Tavolino riservato a Stefano Pietri

     


Stefano
Pietri

Nome: Stefano
Cognome: Pietri
Data di nascita: 25/05/1963
Nazionalità: italiana
Sito web o collegamenti inerenti l'ospite: https://www.facebook.com/ (profilo)
https://www.facebook.com/ (pagina dedicata all'opera)

http://www.alettieditore.it/
"E mail": stefanopets@alice.it
"Skype": Stefano Pietri
Interessi: Scrittura, lettura, musica, sport.
Note di presentazione: Sono nato e vivo a Roma. Lavoro in un’azienda di telecomunicazioni. Ho sempre avuto la passione per la lettura e la scrittura. Gli altri miei interessi sono la musica e lo sport (calcio, tennis, basket) Sono iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Ho sempre scritto canzoni, poesie e componimenti ironici per eventi, quali matrimoni e compleanni. Ho curato per diversi anni la rubrica “Hot dogs. – la voce del bastardino” sul sito Internet www.bau.it. Ho vinto un premio nel 2007 su www.7Mates.com – Racconti di viaggio, con il racconto Un Tombolino in America, diario di un viaggio negli USA e Canada, raccontato con gli occhi e le penna di bimbo di 4 anni.
Ho pubblicato sempre su web i racconti:
- Un Tombolino all’isola d’Elba
- Fame di Parole
- Il Mistero del falso meccanico
- Faccia di clown.
Finora ho pubblicato due romanzi.
- Uozzamericanboys, Edizioni Tracce, 2007,
tratta di un breve romanzo ispirato e dedicato al grande Alberto Sordi, mito cinematografico della mia giovinezza.
- Non credevo di trovarti su facebook, Aletti Editore, 2011,
è la storia di un quarantenne che attraverso il social network ritrova una giovane donna che, all’epoca in cui erano bambini, era stata la “sua prima fidanzatina”. Le “chiede l’amicizia” ed inizia lo scambio di messaggi che porterà i due a rivedersi dopo tanti anni. Il racconto si sviluppa sul rapporto che, quasi inaspettatamente, nasce davvero e si sviluppa in un’altalena di emozioni, sensi di colpa e mistero
Comunicazioni dell'autore:

A Novembre e a Dicembre 2011 usciranno quattro volumi di raccolte di poesie di Aletti Editore, dove compariranno alcuni miei componimenti.

Collegamento ai
lavori pubblicati:

