Tavolino riservato a Maurizio Piccirillo

      

Maurizio Piccirillo
Nome:

Maurizio

Cognome:

Piccirillo

Data di nascita: 1968
Nazionalità:

Italiana

Sito web o collegamenti inerenti l'ospite:

http://www.mauriziopiccirillo.com/

"E mail": m.piccirillo@conprotoscana.it
Interessi: -
Note di presentazione:

Sono nato nel 1968 a Cercola in provincia di Napoli ma vivo e lavoro in Toscana da molti anni. Sono un impiegato amministrativo con la passione per la poesia, scrittura, musica e arte digitale. Per questo motivo, ho iniziato le partecipazioni a concorsi letterari, reading di poesia radiofonica, performance artistici di strada, corsi di scrittura creativa e frequento circoli culturali, organizzando eventi e presenza nelle giurie di premi di vario genere. Scrivo su varie riviste socio - politco - culturali e prossimamente diventerò pubblicista. Varie mie opere letterari sono presenti su varie riviste e siti internet e ho pubblicato dal 1998 vari libri di poesia e narrativa. Per quanto riguarda l'arte digitale, da pochi anni ho scoperto la geometria frattale che presento sottoforma di opere di arte contemporanea fotografica. Ho partecipato a varie mostre collettive e personali sia in Italia che all'Estero.

Comunicazioni dell'autore:

“1° Salone Nazionale della
Comunicazione del Libro”

18 - 19 - novembre 2011
Base Logistico - Addestrativa - Cecina
Via Carlo Ginori, 100 - Cecina (LI)

Coordinatore: Maurizio Piccirillo

Nell’ambito del Forum è stato creato il
“1° Salone Nazionale della Comunicazione del Libro”,
al quale parteciperanno case editrici,
che si occupano prevalentemente
dei nuovi mezzi tecnologici per l'editoria e la stampa "on line"
e che presenteranno le loro ultime pubblicazioni.
Collegamento ai
lavori pubblicati:

