"SONO
IO LA MORTE E PORTO CORONA E SON DI TUTTI VOI SIGNORA E PADRONA".
NON ABBANDONIAMO UN RAGAZZO DI TALENTO AL TRISTE DESTINO DELL'OBLIO

di
Fabio
Lauri
Signore
e Signori mi presento e mi appaleso...non fuggite, non fate
così!!! Tutte le volte la stessa storia, la medesima diffidenza,
l'immancabile timore. Ma che cosa mai vi avrò fatto, cari
ed insignificanti umani, per meritare tanta rabbia illogica
ed ingiustificata? Non è giusto, non è bello. Bisognerebbe
avere rispetto per chi fa il suo lavoro, per chi offre un
servizio di pubblica utilità senza fermarsi mai. Vergogna!
Ma chi non mi vuole, prima o poi mi troverà, ecco.
Ma bando
ai rancori personali ed alle incompresioni, MIEI CARI. Io
sono uno che dimentica ma non scorda o passa sopra.
Voglio
innanzitutto ringraziare pubblicamente lo stimatissimo Direttore
Gian Stefano Mandrino. Per avermi convocato a questa esaltante
tavola rotonda sull'annoso tema della dipartita eterna.
Mi avevano garantito un pubblico sterminato, di tutti i
colori e di tutte le età. Ma alla fin fine, come sempre,
siamo una volta di più noi tre. Il sottoscritto e la cara
sorellina con la falce e la passione per gli scacchi. Da
ultimo ma non meno importante, questo incredibile Mister
Mandrino. Un uomo come pochi altri. Uno che precorre i tempi
ed ha capito tutto. Un incompreso. Mi fa una tale tristezza
vederlo accompagnarsi ogni volta a due soggetti quasi perfetti
come noi. Io sono fumigante e puzzo di zolfo. In modo acre
e stomachevole. L'altra, la mietitrice, è bravissima, lungi
da me. Però altro non sa fare se non tagliare colli od arroccare
con fare furbetto. Frega anche sull'orologio del tempo,
la margniffa. Vai a dirle che sta barando. Sono Mephisto
io, mica l'allenatore dell'Inter.
Così,
per una volta, mi sono sentito in dovere di non correre
rischi e di far sentire la mia voce e non il mio "infernale"
olezzo, al mondo intero. In pubblico. In Rete. Roba grossa.
Buttando il cuore sul tavolo con grande coraggio e sprezzo
del pericolo. Tanto sono immortale, che me frega. Fareste
bene a non dimenticarlo mai. La mia è l'unica professionalità
ostacolata, derisa, temuta ed anche spesso sputacchiata.
Anche da quelli/e che portano la dentiera. Non c'è giustizia
in questo mondo cinico e baro. Nell'altro, siccome comandiamo
solo io e quell'altra contadinotta in lutto stretto, le
cose cambiano e non di poco. Sappiatelo in anticipo. Ma
non è detto che sia per forza in peggio. Anzi. Ed è proprio
per questo se oggi ho voluto gettare la maschera e parlarvi
da amico e non più solo da "autista". Nessuno ride? Non
c'è problema. Io non mollo, neanche potrei, se lo volessi.
Qui sta il bello, se solo decideste di fare amicizia con
me e non trattarmi neanche fossi il...ma si...il Diavolo.
Sono troppo spassoso, fin troppo. Ma vediamo di tornare
a bomba come fu solito dire, una sola volta purtroppo, il
grande Pietro Micca.
Anche
le peripatetiche se la passano assai meglio del sottoscritto.
Non pagano le tasse e tutti le vogliono, anche se fingono
di disprezzarle. A me, invece, non mi vuole nessuno.
Dimenticavo,
mi ripresento. Sono, mi hanno chiamato così, non date di
matto come al solito con urletti e gemiti soffocati, il
Signor Mefisto. Sono un professionista della Morte, uno
che ha dedicato tutta la sua vita al benessere di voi umani
carissimi. Guardatemi per quello che sono. Valutatemi con
l'occhio clinico ed ancora aperto, finchè potete. Quando
voglio sono proprio una sagoma. Ai fratelli Marx hanno fatto
un monumento. A me si rifiutano persino di concedere una
misera lapide in simil marmo.
Datemi
solo un attimo per asciugare una lacrimuccia, di sanguigne
risate. Sono proprio forte, un cabarettista nato.
Non
ridete, non ridete, tanto dalle mie parti non ci saranno
più nonnine premurose pronte a farvi gli tanto famigerati
gnocchi al sugo.
Comunque,
dicevo, IO sono un tour operator con i controfiocchi. Fatevi
codesta domanda e riflessione. Perchè mai, carissimi incomprensibili,
spendete e godete migliaia di euri e dollari in crociere
di dubbio gusto? Ve la date alla pazza gioia in cerca di
trasgressioni trite e ritrite eppoi ve la date a gambe levate
quando IO mi presento all'uscio di casa vostra, biglietto
della traversata già in mano? Tutto compreso e tutto spesato?
Perchè il solo e sempre più stimato Gian Stefano, non batte
ciglio seduto talvolta in mezzo a noi, tra un mazzo di carte,
una chitarra ed un fiasco di san...vino rosso di quello
bono?
Che
cosa mai vi avremo fatto di tanto grave ed irrimediabile?
E che già non facciamo ogni giorno pur di portarvi con noi
in un mondo migliore? Nel quale, mi permetto di ribadirlo
una volta di più di fronte a questa sterminata platea multimediatica,
non troverete mai e poi mai, nel seguente ordine, le seguenti
porcherie: vostra suocera, il vostro commercialista. Alternativamente
poi, vostra moglie o vostro marito, adorati ed adoranti.
