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Ultima
opera cinematografica di Ermanno Olmi, "Centochiodi",
narra la vicenda di un giovane professore universitario, che,
colto da crisi, compie un gesto violento (inchioda al pavimento
e sui tavoli gli antichi e "preziosi" volumi di una
biblioteca) e si ritira a vivere in un rudere presso il fiume
Po (nord
Italia), dove entra in contatto con ambienti, persone e collettività
differenti da quelle frequentate nella sua quotidianità.
Questa la trama.
Il protagonista, interpretato da Raz Degan, si comporta come un "Gesù Cristo" reincarnato, che, analogia dopo analogia, trasposizione dopo trasposizione, fa rivivere in ambientazione contemporanea, i fatti citati dai Vangeli della tradizione cristiano cattolica. Critica e commenti su giornali, stampa e forum si trovano in abbondanza e non riteniamo essere questa la sede per introdurne altri, tutti nostri; una accurata analisi necessiterebbe di spazi ben più ampi che una pagina di sito. |
| Segnaleremo
gli opportuni collegamenti alle varie fonti ed ai vari siti, perché
possiate (ottimo esercizio per chi frequenta il nostro sito per
mantenere allenato il proprio italiano) reperire le opportune
informazioni del caso. Fedeli ai nostri propositi di traguardare la società dalle sue parole, desideriamo segnalare questa produzione non solo per la stima nei confronti di questo regista. Innanzi tutto questo è un sito di parole per le parole e questa pellicola narra, in fondo, la capacità delle parole tramandate, in forma scritta, di determinare assetti culturali addirittura conflittuali. Gli effetti di tali vocaboli sono presenti e critici ancora oggi, nel tessuto sociale oltre che nella sfera individuale di molti. Sia questo aspetto di stimolo ai nostri visitatori per analizzare per quale ragione fede, religione, potere politico e tradizione siano ancora così conflittuali (o vogliano essere fatti sembrare tali) in questo paese. Si vedano le ultime polemiche tra Repubblica Italiana e Stato della Città del Vaticano e tra culture islamiche, integralismo e aspetti di convivenza sociale. Visionando la pellicola noterete come (gradevolmente per noi che scriviamo) faccia la comparsa il dialetto delle comunità del Po. Tale aspetto, passato inosservato in molti forum su internet ed in recensioni ufficiali, è collegato nel film ad un più spontaneo e "barbaro" stile di vita o meglio, per ritornare al messaggio evangelico, a quello degli "ultimi". Non ci rimane ora che rimandarvi alla visione dell'opera, che troverete anche presso i vostri paesi e comunque tra breve su VHS o DVD (potrete sempre contattare il nostro dipartimento per informazioni relative al reperimento della pellicola), ed invitarvi ad esprimere la vostra opinione in proposito. In attesa delle vostre cento parole, a tutti, buona visione. |
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E COMMENTI PERVENUTI:
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"PROGRAMMA
ITALIANO", Dipartimento di Italianistica dell'ISTITUTO I.S.U. -
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