Fiera Internazionale del Libro di Torino




A Torino, dal giorno 8 al 12 maggio, presso l'area espositiva del Lingotto, si terrà la ventunesima edizione della Fiera Internazionale del Libro di Torino. I Caffè Culturali seguiranno l'evento attraverso questa sezione, raccontandovi, ma soprattutto invitando i nostri visitatori, ad esprimere le proprie opinioni, che saranno raccolte al fondo di questa sezione e nel forum generale del sito.

Breve ed incompleto vademecum di approccio alla Fiera
Innanzi tutto segnaliamo il collegamento al sito ufficiale della manifestazione, attraverso il quale potrete conoscere gli aspetti organizzativi e logistici legati al programma:

http://www.fieralibro.it

Di seguito, alcuni argomenti, già anticipati attraverso il nostro notiziario "Le Notizie del Caffè", su cui verterà l'evento e, di aggiornamento in aggiornamento, i nostri contributi inerenti la Fiera. Il nostro istituto sarà presente al Lingotto durante tutta la durata della manifestazione: sarà possibile, inviandoci un messaggio di posta elettronica con almeno ventiquattro ore di anticipo, incontrarci per visitare assieme la Fiera.

Il tema di quest'anno: "LA BELLEZZA"
La bellezza
è il tema della ventunesima edizione della Fiera: cercarla, riconoscerla, ascoltare il suo richiamo per salvare la nostra quotidianità dalle bruttezze che minacciano la nostra vita.
Per saperne di più: http://www.fieralibro.it/pages/Com1Conf181207.jsp

Il Paese ospite: "ISRAELE"
Come per ogni edizione della Fiera anche quest'anno sarà presentata la letteratura di uno stato. E' la volta, tra notevoli polemiche, della letteratura di Israele. Si parlerà degli autori del paese e delle loro produzioni, ma ci sarà spazio, soprattutto (pensiamo), per le ragioni di un confronto che da troppo ormai si risolve in scontro. Questa scelta costituisce un'ottima occasione di riflessione e di conoscenza, per "depurarci" dal "sentito dire" o da giudizi di parte precostituiti.
Per saperne di più: http://www.fieralibro.it/pages/comIsrDic07.jsp

Alla Fiera, con "I Caffè Culturali", per conoscere il "Caffè Pedrocchi" di Padova.
Il celeberrimo Caffè Pedrocchi di Padova è stato ricostruito alla Fiera e costituisce una delle novità di questa edizione assieme all'angolo dei sensi del Caffè Torino, al ricordo dei centenari di scrittori come Cesare Pavese, Elio Vittorini ed al Premio Sergio Endrigo, per ricordare un poeta della canzone.
Per saperne di più:
http://www.caffepedrocchi.it/
http://www.fieralibro.it/pages/GrandiEvDic07.jsp

Lingua Madre: i paesi del Mediterraneo
Lo spazio riservato agli scrittori, che lavorano in modo innovativo sull’identità delle loro culture d’origine trasferendole in "lingue d'arrivo" come l'inglese, il francese ma anche l'Italiano, quest'anno è riservato ai Paesi del Mediterraneo, proprio durante l'anno dedicato al dialogo tra le culture dei Paesi che condividono tale spazio geografico e non.
Per saperne di più: http://www.fieralibro.it/pages/LinMadDic07.jsp

Diario di Fiera

Giovedì 8 maggio 2008.

Ciao amico...
Si inizia: colleghi africani ci invitano in modo educato e cordiale, come spesso accade, fuori dai locali della fiera, ad acquistare alcuni libri che parlano di Africa. Cercano di vendere, ma con rispetto, senso del ruolo e dell'ironia. Ci colpisce la loro inconsueta professionalità...sono al di qua delle biglietterie, ma per noi la Fiera inizia proprio qui.

Biglietteria impeccabile.
Desideriamo, premettendo nuovamente che in questa sede non si fa "scandalismo" né adulazione, rilevare la gentilezza del personale della biglietteria operatori: siamo entrati con il timore indotto dai telegiornali di un nuovo caso "Genova G8" e siamo stati accolti da un clima di organizzazione e cordialità...Organizzazione non significa perfezione, ma è un gran buon inizio.

Gola secca.
No, non vogliamo parlarvi di civiltà protostoriche: è la condizione delle nostre fauci dopo due ore trascorse a chiedere: "Scusi mi potrebbe descrivere la "specialità" di questa casa editrice?". Sempre con il dovuto rispetto ci permettiamo un consiglio: accanto al nome dell'operatore iscritto nel cartello segnalatore dello "stand" servirebbe la descrizione dell'attività del medesimo. Susciterebbe maggior interesse e faciliterebbe l'approccio, risparmiando agli espositori ed ai visitatori un po' di fatica...

