Tavolino riservato a Maria Caterina Prezioso

        


Maria Caterina
Prezioso

Nome:

Maria Caterina

Cognome:

Prezioso

Data di nascita: Classe 1961
Nazionalità:

Italiana

Sito web o collegamenti inerenti l'ospite:

www.enzodelfinoeditore.it
www.pequodedizioni.it/catpages/peq_95.html www.titivillus.it/schedalibro.php?id=93 www.dramma.it/index.php?option=com_content&view=article&id=565:la-stanza-la-festa-dei-tuareg-di-maria-caterina-prezioso&catid=53:libri&Itemid=45
www.librerie.it/autori/maria-caterina-prezioso.html
www.webster.it/libreria/.../cronache-binarie-e-book.htm

"E mail": mc.prezioso@tiscali.it
Interessi: -
Note di presentazione:

Maria Caterina Prezioso autrice di poesia, teatro e narrativa.
Narrativa: il Colpo (peQuod 2008) racconti Racconti brevi: il gioco n. 33 (il Ventaglio 1993).
Drammaturgia: La risposta di Leonardo, testo di teatro-danza (coautrice con Giuliana Majocchi) – (il Segnale 1996) La stanza – la festa dei Tuareg (Titivillus 2004).
Poesia: Nelle rughe del muro (Ibiskos 1991).
Ha collaborato con il settimanale Avvenimenti, le riviste di cultura e cultura teatrale Exlibris, Primafila. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su riviste specializzate (Storie, Omero, TutteStorie, EllinSelae) Ha tenuto corsi di scrittura creativa presso il centro socioculturale La Maggiolina di Roma.
Cronache binarie è il suo primo ebook uscito il 4 maggio 2011 per la Enzo Delfino Editore.

"Vorrei dedicare questo tavolino a un mio caro amico. Recita così":

“Il ricordo delle cose importanti come la tua amicizia
resiste alle ingiurie dei miei anni che passano”

 

Comunicazioni dell'autore: Sono presenti su Facebook la pagina dell’autore e la pagina dedicata al romanzo Cronache binarie:
http://www.facebook.com/#!/pages/Cronache- binarie/130660280345128
.
Potrete esplorare, esprimere pareri, commentare.
Collegamento ai
lavori pubblicati:

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L'intervista all'autore
I Caffè Culturali: "Chi è Maria Caterina Prezioso?".
Maria Caterina
Prezioso:
"Bella domanda. Il punto è che io mi piaccio. Quindi se mi domandate chi è Maria Caterina Prezioso io non posso che rispondere «E’ una bella persona, mi piace, ha un carattere terribile però, con forti contraddizioni, è una signora, ma anche una camionista». Mi piace soprattutto perché mi fa ridere e mi fa pensare, attività di un certo rilievo di questi tempi magri. C’è un’altra qualità che ha del sacro e del profano… più volte l’ho sentita dire di se stessa essere «un giullare di dio» Credo che sia questa la sua caratterista dominante sotto il profilo sociale e all’interno della comunità. Il Giullare di Dio è cosa ben diversa dal giullare di corte. D’altra parte, se osservate il suo profilo si nota evidente l’appartenenza ad un’altra comunità, di madre ebrea, la sua vita si è delineata ed è cresciuta in questa matrice, in questo sodalizio silenzioso con la terra di Edith. Per spiegarmi meglio faccio un riferimento letterario: Edith Stein in un carteggio con l’amica filosofa Hedwig Conrad-Martius nel 1938 scrive: «essere ebrei non significa solo appartenere a un popolo determinato, a una data nazione: significa appartenere attraverso il sangue a un popolo sul quale la mano di Dio si è posata per sempre, un popolo che il Dio Vivente ha fatto suo e che ha segnato con il suo sigillo».  Mi verrebbe da aggiungere dovendo dire chi è Maria Caterina Prezioso che probabilmente Caino deve essere fermato, ma guai a colui che tocca Caino. Ah dimenticavo penso profondamente che Maria Caterina Prezioso sia una scrittrice".
I Caffè Culturali: "Che rapporto vive con le parole?".
Maria Caterina
Prezioso:
"Verba volant, scripta manent, tradotta letteralmente, significa “le parole volano, gli scritti rimangono”. Le parole volano ed il loro è un volo bellissimo, viaggiare con le parole significa attraversare le storie degli altri, significa inoltrarsi in un sentiero che inevitabilmente ti porta al confronto. Le parole sono linguaggio, sono musica, ma la musica va anche letta, tramandata. Ed ecco a voi la parola scritta. Per me il rapporto più significativo è con la parola scritta. Con la scrittura non puoi barare, è nella parola scritta che risiede quella antica necessità di lasciare un segno, un gesto e poi c’è qualche altra cosa di ancora più profondo nella parola scritta. Qualche anno fa in un suo intervento alla trasmissione l’Infedele di Gad Lerner, lo scrittore David Grossman a un certo punto disse esattamente queste parole: “scrivere è una profezia e la vocazione dello scrittore è mettersi nei panni degli altri”. Beh me le sono appuntate, per me è stata come una folgorazione".
I Caffè Culturali: "La tradizione ebraica ha uno dei più belli ed importanti rapporti con la parola e, in particolare, con la sua manifestazione scritta. Quanto ha inciso, nell'espressione di Maria Caterina Prezioso scrittrice, l'appartenere ad una certa cultura?".
Maria Caterina
Prezioso:
"Mi cogliete di sorpresa. Sicuramente oggi più che mai sento la necessità, prima ancora come persona che come scrittrice, di assunzioni di onestà morale ed intellettuale. Non è più tempo di guardarsi l’ombelico, occorre una vocazione alla scrittura civile, occorre schierarsi, raccontare delle storie non basta più, è necessario dare un’anima alle nostre storie. In questo senso l’appartenere o sentirsi parte di una data cultura significa oltrepassare certi schemi precostituiti, andare oltre. Questo mi permette di poter vivere la scrittura come Profezia, ma anche scrittura come Memoria. E la Memoria è il seme del futuro".
I Caffè Culturali: "Quando ha scritto il suo primo libro e perché?".
Maria Caterina
Prezioso:
"Ho pubblicato per la prima volta nel 1991 con la Ibiskos editrice. “Nelle rughe del muro” un libro di poesia. Avevo vinto la selezione di un concorso di poesia ed il premio era la pubblicazione. Sono passati esattamente 20 anni e nel 1991 io avevo 30 anni tondi tondi. In tanti dicono di aver sempre scritto, che io ricordi ho messo a fuoco questa necessità abbastanza presto. Scrivere poesia mi piaceva moltissimo. E’ importante per me giocare con la scrittura, provare a mescolare i generi e provare ad inventarne di nuovi. Erano i tempi delle letture di Jack Kerouac e Allen Ginsberg ed anche io in perfetto stile metropolitano underground, la beat generation, giravo sempre con il mio taccuino nero. Quello che mi fa sorridere ora a 50 anni tondi tondi e che ci credevo sul serio, non ero spinta da una moda del momento. Veramente noi gente della stagione del '77 abbiamo pensato di cambiare il mondo con la cultura, con il teatro, con le piazze piene di ragazzi. Non è stato solo il tempo della rabbia e della lotta armata. Tra di noi, tanti, avevamo ed abbiamo ancora tante carte da giocarci. Perché non è vero che con la cultura non si mangia. Anzi è vero il contrario senza la cultura non si ha neanche appetito. Oppure si ha un altro tipo di appetito che secondo me è deleterio: ingordigia. Un mondo di obesi di potere. Sono andata fuori tema?".
I Caffè Culturali: "Lo scrittore ha un ruolo sociale? Se sì quale?".
Maria Caterina
Prezioso:
"Assolutamente sì. Come ho già detto, soprattutto oggi, occorre una vocazione alla scrittura civile, occorre schierarsi. E’ fondamentale ridare voce attraverso la scrittura alle piccole storie e dare la possibilità a coloro che leggono di entrare nella storia. Penso che la Storia con la S maiuscola siamo noi. Tutti noi, nessuno escluso. Da questo punto di visto sono un poco distante da quello che considero una moda per difetto. Il politico scrive, il giornalista scrive, il conduttore televisivo scrive, scrive lo scienziato, scrive il calciatore e scrive il cantante. Tutti scrivono. Non trovo che sia giusto. E’ come se il giornalista, lo scienziato, il calciatore, il politico si mettessero tutti a fare quadri e le nostre case sarebbero piene di quadri di Vespa, Totti, Veltroni. Un pianto. Avremmo i nostri salotti buoni abbelliti da niente altro che croste e di un Van Gogh non si accorgerebbe nessuno. Esistono e sono esistiti in Italia bravissimi scrittori e scrittrici che hanno raccontato la Storia del nostro Paese. Di Elsa Morante si parla poco eppure è stata veramente una grande narratrice popolare. Oggi c’è Roberto Saviano che ha coniato un bizzarro connubio tra narrativa e giornalismo, ma ci sono voci dimenticate come Vincenzo Pardini (la sua lettera a Dio è di una potenza narrativa autentica e feroce) voci che si stagliano per stile nel panorama italiano asfittico come Giuseppe Genna e poi mi viene in mente Paolo Sortino finalmente una nuova e giovane potente penna. Non dico che bisognerebbe tornare al Rinascimento, non pretendo troppo, ma occorre ridare voce alla scrittura. Ognuno facesse il suo mestiere. Noi cerchiamo di fare il nostro. Non dico che ci dovrebbero ringraziare, ma non trovo assolutamente onesto rilegare la scrittura nel ghetto del salotto buono di mammà. Ci sono scrittori e scrittrici che hanno un ruolo sociale fortissimo. Hanno dignità".
I Caffè Culturali: "Veniamo alla sua ultima fatica: cos'è Cronache binarie?".
Maria Caterina
Prezioso:
"Cronache binarie è un ebook. Sono alla mia sesta pubblicazione. Mi sono occupata di narrativa, poesia e drammaturgia. Editoria di qualità e di nicchia. Cronache binarie è il mio primo ebook. Mi sento come una cinquantenne alla prese con un bambino del futuro. Quando la casa editrice, la Enzo delfino editore mi ha contattato con la proposta editoriale di un ebook, ho voluto rifletterci, all’inizio ho storto il naso. Mi mancherà la carta ho pensato, beh almeno non partecipo alla distruzione delle foreste. Mi mancheranno gli odori, le sfumature, lo sfogliare con compiacimento le pagine, il piacere di fare una dedica. Tutto vero, ma è altrettanto vero che è anche un nuovo modo di comunicare, è vero pure che i distributori e le librerie asservite hanno qualche difficoltà ad esporre, a mettere in mostra dei libri un po’ cattivelli, un po’ fuori dal coro, dei libri che magari raccontano storie scomode o ipotesi strane e