| I
Caffè Culturali: |
"Quando
è nata la passione per la scrittura?". |
| Maurizio
Piccirillo: |
"Ho
iniziato durante l’adolescenza redigendo il classico diario autobiografico,
ma l’impulso per la creazione poetica è scaturito dalla lettura
di poeti come il Foscolo, il Leopardi e il Goethe. Posso affermare
con certezza, comunque, che tutto il movimento del romanticismo
e del neoclassicismo mi ha influenzato in concomitanza col mio
approccio musicale. Erano i primi anni che ascoltavo molta musica
e soprattutto, erano i miei primi passi verso la conoscenza dello
strumento che mi avrebbe accompagnato fin dall’inizio del mio
percorso creativo, la batteria. Avendo scoperto la sintesi del
verso, e avendo frequentato un paio di corsi di scrittura creativa,
mi sono avvicinato alla stesura di racconti, forma di scrittura
a me più congeniale del romanzo e successivamente, avendo anche
una grande passione per il giornalismo, ho iniziato a scrivere
vari articoli culturali di varia natura che tuttora redigo per
alcune riviste. Credo che Il mio inizio con la scrittura si possa
sintetizzare così: diario, poesia, narrativa, giornalismo". |
| I
Caffè Culturali: |
"Che
relazione intercorre, nella sua esperienza, tra la composizione
letteraria e la musica?". |
| Maurizio
Piccirillo: |
"Suonando
uno strumento ritmico mi ha facilitato nella composizione tecnico
– poetica. Sicuramente, l’ascolto di molta musica e di generi
diversi ha fatto sì che anche la mia mente fosse sempre feconda
verso la scoperta di nuove sensazioni. Il mio rapporto tra letteratura
e musica è molto empatico. Col tempo ho provato persino a scrivere
testi musicali veri e propri, ma sinceramente con dei risultati
scarsi. La poesia mi lascia più spazi mentali e sensitivi dove
poter creare cose migliori che rendono al meglio la mia sensibilità
ed emotività". |
| I
Caffè Culturali: |
"Come
nascono le sue poesie?". |
| Maurizio
Piccirillo: |
"Dipende
dallo stato d’animo, da ciò che mi circonda e da quello che colpisce
la mia attenzione, nel bene e nel male. Da un punto di vista tecnico,
cerco di fissare “l’attimo fuggente” sulla carta o sul computer,
successivamente abbandonata la prima fase istintiva passo alla
costruzione dell’intero testo. Per quanto riguarda il luogo fisico,
ho sempre sentito dire cose incredibili quanto, consentitemi,
assurde. Nel mio caso scrivo ovunque e in qualsiasi condizione". |
| I
Caffè Culturali: |
"Perché
e per chi si scrivono poesie?". |
| Maurizio
Piccirillo: |
"Inizialmente,
soprattutto in età adolescenziale come nel mio caso, viene fuori
il semplice sfogo. Cominci a riempire fogli bianchi di tutto quello
che ti passa per la mente ed il cuore. Col tempo, con le letture,
con i momenti della crescita interiore arrivi a scrivere con un
criterio e soprattutto non lo fai soltanto per te ma per informare
gli altri su cosa pensi e su cosa provi. In questo momento cerchi
di dare un senso al tuo cammino poetico creativo, cercando di
ottimizzare le tue sensazioni nella speranza che i lettori siano
colpiti dal tuo messaggio e, magari, certo questa è la parte più
difficile, il tuo stile". |
| I
Caffè Culturali: |
"Cosa
intende per stile?". |
| Maurizio
Piccirillo: |
"Come
dicevo, lo stile è la cosa più difficile da raggiungere ma anche
la più importante. Se non riesci a farlo venir fuori, rischi di
vanificare tutto il tuo percorso artistico. Lo dico perché ritengo
che col termine “stile” si dovrebbe intendere la propria personalità,
il marchio distintivo di ogni artista, insomma. Nella storia e
anche nella vita ci sono e ci sono stati milioni di persone e
di artisti. Quelli che rimangono eterni e si ricordano per le
loro opere, sono proprio quelli che hanno imposto il proprio stile".
|
| I
Caffè Culturali: |
"A
proposito di eternità: esiste una dimensione sociale
dell'artista? Per chi si produce l'arte? Cos'è il successo
per un artista, ed in particolare per uno scrittore come lei?". |
| Maurizio
Piccirillo: |
"Credo
di sì, anzi per me è doveroso essere presente nella società e
nel sociale. Ho sempre considerato l’arte patrimonio di tutti.
Non ho mai pensato a “prodotti di nicchia”. La poesia, la musica,
la scrittura, l’immagine deve fare parte integrante dell’individuo
senza distinzioni di sorta. Il successo è un termine importante,
ma sono convinto che è soggettivo. Ogni artista è giusto che gli
dia un significato tutto suo. Nel mio caso non sono i soldi, quanto
la consapevolezza di lasciare un segno indelebile nelle anime
che ho e avrò la fortuna di incontrare e che magari, avranno la
pazienza di recepire il mio messaggio". |
| I
Caffè Culturali: |
"A
proposito di messaggi: di cosa trattano le sue opere?". |
| Maurizio
Piccirillo: |
"Occupandomi
di poesia, musica ed arte visiva, ho un’anima trivalente, ovvero,
per ognuna di questi mondi creativi, ho un messaggio ben specifico.