L'intervista all'autore
I Caffè Culturali: "Chi è Stefano Pietri?".
Stefano Pietri: "E’ una persona che ha sempre amato scrivere, come si vede nei dati riportati nelle note di presentazione. Negli ultimi anni ho cominciato a mettere in pratica questa passione, prima scrivendo articoli di satira sul web, poi pubblicando, sempre su Internet, alcuni racconti ed infine pubblicando due romanzi, “Uozzamericanboys” nel 2007 e a Marzo del 2011 il nuovo “Non credevo di trovarti su facebook”, che, con mia grande soddisfazione, dopo sei mesi è già andato in ristampa".
I Caffè Culturali: "Perché Stefano Pietri scrive?".
Stefano Pietri: "Scrivo perché... mi piace! Sì, può sembrare banale, ma credo che nella nostra vita dovremmo cercare di fare almeno una cosa che ci piace... e a me piace scrivere. A volte mi emoziona, a volte mi scarica, altre mi libera, insomma ho della scrittura una visione in parte di piacere puro ed in parte di uso taumaturgico, se vogliamo...".
I Caffè Culturali: "Che cosa scrive Stefano Pietri?".
Stefano Pietri: Amo sia la prosa che la poesia. Detto questo le mie poesie nascono generalmente da sensazioni, stati d'animo un po' cupi, melanconici, forse anche un pò tristi. Con i versi riesco ad esprimere meglio i miei momenti bui. I romanzi e i racconti che ho scritto invece nascono spesso dalla forza dei sentimenti e dalla curiosità. Sono molto colpito dalle storie che lasciano il segno e sono molto incuriosito dalle persone, mi piace cercare di capire i motivi che le spingono ad attuare dei comportamenti che, di primo acchito, potrebbero sembrare strani o indecifrabili. Mi piace affrontare temi importanti ed impegnati, ma soprattutto raccontare storie e stati d'animo, non disprezzando toni umoristici, spesso usati per sdrammatizzare, come avviene infatti nell'ultimo libro.
I Caffè Culturali: "Di cosa tratta il suo ultimo lavoro Non credevo di trovarti su facebook?".
Stefano Pietri: "E' la storia di un quarantenne (del quale non viene mai espresso il nome) che, attraverso appunto il social network facebook, ritrova una giovane donna che, molti anni prima, all'epoca in cui erano bambini, era stata la sua prima fidanzatina. La contatta chiedendole l'amicizia come si fa su facebook ed inizia un simpatico scambio di messaggi, che porterà i due a darsi appuntamento per rivedersi dopo tanto tempo. La storia si sviluppa sul rapporto che ri-nasce inaspettatamente tra i due, con un'altalena di emozioni, riflessioni, sensi di colpa ed un po' di mistero, che sono gli elementi portanti del romanzo. Il protagonista vive da anni con la compagna che ama sinceramente e non riesce a spiegarsi un'attrazione così forte verso un'altra donna, per quanto molto bella, della quale sa comunque le poche cose che lei gli racconta nei momenti in cui sono insieme. Sta bene insieme a lei ed è gratificato dal sentirsi apprezzato per le sue qualità umane e di scrittore. Inoltre quest'esperienza gli provoca forti emozioni, a cui non sa rinunciare. La storia è però contrassegnata da un forte senso di colpa che accompagna il protagonista e che gli fa vivere, oltre che con passione, anche con soffrenza la liason con la bambina dai lunghi capelli che per tanti anni era rimasta nella sua memoria e che all'improvviso era riapparsa prepotentemente nella sua tranquilla esistenza. Perlomeno fino a quando lei misteriosamente sparisce senza lasciare tracce".
I Caffè Culturali: "Perché una storia così?".
Stefano Pietri: "A volte non ci sono motivi specifici perché si narra una storia piuttosto che un'altra. In questo caso si è trattato di un'ispirazione, di una fantasia venuta fuori all'improvviso. Il ritrovare su facebook una persona della quale non si sapeva più niente da tanti anni e che comunque era rimasta viva nella memoria, nei ricordi forti di un bambino, ha partorito l'idea di una storia non straordinaria, perché capita a molti di rincontrare vecchie fiamme dopo tanto tempo, ma allo stesso tempo particolare, in quanto nata su un social network. Questa particolarità ha dato, a mio avviso, una connotazione originale al romanzo, un po' perché facebook è il fenomeno mediatico di questi ultimi anni, un po' perché tanti amori o pseudo amori si stanno "consumando" o rovinando grazie (o a causa) del social network. Nel romanzo si narra di due persone che si frequentano, ma che si "contattano" molto via sms, messaggi su facebook, ecc., sottolineando come stiano cambiando le modalità di contatto e di scambio tra le persone nella nostra società. Con ironia e sorpresa, durante il racconto viene evidenziato anche questo aspetto, che va di pari passo con lo svolgersi della storia".
I Caffè Culturali: "In qualità di giornalista e di scrittore come vede l'evolversi della nostra lingua e dei contenuti da essa mediati con l'avvento delle nuove tecnologie di comunicazione?".
Stefano Pietri: "L'argomento è molto interessante ed attuale. La lingua si evolve in continuazione, da sempre, però, che possa piacere o meno, negli ultimi anni sta subendo moltissimi influssi dovuti all'utilizzo delle nuove tecnologie. Oltre alle nuove terminologie dovute ai mezzi che vengono usati per scambiare informazioni, credo che un aspetto molto importante sia il linguaggio usato, soprattutto dai giovanissimi, tramite gli sms. Infatti, contattandosi con una frequenza davvero notevole, i ragazzi cercano di abbreviare le parole, di sostituire ad esse dei simboli. È un linguaggio "sintetico" che però, io credo, non dovrebbe condizionare più di tanto il nostro italiano. Credo semmai che lo possa integrare e andrà usato solo in casi specifici, non credo che a scuola, in un tema d'italiano, gli studenti usino "ke" al posto di "che" o "tvtb" o altre abbreviazioni. Quello che mi colpisce è che si utilizzano il messaggino o la mail anziché la telefonata come un tempo. Qui il discorso si amplia e dev'essere affrontato anche a livello psicologico e sociale. Se invece pensiamo ai social network, anche qui le chat o i "post" o i "mi piace" hanno una loro valenza, ma lo scambio di idee ed informazioni avviene, anzi è maggiore di un tempo ed il linguaggio usato ha anche delle terminologie nuove, ma io credo che porti dei contenuti spesso molto interessanti. Io credo che non ci si debba preoccupare di questi modi "alternativi" di comunicazione. La lingua italiana continuerà ad esistere più o meno così com'è, i nuovi mezzi tecnologici stanno creando forme alternative, ma non sostitutive di comunicazione (al telefonino si parla comunque tantissimo, non si mandano solo sms, in ufficio si continuano a fare riunioni, oltre alle videoconferenze ed alle call conference. Insomma l'evoluzione c'è, come è naturale che sia, l'importante è che nelle scuole si faccia attenzione a non tralasciare certi insegnamenti fondamentali".
