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I
Caffè Culturali:
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"Perché
e come è nata la Vostra casa editrice?". |
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Las
Vegas edizioni:
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Risponde
Andrea Malabaila, direttore editoriale di Las Vegas
edizioni
"Lo ammetto. Quando ho
pensato di aprire una casa editrice, ero convinto che
mi avrebbero preso tutti per pazzo. Avevo conosciuto l'editoria
dall'altra parte del fossato, come autore di narrativa
(l'ultimo romanzo, "Bambole cattive a Green Park", uscito
per Marsilio). La gente che mi conosce è abituata al fatto
che mi perda in fantasie o in nostalgie da riversare nelle
storie che racconto. Per cui, anche questa idea di Las
Vegas poteva rientrare tranquillamente nella categoria.
E poi che nome era Las Vegas? Più che una casa editrice,
sembrava una sala giochi. Sì, mi aspettavo di essere stroncato
ancora prima di iniziare. E invece – forse perché a Las
Vegas tutto è possibile – è successo un miracolo e fin
da subito si sono catalizzate delle buone energie che
mi hanno dato la spinta per superare la prime, inevitabili
difficoltà. Dopo parecchi mesi di lavoro, a stendere un
piano di impresa, a scovare testi, a cercare un distributore
nazionale, ad affrontare la terribile burocrazia, a fare
mille altre cose, finalmente a gennaio 2008 sono usciti
i nostri primi tre titoli. I motivi per aprire l'ennesima
casa editrice erano essenzialmente due: trasformare una
passione in professione, e far tesoro di quello che avevo
visto e imparato in questi anni per tentare un approccio
diverso al mondo editoriale, più fresco e anche più umano".
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| I
Caffè Culturali: |
"Cosa
fa o cosa, secondo Lei, dovrebbe fare un editore?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"Come
abbiamo scritto anche nel nostro breve manifesto sul sito,
il compito principale dell'editore è quello di valorizzare
ciò che la fortuna (o la sua rete di conoscenze) gli ha
fatto trovare nella buca delle lettere o nella casella
e-mail. Un editore non può, infatti, trasformare un libro
brutto in un bel libro. Però deve sapere intuire le potenzialità
dei testi che gli arrivano. Scovare la pepita d'oro in
mezzo alle rocce e fare in modo che quella pepita non
vada sprecata." |
| I
Caffè Culturali: |
"Quale
significato attribuisce al termine "valorizzare"?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"In
Italia abbiamo il brutto vizio di disperdere le energie
e i talenti. "Valorizzare" è l'esatto opposto: vuol dire
innanzitutto portare alla luce e poi rendere evidente
e accessibile tutto ciò che merita attenzione. Nel nostro
caso, i bravi autori e i buoni libri. (Per quanto sia
possibile a un piccolo editore senza grandi risorse economiche
e che si accolla, come è giusto e doveroso, l'intero rischio
d'impresa, senza chiedere il famigerato contributo agli
autori)". |
| I
Caffè Culturali: |
"Che
cosa è per Lei un "bravo" autore ed un
"buon" libro?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"E'
un problema non indifferente. Quando dico "mi piace questo
libro", do un giudizio personale o mi appoggio a qualche
canone predefinito? Il che vuol dire: pubblicare dei bei
libri vuol dire pubblicare "bei libri per me" o "bei libri
in senso assoluto"? Se ci sono dei canoni, quali sono?
Li conosco? Li so riconoscere? E quanto contano i canoni?
Sono meglio i canoni o i guizzi fuori dalle norme consolidate?
E' sempre un tentativo, alla fine. Un'ipotesi di "bravo
autore" o di "buon libro" che il tempo collocherà nella
giusta dimensione". |
| I
Caffè Culturali: |
"Quale
politica di "scelta" sta perseguendo la Sua
casa editrice?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"Cerchiamo
storie che abbiano un inizio, uno svolgimento e una fine
(non necessariamente in questo ordine). Ma che, soprattutto,
abbiano stile. Il nostro raggio d'azione copre tutta la
narrativa non di genere. Perché la nostra Las Vegas è
un po' come l'omonima città: convivono stili ed umori
anche molto diversi tra di loro". |
| I
Caffè Culturali: |
"Cosa
intende per - stile -?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"Lo
stile riguarda essenzialmente la forma. Personalmente
non sono d'accordo con chi dice che l'unico elemento fondamentale
è il contenuto. Credo che forma e contenuto siamo entrambi
importanti e debbano sposarsi al meglio. Un autore capace
di solito ha un suo stile personale e riconoscibile, oppure
può adattare uno stile preciso alla storia che vuole raccontare.