...sempre che la nostra idea di Fiera, intesa come conoscenza, dialogo e comprensione di testi, di autori e di editori non sia completamente fuori luogo ed il primato spetti sempre alla "vendita": un cartello a volte, inteso come semplice e disinteressata informazione, può trasformare una fiera in una Fiera: ovviamente con rispetto parlando!

Incubati d'Italia unitevi!
Vedere tra i più lontani e sperduti "stand" genitori esporre assieme ai propri figli, che hanno avuto il coraggio di "intraprendere" un'attività legata al libro è, permettetecelo, addirittura commovente. Vedere qualcuno che cerca di presentare una propria idea dà una certa carica. Il tutto decade quando i nostri eroi vengono eclissati dalla presenza "invadente" delle Istituzioni, che pur (pensiamo) "sponsorizzando" con i soldi dei contribuenti l'area, già periferica, dedicata "all'incubatore", ne limitano la visibilità ed il flusso di visitatori. Se si decide di prestare aiuto, facciamolo, senza tanta pubblicità, soprattutto se i soldi sono di tutti. Il fatto che l'area definita "incubatore" sia sponsorizzata dalle istituzioni non è certa, ma la dislocazione delle strutture lascia, a noi semplici visitatori, proprio pensare ciò. Comunque, ai sensi del primo articolo della nostra Costituzione, non ostacolino le Istituzioni i tentativi dei Cittadini di mantenere e fare progredire questa Repubblica, fondata sul lavoro!

Per ora grazie...
...a tutti coloro che, con il sorriso sulle labbra e più di dodici ore di fatica sugli occhi, ci hanno spiegato i loro perché...grazie anche all'organizzazione della Fiera, che crede ancora nei libri come intimo incontro tra una persona che scrive ed una che legge.

A domani!

Venerdì 9 maggio 2008.

..."Incubatore" salvato!
Plauso all'oraganizzazione: giustizia e, soprattutto, spazio è stato fatto. Ora sono visibili tante idee, tante storie, tante speranze, nuove e vecchie. Bravi!

"...Venghino, venghino..."
Per dirla con voce di conduttore, sorge spontanea una domanda: cosa sono venuti a fare alla Fiera coloro che ci guardano male perché domandiamo, desideriamo conoscere anche se non compriamo? Anche durante la più insignificante fiera di bestiame è possible guardare in bocca gli animali, tastarli, girarci intorno. Se non chiediamo come possiamo capire l'opera di editori e, di consegenza, dei loro ospiti: gli scrittori. A volte sembra proprio una fiera, manca una maga a leggere le carte, mentre mangiafuoco è stato estromesso per questioni antincendio. Si percepisce questa invadenza del monetizzare, che traspare da quasi la totalità degli attori. La vendita, il denaro sembrano essere le sovrane misure. In realtà abbiamo tale percezione solo nella prima parte dell'esposizione, perché da certi "Stand", in fondo, ci aspettiamo un certo comportamento: tutti (pensiamo)abbiamo la bocca sotto il naso. Meno sopportabile l'invazione di oggetti che poco hanno a che fare con i libri: banche, automobili, telefoni e belle gambe di espositrici che stonano ed umiliano un po' tutti ...e che nella circostanza, non potendo reggere il confronto con la bellezza di conoscere attraverso i libri, ricordano e ci ricordano il destino della carne e del vivere solo per essa. Se volete far evolvere i maschietti provate a rivolgervi al loro cervello: forse piccolo, deviato, a volte, ma esiste!


"Grazie vecchi editori!"
E' bastato girare l'angolo per iniziare una serie di incontri che sarebbero valsi ognuno la visita in fiera. Sono loro: editori da quarant'anni, dal Friuli, da Napoli, da ogni dove, seduti su di una pila di libri, stanchi, annoiati, un poco sornioni. Ci "chiedono perché chiediamo", perché parliamo, perché desideriamo ascoltare, a detta loro, la loro fallimentare esperienza, umiliata da una concorrenza che fa solo numeri e che travolge tutto, intelligenza compresa. Basta poco, una piccola insistenza, una battuta (sono innumerevoli le figure da fessi che abbiamo dovuto sostenere oltre alle normali performances naturali), un complimento (a volte una palese bugia) indirizzata alla "lady dello stand" ed ecco, titanicamente ergersi l'EDITORE. E' questa la sola specie che ci ha permesso di capire veramente qualcosa sull'editoria: il mercato parallelo e libero necessario contro l'assedio dei grandi gruppi, la gente che più che leggere "beve", obbligata dal sistema di vendita, la vendita stessa che turba e disturba chi, come loro, desiderebbe esprimere l'idea di editoria, di libro, di scrittore e di imprenditore. Abbiamo ascoltato di innumerevoli sperimetazioni che come seme sono morte ma hanno lasciato libera la piante dell'esperienza, alla cui ombra riposiamo (non male il guizzo retorico "parabibblico"!). Scherzi a parte: per privacy e per pudore di "figli" non possiamo citarli, ma, se qualcuno si riconoscesse, sappia che indirizziamo alla sua persona ed alla sua carriera di editore tutto il nostro rispetto, la nostra gratitudine e la nostra ammirazione.