I Caffè Culturali: "Facciamo un gioco di immaginazione: se non vi fossero stati i nuovi media, come avrebbe dovuto mutare la vicenda del suo romanzo? Cosa sarebbe divenuta? Quanto e come la storia che narra dipende dalle nuove tecnologie?".
Stefano Pietri: "Eh, certo lo spunto per raccontare questa storia è nato da facebook... Chissà, forse non mi sarebbe neanche venuta in mente... forse avrei avuto prima o poi notizie della misteriosa Ylenia, ma non una foto in cui vederla... Però, mettiamo che in circostanze veramente casuali l'avessi prima o poi incontrata mentre faceva shopping in centro o ad una festa (o ancora meglio alla presentazione di un libro, magari di un suo amico...). Beh, allora in quel caso ce ne sarebbero volute di pagine per descrivere le emozioni, la sorpresa, il piacere e l'imbarazzo e... il seguito! Magari sarebbe stato lo stesso, senza mail o sms, ma con incontri a sorpresa, appostamenti... non certo con piccioni viaggiatori, ma magari con amici/amiche coinvolti... un rapimento come si usava una volta... Credo che sarebbe stata comunque una bella storia, di certo non avrebbe avuto l'originalità di essere accompagnata dal fenomeno facebook...".
I Caffè Culturali: "Sempre a proposito di nuove tecnologie e sentimenti: che influenza esercitano i nuovi media su come esterniamo i sentimenti verso gli altri e verso noi stessi?".
Stefano Pietri: "Credo che per quanto le nuove tecnologie e i nuovi mezzi di comunicazione stiano "invadendo" e condizionando la nostra esistenza, sul piano emozionale influiscono in minima parte. Probabilmente le influenze maggiori possiamo ritrovarle nelle fasce più giovani della popolazione, basti pensare agli innumerevoli messaggini che si scambiano i ragazzi. Poi scrivere da dietro un computer piuttosto che parlare "de visu" per alcuni è sicuramente più facile, abbatte la barriera della timidezza. E' vero anche che gli sms sono spesso utilizzati anche dagli adulti per comunicare uno stato d'animo alla persona amata in un momento in cui non è possibile vederla o contattarla per telefono, altre volte possono essere un mezzo rapido e scherzoso per esprimere un qualche cosa di particolare. Però i rapporti affettivi, tranne alcuni casi patologici, a mio avviso non possono essere espressi e poratti avanti attraverso un utilizzo continuo delle tecnologie, il contatto umano diretto è insostituibile. Certo, a volte capita che si scriva un'e-mail per riuscire a dire qualcosa di particolarmente importante, che so, una testimonianza di affetto o di amore, una lettera di scuse. Questo si fa proprio per poter "gestire l'emotività" che una situazione di contatto diretto, verbale, di sguardi può creare. Sento spesso ultimamente amici o colleghi che utilizzano questo mezzo per tentare di "ricucire" dei rapporti o rimediare a situazioni spiacevoli od equivoci che si sono creati. Fa parte del carattere di alcune persone, non va criticato, ma registrato come evento, come fenomeno. Però, ripeto, parliamo di una minoranza".
I Caffè Culturali: "Come è stato accolto il suo ultimo lavoro?".
Stefano Pietri: "Direi bene. E' piaciuta da subito l'idea di raccontare una storia d'amore nata su facebook. Molte persone mi hanno scritto (appunto su facebook) che la trama gli ricordava qualcosa che avevano vissuto anche loro. Successivamente, quando ho cominciato ad avere i ritorni dai primi lettori, ho ricevuto alcuni messaggi molto divertenti, in cui qualcuno faceva un parallelo con la sua di storia, magari finita tragicomicamente, altri un po' più tristi, in quanto erano rimasti scottati dalla propria esperienza. Quasi tutti comunque mi hanno scritto (e poi anche altre persone detto a voce) che il romanzo è scritto bene, che è scorrevole, si legge senza avvertire noia ma, soprattutto, quello che più mi ha gratificato, è che mi hanno segnalato di aver provato emozioni. Questo è il complimento più bello che ho ricevuto. Perché è vero che può risultare divertente, leggero, ma non troppo, scorrevole, che incuriosisce, che ci si identifica con alcuni dei personaggi, ma quella di essere riuscito a trasmettere emozioni è la cosa che più mi ha gratificato. Ora il libro, nonostante io non sia un autore conosciuto, è in ristampa, la prima edizione è andata esaurita in pochi mesi. Quindi sta piacendo e spero che continui ad avere un discreto successo, perché ci tengo molto, mi è piaciuto scriverlo, anche a me ha emozionato".
I Caffè Culturali: "Quale futuro per Stefano Pietri, scrittore?".
Stefano Pietri: "Eh, saperlo! Come futuro prossimo verrà pubblicato a breve un mio racconto in una raccolta, oltre le poesie di cui ho già detto. Spero di poter scrivere intanto un altro romanzo, appena possibile. Mi piacerebbe trovare una storia in cui coinvolgermi come è successo per Non credevo di trovarti su facebook. Quando avviene questo, sembra quasi di vivere dentro al romanzo che stai scrivendo... è una sensazione molto particolare, somiglia a quello che avviene quando leggiamo un libro che ci coinvolge moltissimo, ma, in questo caso, siccome la storia la invento io, a volte vado a dormire pensando non a quello che dovrò fare io domani, bensì il protagonista del mio libro! E' un po' spersonalizzante per qualche secondo, ma molto piacevole!".

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Informazioni su questa pagina
titolo: "Tavolino riservato a Stefano Pietri"
data di pubblicazione:
25/11/2011

ultimo aggiornamento:
07/12/2011

codice di riferimento:
I111125.1440.DLI.AP.man
autore:
INFOGESTIONE DLI
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