Inoltre, se anche foste "gays", noi non facciamo figli e
figliastri, dovreste riconoscercelo.
Vi solleveremo
comunque e quantunque dall'indesiderata ed insopportabile
compagnia del tanto famigerato/a partner.
Ma non
solo. Vi priveremo inoltre de: callista, dentista, capoufficio,
assicurazione, bollo auto, rata mutuo, riscaldamento centralizzato,
amante ricattatrice/tore, autobus affollati, taxi sanguisughe,
treni lumaca, usurai, vigili urbani, preti pedofili, fidanzati/e,
pannolini, pranzo, cena, venditori di polizze, testimoni
di Geova/Genova (mai capito quale sia il nome esatto, lo
confesso), spacciatori di Lotta Continua, figliolanza pretenziosa,
parentame acquisito e sofferto, ricorrenze da calendario
obbligato. Santi, Morti (senza voluta ironia sia ben chiaro),
Natale, Capodanno, Pasqua e Ferragosto, code in autostrada,
agli skilift, amministratori ed assemblee condominiali,
vicini di casa, parroci benedicenti (scusate solo un secondo
ma mi si stanno accartocciando gli zoccoli e la coda), suore
in corriera di linea (qui non perdono bensì "mi" tocco),
gatti neri, commercianti e bottegai, globalizzazione, lotterie,
veline, ginecologi, mestruazioni, ceretta, maschia barba
con lametta, nodo alla cravatta, tacchi a spillo, astinenza
pre-matrimoniale, spirale, uffici postali, calze di nylon,
fingere orgasmi, i preliminari, simulare interesse per i
discorsi delle donne, il preservativo, la pillola, il brodo
di dado, le paste della domenica, lo agghiacciante di lei
"non ho niente da mettermi" oppure di un'altra qualsiasi
"ho problemi con gli uomini", le ferie di agosto, le schiene
e le natiche pelose, le rimpatriate e le cene nelle quali
cercheranno di presentarvi qualcuna. Sciorinato il seguente
catalogo, su gentile concessione del sempre caro Commendatore
di mozartiana paternità, mi sorge una volta di più in eccesso,
la seguente ed ormai ritrita domanda: "Ma che diamine ci
vorreste mai fare quassù, quando da noi, laggiù, tutto questo
non c'è più?" Qualcuno avrebbe l'impavida audacia di rispondermi
una buona volta? Il riscaldamento è autonomo. Lo regolo
io.
Ok,
non posso negarlo. Da noi mancano un po' i grandi spazi,
i panorami, le distese sconfinate. O meglio, ci sono eccome,
gli spazi. Solo che sono un po' monotoni è vero. Non c'è
una grande varietà. Però il paesaggio dell'Etna è assai
apprezzato anche da voi di sopra, a quanto sento e vedo.
Dalle nostre parti, si può sciare sulla lava, correre a
zig e zafg tra i lapilli ed i massi incandescenti, fare
surf sulla polvere e snowboardare tra le rocce. Dulcis in
fundo, aprite bene le orecchie, avviso ai naviganti, QUI
IL SESSO NON E' PECCATO!!!!!!!!!!!!!!
Se mi
direte di no, una volta di più storcendo il naso, allora
siete proprio dei viziati che non meritano di stare su questa
terra. Non capite il fascino del calore, la potenza del
fuoco, l'irresistibile appeal del colore rosso. Potrei regalarvi
gli anni più belli della vostra miseranda esistenza e voi,
cosa fate? Le corna. A me che me le porto da casa ed in
saccoccia. Dilettanti.
Insomma
siete i soliti umani, gli stessi "mortali" di sempre. Per
farvi apprezzare le cose, bisogna proprio prendervi per
la collottola e trascinarvi per i piedi. Mi deludete ogni
volta. Tutti quanti. Tranne lo apprezzatissimo Signor Gian
Stefano Mandrino, è ovvio.
Ordunque,
per dirla tutta, siamo noi pure delle creature del Signore.
Cribbio.
Detto
ciò, non mi resta come ogni altra volta, che salutare ed
andarmene piccato, solo ed incompreso. Vado a raggiungere
la contadina con pretese da scacchista della domenica. Mi
porto gli sci e pure la settimana enigmistica, tanto con
quella non si batte mai un chiodo che sia uno.
Comunque
sia, vi aspetto, tutti, per farci dalle due alle quattro
chiacchiere intorno al mio amato fuocherello, cari amici
vicini e lontani.
A PRESTO
O TARDI ! AU REVOIR MES AMIS!
Mi scusi
Mandrino, non è che stasera c'avrebbe un po' di voglia di
venire a prendere un caffè da noi, ho già messo la pent...cuccuma
sul fuoco. Ho preso pure i gianduiotti, i crumiri caldi
di forno ed una bottiglia di Bicerin che la mia mamma compra
sempre da un suo droghiere di fiducia a Stupinigi. Non faccia
il difficile ma soprattutto quella faccia grigio topo ed
anche nu poco spettrale. Io mi impressiono facilmente, sono
sensibile e fotovoltaico. Non sia così rigido, diamine,
come quei suoi vecchissimi amici di Pompei ed Ercolano.
Roba tra vecchi compari. Così solo per ringraziarLa e sdebitarmi
di tanta e tale gentilezza.
Non
ci dica di no, non ci racconti la solita scusa che anche
Lei avrebbe una vita da vivere. Non mi preferisca Raffaella
Carrà, Walter Veltroni o Santoro, per favore.
Dalle
nostre parti, solo pochi ma buonissimi. Non lo dimentichi
mai.
Cerea.