irriverenti. Ho accettato la proposta. Voglio stare al gioco. La Enzo delfino editore mi ha sorpreso per la sua capacità di giocare. Non è un mondo né semplice né facile. Sto vivendo un esperimento. Cronache binarie è acquistabile solo online ed arriva a casa un bellissimo file. E poi c’è la rete e non succede, come nel migliore dei casi, che dopo massimo tre mesi di libreria vieni lasciato decantare in qualche magazzino. Un ebook è un nuovo modo di leggere e sicuramente un nuovo sistema di comunicare. C’è poi da dire un’altra cosa, un ebook prevede forse anche un nuovo modo di intendere la scrittura. Risposto a cosa è Cronache binarie. Passo a dire chi è Cronache binarie. Leggendo Cronache binarie conosciamo le storie di Lorenzo, Basilio e Valentino, tre generazioni a venti anni esatti di distanza. Sessanta anni di storia italiana con sorpresa finale. Li rincontriamo tra la fine del 2008 e marzo del 2009 quando Lorenzo compie 60 anni, Basilio 40 anni e Valentino 20 anni. Mi piace molto l’idea che Cronache binarie possa muoversi ed essere letto anche attraverso la rete, se ne parli, faccia anche discutere, ma non di quanto io sia più o meno brava, ma si discuta delle storie, sono quelle che mi interessano".
I Caffè Culturali: "Rimaniamo ancora al formato ed aiutiamo i nostri visitatori a capire: dove si sceglie un ebook, come si compra e come si legge? Ha notizia di quanti lettori abbia raggiunto e soprattutto di come leggano il suo ebook?".
Maria Caterina
Prezioso:
"Come ho già detto per me è un esperimento. Così ho cercato di documentarmi ed aggiornarmi strada facendo all’uscita dell’ebook. Una cosa è abbastanza chiara la regina è la rete, le librerie si trovano nella rete. Quindi gli scaffali sono costituiti dai siti sempre più numerosi, social network e forum che connettono i lettori per affinità di interessi, discussioni, segnalazioni. Un fitto sistema di commenti e consigli … un esempio per tutti anobii . Poi ci sono gli ebook store (bookrepublic, ultimabooks, webmaster, bol.it fino ad arrivare a mediaworld) che espongono l’ebook dando la possibilità attraverso il trailer di leggere alcuni passaggi del libro. Sembra un mondo di nicchia o di utenti super tecnologicamente avanzati, in realtà non è così. Intanto è un mondo in forte crescita (Amazon annuncia che le vendite di ebook hanno superato quelle dei libri cartacei) con un pubblico molto eterogeneo. C’è da dire poi che sicuramente è un momento di transizione, e le fasi di transizione sono sempre discontinue. In realtà è un mondo più alla portata di tutti di quanto all’inizio appare. Basta non farsi condizionare dalle mode del momento ed individuare la grande valenza della rete, dalla democrazia non populistica della rete. Le grandi case editrici tremano di fronte all’ebook (cito non a caso la Mondadori) perché sanno che come formiche operaie le piccole e medie case editrici stritolate e gli autori impossibilitati ad emergere, come formiche operose alla fine della giostra faranno fuori la cicala canterina tronfia del suo enorme potere mediatico. La Enzo delfino editore mi ha convinto ad accettare la sfida e speriamo di raggiungere varie tipologia di lettore, questo anche grazie alla scelta del formato epub (per rispondere all’ultima domanda) che è compatibile non solo con ogni tipo di lettore ebook, ma anche leggibile su PC scaricando programmi gratuiti dalla rete come Adobe Digital Edition oppure Calibre. Insomma mi sembra una grossa scommessa, Davide contro Golia e se mi ricordo bene vince Davide, povero Golia. Per quanto mi riguarda abbiamo fatto una pagina su Facebook, stiamo cercando di farci conoscere e farci leggere. Ad esempio il tavolino che mi avete riservato penso sia il giusto punto di equilibrio tra cultura ed informazione, tra il piacere della lettura e il piacere della scrittura e della comunicazione. La cultura e la comunicazione della e nella rete è importantissima perché non la puoi comprare, non può esistere un monopolio nella rete. La rete come la cultura è di tutti. Mamma mia quanto ho parlato".
