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Tavolino
riservato a Gabriele Rebagliati

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Gabriele
Rebagliati
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Nome: |
Gabriele.
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Cognome: |
Rebagliati
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Data
di nascita: |
11
giugno 1979
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Nazionalità:
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Italiana.
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Sito
web o collegamenti
inerenti l'autore: |
http://www.istitutoisu.com
http://web.mac.com/gabrielecologne/
Sito/Benvenuto_.html
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| "E
mail": |
gabrielecologne@mac.com
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Nome
Skype: |
-
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| Interessi: |
Professionali:
insegnamento della lingua italiana e giapponese, composizione
letteraria, traduzioni dal giapponese all'italiano,
recitazione.
Extraprofessionali: letture in lingua originale, cinema,
viaggi.
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| Note
di presentazione: |
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Collegamento
ai
lavori pubblicati su
"I Caffè Culturali: |
"In
fuga" |
| Comunicazioni
dell'autore: |
-
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| I
Caffè Culturali: |
"Perché
e come ha iniziato ad interessarsi alla composizione?". |
| Gabriele
Rebagliati: |
"Ho
iniziato ad interessarmi alla scrittura da quando ho cominciato
a lavorare a tempo pieno. Alla fine della giornata c'era
sempre qualcosa di inespresso, un pensiero o un'immagine
che mi andava di comunicare prima di andare a dormire.
Così mi sono messo a scrivere e ho iniziato ad avere sonni
più tranquilli. La mia vita, inoltre, è sempre stata costellata
da eventi singolari e bizzarri e da incontri con persone
interessanti e significative: tutti ingredienti decisivi
per la riuscita di un buon racconto". |
| I
Caffè Culturali: |
"Ci
potrebbe offrire un esempio di come avveniva tale genesi?". |
| Gabriele
Rebagliati: |
"
Prendiamo un evento significativo ma banale come il primo
giorno di scuola. Significativo perchè rappresenta l'ingresso
del bambino in un mondo diverso, dove il gioco si intreccia
con lo studio e dove si consolidano i primi rapporti di
tutta una vita; banale perchè sostanzialmente avviene
secondo un rituale canonico. Timore e spaesamento vengono
progressivamente smussati dalla consapevolezza di condividere
la propria missione con altri coetanei. Pensatemi il primo
giorno di scuola:mingherlino, nascosto dalla mole della
mia cartella rossa fiammante e con addosso un grembiulino
con il fiocco blu di cui, quel giorno, vado particolarmente
fiero. Pieno di aspettative mi vedete varcare la scuola
e cercare la mia classe. Brutta sorpresa scoprire che
non esiste un'aula dedicata alla prima, ancora più brutto
scoprire che mi hanno posizionato in sala insegnanti,
traumatico notare che c'è un solo piccolo banco e una
seggiolina rosicchiata dalle termiti. Il mio primo giorno
di scuola ho scoperto di non avere compagni coetanei.
E qui si perde la banalità di un evento e la si trasforma
in racconto. In quell'anno non ho imparato le tabelline,
ma ho simulato tutte le malattie immaginarie che un bambino
potesse avere all'età di 6 anni per dissuadere gli adulti
a mandarmi a scuola. Sono diventato un attore scaltro
e ho abbandonato l'uniforme. Grembiule e fiocco blu appesi
al chiodo. Desideravo scompaginare il piano degli adulti,
che, per tenere la scuola aperta, mi avevano immolato
sull'altare sacrificale. Io e la maestra. La maestra ed
io. Raccoglievo piriti nel campo da calcio per vincere
la noia e terminavo le lezioni prima del previsto. Fino
alla seconda elementare. Quando hanno chiuso la scuola
e mi sono trasferito in un istituto più grande con tanti
bambini desiderosi di fare amicizia. E la mia vita è tornata
temporaneamente alla normalità". |
| I
Caffè Culturali: |
"Come
nasce "In fuga"?". |
| Gabriele
Rebagliati: |
"Molti
amici leggendo "In Fuga" hanno subito pensato ai miei
17 anni e a Stella San Bernardo, un paese da cui qualsiasi
adolescente sarebbe voluto fuggire. A quell'epoca mi muovevo
effettivamente in pullman, tornavo sempre tardi da scuola
per via dei corsi di teatro e la traettoria del bus prevedeva
una lugubre sosta proprio davanti al cimitero del paese.
