrizione dell'attività del medesimo. Susciterebbe
maggior interesse e faciliterebbe l'approccio, risparmiando agli espositori
ed ai visitatori un po' di fatica...
...sempre che la nostra idea di Fiera, intesa come conoscenza, dialogo
e comprensione di testi, di autori e di editori non sia completamente
fuori luogo ed il primato spetti sempre alla "vendita":
un cartello a volte, inteso come semplice e disinteressata informazione,
può trasformare una fiera in una Fiera: ovviamente con rispetto
parlando!
Incubati
d'Italia unitevi!
Vedere tra i più lontani e sperduti
"stand" genitori esporre assieme ai propri figli, che hanno
avuto il coraggio di "intraprendere" un'attività
legata al libro è, permettetecelo, addirittura commovente.
Vedere qualcuno che cerca di presentare una propria idea dà
una certa carica. Il tutto decade quando i nostri eroi vengono eclissati
dalla presenza "invadente" delle Istituzioni, che pur (pensiamo)
"sponsorizzando" con i soldi dei contribuenti l'area, già
periferica, dedicata "all'incubatore", ne limitano la visibilità
ed il flusso di visitatori. Se si decide di prestare aiuto, facciamolo,
senza tanta pubblicità, soprattutto se i soldi sono di tutti.
Il fatto che l'area definita "incubatore" sia sponsorizzata
dalle istituzioni non è certa, ma la dislocazione delle strutture
lascia, a noi semplici visitatori, proprio pensare ciò. Comunque,
ai sensi del primo articolo della nostra Costituzione, non ostacolino
le Istituzioni i tentativi dei Cittadini di mantenere e fare progredire
questa Repubblica, fondata sul lavoro!
Per
ora grazie...
a tutti coloro che, con il sorriso
sulle labbra e più di dodici ore di fatica sugli occhi, ci
hanno spiegato i loro perché...grazie anche all'organizzazione
della Fiera, che crede ancora nei libri come intimo incontro tra una
persona che scrive ed una che legge.
A
domani!