I Caffè Culturali: "Torniamo a Maria Caterina Prezioso, autrice. Come avviene il suo atto creativo?
Maria Caterina
Prezioso:
"Credo nella necessità di essere e non di porsi. Come scrittrice mi trovo terribilmente umana. E poi sono i lettori a giudicare e giudicare le mie storie. Senza lettori, la scrittura non ha nessun significato. E’ come un cielo senza stelle. Forse quello che mi intriga di più è usare una scrittura veloce, per immagini. Ritorna l’idea quasi fumettistica di aprire una porta ed entrare nella storia. Non sai cosa ti aspetta. Hai gli strumenti giusti per navigare, c’è sicuramente una idea di partenza, c’è il bisogno di approfondire, di informarsi, di studiare le carte di navigazione, ma il resto viene da se: volevi andare in India ed a volte ti trovi a scoprire l’America. Poi c’è la tecnica. Ho realizzato come docente, qualche anno fa dei corsi di scrittura creativa, ed ho partecipato come discente a dei corsi di drammaturgia e di scrittura. In tutte e due le esperienze ho avuto la possibilità di imparare, ma anche di rimpostare e vedere oltre i miei parametri. In alcuni casi imparare la tecnica è necessario. Bisogno però capire cosa ti spinge a scrivere e quale è la tua urgenza. La mia scrittura nel tempo è cambiata, fortunatamente si cambia. Me lo avevano detto, alla fine però l’ho scoperto da sola. La tecnica è necessaria quando sei in difficoltà, ma la cosa veramente importante è mettersi in discussione e rivedere, rivedere, rivedere, almeno tre volte. E’ una cosa che detestavo. Alla prima stesura volevo credere in un testo perfetto. Balle era solo pigrizia la mia".
I Caffè Culturali: "Quando scrive, si immagina il suo pubblico? Potrebbe descriverlo? Lo conosce? Ne percepisce, in qualche modo, le emozioni ed i pareri?
Maria Caterina
Prezioso:
Mentre scrivo, durante il percorso di scrittura, si va delineando anche un mio dedicare a qualcuno. Una specie di percorso preferenziale tra me e questa altra persona. Improvvisamente intuisco e soprattutto desidero che questo capitolo della mia scrittura sia dedicato ad una persona speciale della mia vita. Anche questo tavolino è stato dedicato ad un mio caro amico. Il mio pubblico, i miei lettori a volte riesco ad immaginarli, altre li conosco personalmente. Non mi interessa stupire, mi interessa, come dicevo all’inizio, provare a mettermi nei panni dell’altro. Mi piace raccontare storie piccole che a loro volta raccontano la grande Storia. Ho mirato giusto se il lettore si immedesima anche lui nei panni dell’altro. Perché se impari a conoscere l’altro, impari anche a conoscere te stesso. Una volta mi è successo una cosa per me strana. Ero in autobus, io seduta e un ragazzo in piedi (a Roma, dove vivo, rimanere in piedi su un autobus vi assicuro che non è cosa da poco) stava leggendo un mio libro. Il ragazzo sorrideva, meglio ridacchiava. Mi ha fatto un effetto molto forte. Mi piaceva proprio l’idea. E’ una idea buona anche per un cortometraggio o per una pièce teatrale. Un altro esempio incrocio su internet una ragazza del nord che sta cercando il mio libro (sempre lo stesso libro che leggeva il ragazzo). Mi metto in contatto proponendole l’acquisto con dedica personalizzata. Siamo diventate amiche. Devo ringraziare Letizia M. che mi ha fatto fare il passo decisivo. Mi sono iscritta a facebook. Ci sentiamo abbastanza spesso. Si è laureata, si è sposata con il suo ragazzo di sempre, fa un lavoro molto bello, ma anche molto faticoso. E’ una educatrice, pedagogista. Segue i figli di donne tossicodipendenti in una comunità terapeutica. Nelle nostre conversazioni non parliamo tanto della mia scrittura, ma parliamo di noi. Sono stata affascinata dalla sua libreria online, ma altrettanto affascinata dalle foto della ristrutturazione della casa dei giovani sposi. L’impianto di riscaldamento è una favola è tutto sotto il pavimento. Così nascono le mie storie. E penso siano questi i miei lettori.
I Caffè Culturali: "Tornando all'ebook: la tecnologia influenza l'atto creativo? Pensando ad un nuovo modo di leggere i testi, ha mai sentito la necessità di chiedersi se lo stile fosse consono al supporto utilizzato?".