Nelle mie creazioni poetiche il messaggio e stato sempre chiaro
e forte sulle tematiche sociali e sulla quotidianità, mentre per
quanto riguarda la musica mi sono sempre impegnato in generi vicini
al rock e quindi ad un tipo di sonorità molto decise ed avvolgenti.
Infine, con la scoperta dell’arte visiva, relativamente alle elaborazioni
digitali delle geometrie frattali, il messaggio è molto più cauto
e raffinato nonché misterioso ed accattivante, in quanto la tipologia
del frattale stesso rimanda il visitatore alla riflessione ed
alla scoperta di un mondo astratto ed alternativo. Qui, l’arte
si mischia alla scienza". |
| I
Caffè Culturali: |
"Potrebbe
indicarci un esempio, magari già presente in rete?". |
| Maurizio
Piccirillo: |
"Purtroppo
al momento non sono in grado di potervi segnalare alcun esempio
in merito". |
| I
Caffè Culturali: |
"Aiutiamo
a comprendere chi ci sta seguendo: cos'è un frattale e
cos'è la forma d'arte collegata a questo concetto matematico?". |
| Maurizio
Piccirillo: |
"Quando
parliamo di frattale dobbiamo ripensare alla geometria. Di fatto
la geometria frattale è una estensione di quella classica. Dal
punto di vista dei matematici la elaborazione del frattale è il
risultato visivo di formule algebriche. Gli studiosi hanno scoperto
il frattale fin dai tempi antichi, ma soltanto nel secolo scorso,
e precisamente nel 1975 lo ha così definito il matematico Benoît
Mandelbrot: “Un frattale è un oggetto geometrico che si ripete
nella sua struttura allo stesso modo su scale diverse, ovvero
che non cambia aspetto anche se visto con una lente d'ingrandimento.
Questa caratteristica è spesso chiamata auto similarità.” Il termine
frattale deriva dal latino fractus (rotto, spezzato), così come
il termine frazione; infatti le immagini frattali sono considerate
dalla matematica oggetti di dimensione frazionaria. Con il tempo,
si sono avvicinati a questo “mondo scientifico”, pensatori e soprattutto
artisti, che con l’ausilio di programmi di generazione di frattali
hanno dato impulso ad una nuova direzione ovvero quella dell’arte
frattale. A questo si deve aggiungere anche la musica frattale.
Esempi di queste due strade creative le possiamo facilmente riscontrare
su internet. Nel mio caso specifico sono entrato nel mondo frattale
soltanto verso la fine del 2008 e direi in modo casuale. Non pensavo
di poter trovare un’altra dimensione artistica che mi aiutasse
a coniugare la musica e la poesia. Per le mie creazioni utilizzo
un programma ed è come se utilizzassi il mouse come fossero dei
pennelli. Completo i miei lavori stampando queste figure su vari
materiali come il forex, il gataform, la tela, il plessiglass
e l’MDF un composto derivante da vari tipi di legno". |
| I
Caffè Culturali: |
"Cosa
trova in questa visione artistica?". |
| Maurizio
Piccirillo: |
"È
un mondo affascinante e vivo. Personalmente, chi ha potuto vedere
le mie opere avrà sicuramente notato la presenza del colore nero
dello sfondo, ovviamente è una delle mie caratteristiche. Ho trovato
che questo aspetto rende l’immagine in movimento. Ho riscontrato
fin da subito anche una certa melodia, insomma, mi ha portato
in un’altra dimensione. Inoltre, a seconda del tipo di materiale
che uso, il frattale assume un aspetto sempre diverso. Per esempio,
per quanto riguarda le mie ultime creazioni, datate appunto 2011,
ho utilizzato pannelli di MDF e li ho assemblati con delle cornici
particolari di colore argento che rimandano ad un mondo spaziale.
Credo che la mia ricerca e ancora all’inizio per quanto riguarda
l’arte frattale, spero di poter esplorare altre dimensioni di
questo che col tempo sta diventando un vero e proprio filone artistico". |
| I
Caffè Culturali: |
"Come
coniuga la visione frattale con la visione poetica e quella musicale?". |
| Maurizio
Piccirillo: |
"È
un’attività prettamente performativa. A seconda delle location
e dei progetti che propongo, cerco di abbinare l’immagine al testo
ed alla musica. Essendo un artista poliedrico negli anni ho potuto
sperimentare varie soluzioni. Per esempio, ho fatto alcune video
installazioni, dove appunto coinvolgo le tre arti. In altre occasioni,
durante le mie mostre, dove i frattali compongono una sorta di
sfondo scenografico, leggo le mie poesie accompagnate da vari
musicisti o da basi musicali. Comunque sono sempre pronto a studiare
nuove formule". |
| I
Caffè Culturali: |
"Come
sarà il futuro artistico di Maurizio Piccirillo?". |
| Maurizio
Piccirillo: |
"Mi
piacerebbe provare nuovi territori come la scultura ed il video,
anche se spero di tornare a fare l’autore vero e proprio e quindi
tornare alla scrittura, per il 2012 ho in programma di diventare
pubblicista. Comunque, sicuramente continuerò con le mostre e
mi occuperò anche della cura di eventi culturali principalmente
in Toscana. Ho parlato di scultura perché vorrei utilizzare ancor
di più la manualità e la conoscenza di vari materiali. Per quanto
riguarda il video, sarei curioso di vedere le storie che creo
prendere vita, e qui penso sicuramente al cinema ed alla tv. Infine,
c’è l’effetto sorpresa, io mi sento molto fatalista, vorrei farmi
trascinare dalla casualità". |
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