Improvvisamente....sabato!

Sabato 10 maggio 2008.

Dove abbiamo capito che la Fiera è un'autostrada a molte corsie: alcune completamente virtuali.
Fermo restando che non sapremmo fare di meglio e neppure iniziare la gestione di un evento simile, per cui ringraziamo nuovamente l'Ente organizzatore per l'operato non semplice, desideriamo ricordare che una fiera è composta da una parte di "mondo" che entra in un locale e si comporta, malgrado l'indirizzo voluto dal fattore dell'evento, come sa, come fa abitualmente e, soprattutto come vuole (o pensa di volere). Non è, quindi, sempre colpa dell'ente fieristico e non è neppure da rintracciare una colpa: noi cerchiamo di capire, il giudizio fine a se stesso è un lusso riservato a onniscenti e padreterni istituzionalizzati. Dicevamo delle corsie...Oggi è la giornata della grande paura. Ci aspettavammo scenari da G8 genovese e, in effetti, se fossimo stati dei pregiudicati latitanti, ci saremmo sentiti come dracula alla sagra dell'aglio!!! In certi momenti ed in certe aree erano più numerose le divise (forze armate comprese) che i comuni cittadini. Abbiamo chiesto a molti espositori quanto avessero parlato del problema palestinese ed israeliano e quanto lo ritenessero importante: la risposta è sempre stata la stessa. Nessuno aveva interesse o aveva parlato di ciò. L'argomento era presente, certo, ma non apparteneva alla maggioranza degli espositori. Ci siamo accorti che vi era la Fiera dei mezzi di comunicazione giornalistici, quella del pubblico più o meno condizionato dall'informazione, quello di chi desiderava vendere e solo vendere e di chi pensava a costruirsi un futuro professionale: ci hanno persino consegnato dei curriculum, nella speranza di un posto di lavoro (poverini ...sapessero come si vive facendo ricerca e cultura!). Ritornando all'argomento: abbiamo osservato come ciò che si raccontava sullo schermo fosse riservato a pochi (comprendendo le attività di conferenza e riservate alle scuole) o fosse speculazione giornalistico-politica non si sa bene a favore di chi; il tutto come nuvole su di un globo, che "formicolava" di stand in stand, rincorrendo ognuno la propia vita, sempre più turbata e per questo, sovente, così smarrita.

...ma domani è un altro giorno.

Domenica 11 maggio 2008.

Fino alla conferenza avevamo capito tutto, poi
...è bastato che qualcuno del mondo che "vediamo" (intendendo quella categoria che per mestiere si fa vedere alla televisione, sui giornali o sentire alla radio) ardisse di spiegare il fenomeno emergente di turno presso l'incubatore e tutto si è incredibilmente complicato nelle nostre menti...a tal punto che siamo dovuti ricorrere nuovamente agli attori originari...anzi a quelli che non avevano "agganci" per creare una presentazione, una conferenza, una apparenza ed erano rimasti soli soletti allo stand. Abbiamo apprezzato alcuni interventi "tecnici", soprattutto in materia di Internet di seconda generazione, di creazione di "community", di distribuzione alternativa e di molti altri aspetti, mercantili e non, scovati, soprattutto, presso il celeberrimo "incubatore": l'area fieristica preferita dal nostro istituto. Un consiglio: nella prossima edizione sarebbe opportuno inserire "l'incubatore" all'ingresso o in zona più accessibile: i libri possiamo e sappiamo comprarli anche da soli, visto che per conoscere le novità di nicchia non sarebbe bastato tutto il tempo di apertura dell'evento.

Dove certe categorie professionali (sempre più invadenti) si sentono in diritto di trattare in malo modo il visitatore mentre...
...un esponente della Guardia di Finanza, in tutta umiltà e simpatia, si adoperava, pur nella limitatezza delle disponibilità materiali (altre rappresentanze delle Forze Armate esprimevano i loro vanti editoriali in ben altre zone e con ben altre architetture, lasciandoci forti perplessità, da citadini, sulla opportunità e sulla modalità di tale presenza) per cercare, innanzi tutto, un "contatto umano" con i cittadini, rispondendo, con cortesia e pazienza, alle più svariate domande...a volte anche con uno "scusi, ma non lo so...comunque potrebbe rivolgersi a..." Siamo convinti, simpatia per il soggetto a parte, che avrà concluso più Lui di altre istituzioni in grande pompa (e non solo quelle militari), che con libri, editori,scrittori, idee, parole ed umanità non hanno nulla a che fare o che presentano incomprensibili progetti di sviluppo che, se almeno il 10% avesse attecchito, avremmo una economia nazionale da paese emergente. Complmenti ancora al finanziere: veramente un esempio!