In realtà non c'è nulla di autobiografico in questo racconto,
a parte forse il desiderio di viaggiare e scoprire il
mondo, estremizzato dal protagonista in una fuga pensata
come unica via di uscita da una situazione estremamente
scomoda. Per mia madre si è trasformata in una storia
comica, lei che non ha mai sopportato il rossetto, nè
tantomeno i vestiti costosi. Ha letto il racconto, ha
sorriso e si è cimentata in una seconda lettura per confrontarsi
con quella madre acida e insensata che avevo descritto.
"Non c'è traccia di te in quella barbabietola", l'ho rassicurata.
Poi ho dovuto tranquillizzare anche quelli che la conoscono
e che hanno letto il racconto, pensando che mi fossi ispirato
a lei durante la stesura. Papà compreso. Insomma, "In
fuga" esula dalla mia vita e, se un giorno dovessi scappare
non sarebbe certo mia madre la causa. Ogni giorno dal
lunedì al venerdì raggiungo la mensa aziendale con un
piccolo pullman che ferma proprio davanti ad un cimitero...".
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| I
Caffè Culturali: |
"Premesso,
doverosamente, che non vi è nulla di autobiografico
e tranquillizzati, altrettanto doverosamente, amici e
parenti, quale è stato l'elemento ispiratore del
racconto?". |
| Gabriele
Rebagliati: |
"In
fuga nasce dalla musica che ascolto quando scrivo. Ci
sono musiche e voci che riescono a farmi evadere dalla
realtà e attivano connessioni inaspettate fra i miei pensieri
e i testi delle canzoni. Il tutto viene frullato, elaborato
e razionalizzato in una storia. In "In fuga"
ci sono la cupezza dei boschi di Badalamenti, i toni crepuscolari
di Julietta degli Smoke City e il rapporto contorto fra
madre e figlio che si srotola come il gomitolo di Unravel
di Bjork. Sarebbe interessante far ascoltare queste tre
melodie durante la lettura e scoprire che la durata delle
canzoni coincide con il tempo di fruizione del racconto". |
| I
Caffè Culturali: |
"Ci
può descrivere come un "file" o una pagina
bianca iniziano a diventare racconto? Si tratta di pulsione
o di qualcosa che inizia ed arriva da lontano? Esiste
anche per Lei, come per molti pittori, la sindrome della
tela bianca?". |
| Gabriele
Rebagliati: |
"Se
mi prendesse la sindrome da foglio bianco, impugnerei
il pennello e vergherei sulla superficie ruvida della
carta un ideogramma dai tratti vivi e decisi. Da lì in
poi scaturirebbero mille nuove idee." |
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Il
forum dell'autore - Commenti

Rif.:
0802180711
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MESSAGGI
E
COMMENTI
PERVENUTI:
1
Messaggio
n°
001/0802180711
Data:
26.02.2008
ore
19:23
Autore:
Tino
Riferimento
a
messaggio:-
Testo:
"Trovo
questo
racconto
molto
coinvolgente.
Personalmente
amo
i
racconti
scritti
in
prima
persona,
forse
un
modo
per
far
vivere
al
lettore
un'esperienza
che
corrisponde
a
quella
vissuta
dal
protagonista.
Ho
percepito
colori
(e
soprattutto
l'assenza
di
questi,
sostituiti
dal
buio
onnipresente
della
notte),
odori,
sguardi,
e
le
sensazioni
contrastanti
di
un
personaggio
quasi
perso
tra
l'euforia
liberatoria
della
partenza
e
il
terrore
dell'incognita
(bello
il
colpo
di
scena
della
scoperta
della
madre
sul
medesimo
autobus!!).
Ho
letto
tutto
d'un
fiato,
e
credo
sia
qualcosa
di
molto
positivo
se
uno
scrittore
riesce
a
mantenere
un
ritmo
serrato
nel
suo
racconto...
I
migliori
auguri!
Tino"
Invio
messaggio
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Informazioni
su questa pagina
titolo: "Tavolino riservato a Gabriele Rebagliati"
data di pubblicazione: 18/02/2008
ultimo aggiornamento: 18/02/2008
codice di riferimento: 0802180711
autore: Programma
Italiano - Area Didattica
commenti: 001
versione
.PDF
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"In
itinere intellegere"
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I
CAFFE' CULTURALI
sito sperimentale dell'Area per lo
Studio dell'Italianistica, "PROGRAMMA
ITALIANO ", dell'ISTITUTO
I.S.U.
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