http://www.mauriziopiccirillo.com/

http://artitude.eu


L'intervista all'autore
I Caffè Culturali: "Quando è nata la passione per la scrittura?".
Maurizio Piccirillo: "Ho iniziato durante l’adolescenza redigendo il classico diario autobiografico, ma l’impulso per la creazione poetica è scaturito dalla lettura di poeti come il Foscolo, il Leopardi e il Goethe. Posso affermare con certezza, comunque, che tutto il movimento del romanticismo e del neoclassicismo mi ha influenzato in concomitanza col mio approccio musicale. Erano i primi anni che ascoltavo molta musica e soprattutto, erano i miei primi passi verso la conoscenza dello strumento che mi avrebbe accompagnato fin dall’inizio del mio percorso creativo, la batteria. Avendo scoperto la sintesi del verso, e avendo frequentato un paio di corsi di scrittura creativa, mi sono avvicinato alla stesura di racconti, forma di scrittura a me più congeniale del romanzo e successivamente, avendo anche una grande passione per il giornalismo, ho iniziato a scrivere vari articoli culturali di varia natura che tuttora redigo per alcune riviste. Credo che Il mio inizio con la scrittura si possa sintetizzare così: diario, poesia, narrativa, giornalismo".
I Caffè Culturali: "Che relazione intercorre, nella sua esperienza, tra la composizione letteraria e la musica?".
Maurizio Piccirillo: "Suonando uno strumento ritmico mi ha facilitato nella composizione tecnico – poetica. Sicuramente, l’ascolto di molta musica e di generi diversi ha fatto sì che anche la mia mente fosse sempre feconda verso la scoperta di nuove sensazioni. Il mio rapporto tra letteratura e musica è molto empatico. Col tempo ho provato persino a scrivere testi musicali veri e propri, ma sinceramente con dei risultati scarsi. La poesia mi lascia più spazi mentali e sensitivi dove poter creare cose migliori che rendono al meglio la mia sensibilità ed emotività".
I Caffè Culturali: "Come nascono le sue poesie?".
Maurizio Piccirillo: "Dipende dallo stato d’animo, da ciò che mi circonda e da quello che colpisce la mia attenzione, nel bene e nel male. Da un punto di vista tecnico, cerco di fissare “l’attimo fuggente” sulla carta o sul computer, successivamente abbandonata la prima fase istintiva passo alla costruzione dell’intero testo. Per quanto riguarda il luogo fisico, ho sempre sentito dire cose incredibili quanto, consentitemi, assurde. Nel mio caso scrivo ovunque e in qualsiasi condizione".
I Caffè Culturali: "Perché e per chi si scrivono poesie?".
Maurizio Piccirillo: "Inizialmente, soprattutto in età adolescenziale come nel mio caso, viene fuori il semplice sfogo. Cominci a riempire fogli bianchi di tutto quello che ti passa per la mente ed il cuore. Col tempo, con le letture, con i momenti della crescita interiore arrivi a scrivere con un criterio e soprattutto non lo fai soltanto per te ma per informare gli altri su cosa pensi e su cosa provi. In questo momento cerchi di dare un senso al tuo cammino poetico creativo, cercando di ottimizzare le tue sensazioni nella speranza che i lettori siano colpiti dal tuo messaggio e, magari, certo questa è la parte più difficile, il tuo stile".
I Caffè Culturali: "Cosa intende per stile?".
Maurizio Piccirillo: "Come dicevo, lo stile è la cosa più difficile da raggiungere ma anche la più importante. Se non riesci a farlo venir fuori, rischi di vanificare tutto il tuo percorso artistico. Lo dico perché ritengo che col termine “stile” si dovrebbe intendere la propria personalità, il marchio distintivo di ogni artista, insomma. Nella storia e anche nella vita ci sono e ci sono stati milioni di persone e di artisti. Quelli che rimangono eterni e si ricordano per le loro opere, sono proprio quelli che hanno imposto il proprio stile".
I Caffè Culturali: "A proposito di eternità: esiste una dimensione sociale dell'artista? Per chi si produce l'arte? Cos'è il successo per un artista, ed in particolare per uno scrittore come lei?".
Maurizio Piccirillo: "Credo di sì, anzi per me è doveroso essere presente nella società e nel sociale. Ho sempre considerato l’arte patrimonio di tutti. Non ho mai pensato a “prodotti di nicchia”. La poesia, la musica, la scrittura, l’immagine deve fare parte integrante dell’individuo senza distinzioni di sorta. Il successo è un termine importante, ma sono convinto che è soggettivo. Ogni artista è giusto che gli dia un significato tutto suo. Nel mio caso non sono i soldi, quanto la consapevolezza di lasciare un segno indelebile nelle anime che ho e avrò la fortuna di incontrare e che magari, avranno la pazienza di recepire il mio messaggio".
I Caffè Culturali: "A proposito di messaggi: di cosa trattano le sue opere?".
Maurizio Piccirillo: "Occupandomi di poesia, musica ed arte visiva, ho un’anima trivalente, ovvero, per ognuna di questi mondi creativi, ho un messaggio ben specifico. Nelle mie creazioni poetiche il messaggio e stato sempre chiaro e forte sulle tematiche sociali e sulla quotidianità, mentre per quanto riguarda la musica mi sono sempre impegnato in generi vicini al rock e quindi ad un tipo di sonorità molto decise ed avvolgenti. Infine, con la scoperta dell’arte visiva, relativamente alle elaborazioni digitali delle geometrie frattali, il messaggio è molto più cauto e raffinato nonché misterioso ed accattivante, in quanto la tipologia del frattale stesso rimanda il visitatore alla riflessione ed alla scoperta di un mondo astratto ed alternativo. Qui, l’arte si mischia alla scienza".