Lunedì 12 maggio 2008.

...veramente non siamo andati in Fiera...
...abbiamo tirato le somme: il risultato è stato estremamente positivo.
Primo: non possiamo giudicare questa Fiera, mancano altri riferimenti. Qualcuno dei nostri interlocutori inneggiava a Francoforte, ma...
Secondo: forse potrebbe essere tutto da rifare. Ripensare i libri, gli editori, gli scrittori e soprattutto i lettori. Non basta scrivere, stampare, distribuire e leggere: abbiamo avuto la percezione che manchi qualcosa. I verbi poco prima elencati all'infinito, in realtà stanno sempre più identificando categorie caratterizzate da una adiabaticità reciproca impressionante. Transitano solo messaggi diffusi da emittenti ad alto potenziale di impatto: il resto è spazzato via da tale potenza o si spegne nell'entropico andamento del mercato: la "stampa on-demand" ne è un esempio. Non importa chi tu sia: tu scrivi io stampo, Dio per tutti ed il mercato per chi ha fortuna. Che la fortuna si chiami passaggio in galera, conoscenza, notizia di cronaca non importa: l'inserimento nella potente onda della distribuzione mediatica si può cogliere ovunque o può portare ovunque, chiunque, ma non tutti.
Ci siamo chiesti ed abbiamo chiesto come sarebbe stata la Fiera senza libri, o meglio senza vendita, e solo con le persone. Abbiamo fantasticato di una Fiera per gli editori "minori" (dubbia definizione), con possibilità di vendita solo per uno o due giorni, senza presenze istituzionali, senza altri media che non siano vettori di carta stampata su carta o di "file". Abbiamo sognato che la la bellezza fosse espressa dalle edizioni e dalla dialettica diretta tra scrittori e lettori, non dalle simmetrie delle strategie editoriali o dalla vanità dei figli del successo. Abbiamo immaginato che il successo si potesse intendere come una proposta compresa, adottata e vantaggiosa da e per molti per quello che è e non perché imposta o costruita fine a se stessa.
In realtà abbiamo visto molta fiera, molto mercato, molti libri ma ci sembra manchi qualcosa, come se non avessimo conseguito un obiettivo, come sospesi, un poco ubriachi, frastornati, un poco timorosi.

Forse è solo la vita.

L'ISTITUTO I.S.U.ed I Caffè Culturali ringraziano tutti coloro che hanno avuto la pazienza di dedicare un po' del proprio tempo alle nostre domande ed a questo diario. Un ringraziamento all'Ente fieristico ed agli organizzatori dell'evento, con la preghiera di perdonarci se il tentativo di capire è parso a volte critica negativa: a voi tutto la nostra stima.

In evidenza
Questa sezione non vuole essere l'elenco dei "buoni": nulla è così lontano dai nostri intenti! Camminando tra gli "stand" della Fiera il caso ci ha fatto cogliere alcuni aspetti, che hanno attratto la nostra attenzione
e di cui vogliamo parlarvi. Ovviamente chissà quanti altri espositori avrebbero potuto avere in serbo per noi altrettante sorprese: non ce ne vogliano, potranno sempre presentarle in questo spazio, che, fin d'ora, lo ritengano anche proprio. Inutile precisarvi, poiché sarebbe contrario ai principi espressi in questo sito, che questa sezione non ha rapporti con l'ente di gestione della Fiera né rapporti mercantili con le imprese segnalate.




Ecco una prima iniziativa interessante, in assoluta sintonia con "la filosofia dello sperimentare" del nostro dipartimento. Proviene da Lulu, impresa presente alla Fiera del Libro (presso il Pad. 1, Stand C55), l'invito a scrivere un libro "insieme". "L’avventura letteraria sperimentale vera e propria" scrivono sul sito di Lulu, "inizierà al nostro stand... Ad uno ad uno i nostri visitatori aggiungeranno un pezzo della storia (il numero di caratteri verrà comunicato in loco). I progressivi aggiornamenti saranno rivelati ogni giorno qui sul blog di Lulu".
Per saperne di più: http://people.lulu.com/blogs/view_post.php?%20post_id=43062

L'uso dei dati e delle immagini è stato autorizzato dal personale presente presso lo stand segnalato.

Commenti
Rif.: 0804211029

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Idea: Programma Italiano - Area Didattica
Progetto: Programma Italiano - Area Didattica
Elaborazione: I.S.U. Media
Realizzazione: I.S.U. Media
Pubblicata in rete il: 21/04/2008
Ultimo aggiornamento: 21/05/2008
            
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