Maria Caterina
Prezioso:
"Devo dire che all’inizio non ci ho pensato. Quando ho scritto Cronache binarie non pensavo di pubblicarlo in formato ebook. Le revisioni che sono state fatte non mi sembra abbiano privato la scrittura del suo valore. Il punto è proprio questo. Nel momento preciso nel quale Cronache binarie esce come ebook, anche leggendo il trailer, ho avuto una sensazione diversa, ma netta. E’ la lettura che secondo me è diversa. Apparentemente è una lettura più superficiale, quasi una lettura che scorre, è più sfuggevole, meno duratura nella memoria. E’ una lettura di immagini. E’ sicuramente un approccio alla lettura tale che invita i giovani. E’ un assurdo in se stesso. I ragazzi oggi sono abituati a leggere attraverso gli ipad o con un lettore ebook, leggono di più e volentieri con questi nuovi sistemi piuttosto che un libro cartaceo. Anche ragazzini. Quindi deve essere una scrittura che catturi l’attenzione. Una scrittura appunto di immagini, ma anche di rimandi, come dei link, una scrittura che sappia di gioco e che insegni nel contempo, che sappia far ridere, ma anche far pensare, una scrittura che lasci qualcosa anche di sospeso, che permetta al lettore di documentarsi, di approfondire e soprattutto di farsi un’idea propria della storia. Insomma quello che in parte è la mia idea di scrittura. Ed adesso la prova del fuoco, o la prova del nove. Mi sono riletta Cronache binarie, come può leggerlo un lettore, sono bravissima a staccarmi, a non pensare affatto che l’abbia scritto io. La scrittura prende le distanze da me ed io da lei. Beh è strano, a volte disorientante, ma mi sembri che funzioni. Qualcuno potrà criticare l’aver messo forse troppa carne al fuoco, rischiando di bruciarla. Ma volevo fosse così. Per assurdo funzionerà più come ebook che come libro. Per assurdo e forse per mia fortuna. E’ come quando si è passati dallo scrivere a penna a scrivere direttamente con il pc. Ultimamente sto sperimentando. Sono tornata a scrivere con quaderno e penna. All’inizio una fatica bestiale. Veramente una fatica fisica. Poi è ricominciata a fluire la scrittura. E’ un disegno diverso, è un segno diverso certamente. A questa intervista sto rispondendo scrivendo direttamente sul pc ad esempio. Ed ecco che tornano i sospesi, gli ammiccamenti. Non riesco ad immaginarmi il lettore di questa intervista che stampi. Me lo immagino davanti al pc a leggere".
I Caffè Culturali: "Prima di lasciare i nostri visitatori al proseguimento di questa intervista, che avrà come oggetto esclusivamente il testo Cronache Binarie, ancora una domanda all'autrice: quale futuro per Maria Caterina Prezioso, scrittrice?".
Maria Caterina
Prezioso:
"C’è una storia che mi sta particolarmente a cuore. E’ un romanzo breve che da ben due lustri tenta invano di venire alla luce. E’ una storia per certi versi personale, nella quale ho voluto coniugare la parte personale, più riservata, con l’immaginario. Ho voluto scrivere di un mondo fantastico e parallelo al mondo reale. Il pittore Pablo Picasso dice che l’arte è una menzogna che racconta la verità. Ecco penso che “la danza delle fate” sia il mio piccolo capolavoro, sia il desiderio di un sorriso che corra dalla bocca di un ragazzo, fino al mento tremante e rugoso di vecchio. Spero di portare meraviglia e risvegliare quella malinconia sana che a volte ci prende, prende a tutti noi. Vedrei questo nel mio futuro. A volte altrettanto penso che ci sia una ragione perché questo romanzo che sta sempre per uscire non esce mai. Sembra il frutto non colto. Allora apro le mani e mi trovo altre storie da raccontare. Questo è il futuro e soprattutto un buon futuro a voi tutti che avete avuto la pazienza di ascoltarmi".
 
 
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Informazioni su questa pagina
titolo: "Tavolino riservato a Maria Caterina Preziosoo"
data di pubblicazione:
14/06/2011

ultimo aggiornamento:
28/06/2011

codice di riferimento:
I110614.1117.DI.AP.man
autore:
INFOGESTIONE dipita
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