I Caffè Culturali: "Potrebbe indicarci un esempio, magari già presente in rete?".
Maurizio Piccirillo: "Purtroppo al momento non sono in grado di potervi segnalare alcun esempio in merito".
I Caffè Culturali: "Aiutiamo a comprendere chi ci sta seguendo: cos'è un frattale e cos'è la forma d'arte collegata a questo concetto matematico?".
Maurizio Piccirillo: "Quando parliamo di frattale dobbiamo ripensare alla geometria. Di fatto la geometria frattale è una estensione di quella classica. Dal punto di vista dei matematici la elaborazione del frattale è il risultato visivo di formule algebriche. Gli studiosi hanno scoperto il frattale fin dai tempi antichi, ma soltanto nel secolo scorso, e precisamente nel 1975 lo ha così definito il matematico Benoît Mandelbrot: “Un frattale è un oggetto geometrico che si ripete nella sua struttura allo stesso modo su scale diverse, ovvero che non cambia aspetto anche se visto con una lente d'ingrandimento. Questa caratteristica è spesso chiamata auto similarità.” Il termine frattale deriva dal latino fractus (rotto, spezzato), così come il termine frazione; infatti le immagini frattali sono considerate dalla matematica oggetti di dimensione frazionaria. Con il tempo, si sono avvicinati a questo “mondo scientifico”, pensatori e soprattutto artisti, che con l’ausilio di programmi di generazione di frattali hanno dato impulso ad una nuova direzione ovvero quella dell’arte frattale. A questo si deve aggiungere anche la musica frattale. Esempi di queste due strade creative le possiamo facilmente riscontrare su internet. Nel mio caso specifico sono entrato nel mondo frattale soltanto verso la fine del 2008 e direi in modo casuale. Non pensavo di poter trovare un’altra dimensione artistica che mi aiutasse a coniugare la musica e la poesia. Per le mie creazioni utilizzo un programma ed è come se utilizzassi il mouse come fossero dei pennelli. Completo i miei lavori stampando queste figure su vari materiali come il forex, il gataform, la tela, il plessiglass e l’MDF un composto derivante da vari tipi di legno".  
I Caffè Culturali: "Cosa trova in questa visione artistica?".
Maurizio Piccirillo: "È un mondo affascinante e vivo. Personalmente, chi ha potuto vedere le mie opere avrà sicuramente notato la presenza del colore nero dello sfondo, ovviamente è una delle mie caratteristiche. Ho trovato che questo aspetto rende l’immagine in movimento. Ho riscontrato fin da subito anche una certa melodia, insomma, mi ha portato in un’altra dimensione. Inoltre, a seconda del tipo di materiale che uso, il frattale assume un aspetto sempre diverso. Per esempio, per quanto riguarda le mie ultime creazioni, datate appunto 2011, ho utilizzato pannelli di MDF e li ho assemblati con delle cornici particolari di colore argento che rimandano ad un mondo spaziale. Credo che la mia ricerca e ancora all’inizio per quanto riguarda l’arte frattale, spero di poter esplorare altre dimensioni di questo che col tempo sta diventando un vero e proprio filone artistico".
I Caffè Culturali: "Come coniuga la visione frattale con la visione poetica e quella musicale?".
Maurizio Piccirillo: "È un’attività prettamente performativa. A seconda delle location e dei progetti che propongo, cerco di abbinare l’immagine al testo ed alla musica. Essendo un artista poliedrico negli anni ho potuto sperimentare varie soluzioni. Per esempio, ho fatto alcune video installazioni, dove appunto coinvolgo le tre arti. In altre occasioni, durante le mie mostre, dove i frattali compongono una sorta di sfondo scenografico, leggo le mie poesie accompagnate da vari musicisti o da basi musicali. Comunque sono sempre pronto a studiare nuove formule".
I Caffè Culturali: "Come sarà il futuro artistico di Maurizio Piccirillo?".
Maurizio Piccirillo: "Mi piacerebbe provare nuovi territori come la scultura ed il video, anche se spero di tornare a fare l’autore vero e proprio e quindi tornare alla scrittura, per il 2012 ho in programma di diventare pubblicista. Comunque, sicuramente continuerò con le mostre e mi occuperò anche della cura di eventi culturali principalmente in Toscana. Ho parlato di scultura perché vorrei utilizzare ancor di più la manualità e la conoscenza di vari materiali. Per quanto riguarda il video, sarei curioso di vedere le storie che creo prendere vita, e qui penso sicuramente al cinema ed alla tv. Infine, c’è l’effetto sorpresa, io mi sento molto fatalista, vorrei farmi trascinare dalla casualità".
 

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Informazioni su questa pagina
titolo: "Tavolino riservato a Maurizio Piccirillo"
data di pubblicazione:
07/03/2011

ultimo aggiornamento:
14/11/2011

codice di riferimento:
I110307.1451.DI.AP.man
autore:
INFOGESTIONE dipita
"In itinere intellegere"
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I CAFFE' CULTURALI
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