L'importante, alla fine, è distinguersi e allo stesso
tempo risultare credibili. Ogni giorno riceviamo testi
che potrebbero essere di chiunque, che non hanno una loro
impronta. E questo finisce per penalizzarsi". |
| I
Caffè Culturali: |
"Chi
sono i vostri lettori?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"I
nostri lettori possiamo solo immaginarli. E ci piace pensarli
attenti, curiosi e giovani (non in senso strettamente
anagrafico, ma in senso spirituale: giovani da 6 a 105
anni)". |
| I
Caffè Culturali: |
"Esiste
un ruolo sociale dell'editore?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"In
un certo senso, sì. L'editore seleziona e propone dei
testi. Tutti questi testi compongono un piccolo universo
che andrà a influenzare in qualche modo i lettori - tanti
o pochi, dipende da altri fattori. Però un editore, quando
decide di pubblicare e quindi appunto di "rendere pubblico"
un testo, compie un'azione sociale, va a mettere l'accento
su determinati temi o stili o gusti. E quindi la sua non
è una responsabilità da poco". |
| I
Caffè Culturali: |
"Come
si comporta la sua casa editrice a tale proposito?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"Cercando
di essere il più trasparente possibile. Anche se questo
non basta mai e ci sarà sempre qualcuno che avrà da ridire
sulle nostre scelte o sui nostri metodi. Però tutti gli
autori o aspiranti tali dovrebbero sempre tenere presente
una cosa fondamentale: non essere scelti da una casa editrice
non è una bocciatura universale, riguarda solo il microcosmo
di quella specifica casa editrice. Se un testo vale, prima
o poi la sua collocazione la trova". |
| I
Caffè Culturali: |
"Perché
si diventa autori?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"Di
solito, credo, perché si sente di avere qualcosa da dire,
da esprimere. Un qualcosa che vuole uscire a tutti i costi.
La narrativa può essere un modo, ma non è l'unico: c'è
la poesia, la musica, la pittura eccetera eccetera. Per
questo non capisco come sia possibile che molti aspiranti
autori inizino i loro testi con un proverbio o una frase
fatta: con la scrittura si dovrebbe cercare un proprio
sguardo, un punto di vista personale. Se si dicono cose
già metabolizzate da tutti, che senso ha?". |
| I
Caffè Culturali: |
"Che
rapporto instaurate con i vostri autori?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"Un
rapporto di collaborazione e - spero - stima reciproca.
Molti editori hanno un rapporto distaccato con gli autori,
e se ne disinteressano poco dopo l'uscita del loro libro.
Mentre secondo me è fondamentale creare un gruppo di persone
motivate che spingano tutte nella stessa direzione. L'editore,
nella mia visione, è un po' come il CT della Nazionale:
prima seleziona e poi cerca di motivare". |
| I
Caffè Culturali: |
"Come
considerate il mercato?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"Croce
e delizia. Nel senso che senza mercato nessun editore
potrebbe sopravvivere - è inutile credere alla favola
dell'arte per l'arte. Ma allo stesso tempo il mercato
è il grosso limite di ogni piccolo editore, perché gli
spazi sono davvero ristretti. Quindi, o ci si piega alle
sue leggi (che spesso sono quelle imposte dalle "major")
oppure si cerca di fare qualcosa di diverso, puntando
sulla qualità piuttosto che sulla quantità, e su un pubblico
più attento e meno omologato. Quest'ultima è la strada
che abbiamo deciso di intraprendere noi". |
| I
Caffè Culturali: |
"Come
immaginate gli scenari futuri dell'editoria?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"Purtroppo
il trend attuale favorisce i grandi gruppi, in una sorta
di oligopolio che tende a uccidere le piccole sigle indipendenti.
Niente fa pensare a un'inversione di tendenza, anzi: le
catene librarie allargheranno sempre più la forbice tra
piccoli e grandi. Questi ultimi colonizzano letteralmente
gli spazi, con tirature altissime giustificate non tanto
dalle vendite quanto appunto dall'essere presenti, confinando
tutti gli altri - quando va bene - negli scaffali più
nascosti. I piccoli editori hanno due possibilità: o crescono
(e in fretta) oppure devono trovare una via alternativa". |
| I
Caffè Culturali: |
"Quanto
e come tutto questo è percepito dal lettore e dall'autore?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"Bisogna
vedere, prima di tutto, se è percepito. I lettori poco
attenti possono tranquillamente credere che esista un'offerta
di libri molto limitata (i best-seller del momento) e
spesso non trovano alcuna motivazione nell'andare oltre
a questa sensazione. Preferiscono che altri scelgano per
loro. Questo, tuttavia, è comprensibile, perché non tutti
si possono permettere, hanno tempo o voglia di documentarsi.
Il problema è che la scelta per così dire "dall'alto"
dovrebbe essere più aperta alle novità. Per quanto riguarda
gli autori, non saprei. Esistono parecchi tipi di autori..." |
| I
Caffè Culturali: |
"Cosa
significa "crescere" per un editore?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"Credo
sia una questione di immagine ancora prima che di visibilità.
Un editore piccolo può avere un'immagine molto forte,
soprattutto tra chi si interessa di libri, anche senza
avere un impatto sul pubblico tipo quello delle major.
Questo vuol dire non avere complessi di inferiorità. Vuol
dire proporsi come alternativa ai soliti nomi e poterlo
fare con la sfrontatezza di chi crede di avere le carte
in regola per potersela giocare sul campo, al di là delle
ovvie differenze di budget. Mi piacerebbe che col tempo
il marchio Las Vegas riuscisse ad avere una connotazione
molto forte e riconoscibile. All'inizio sono partito con
questa idea: "In giro si vedono tante Fiat, ma la gente
cosa sogna? La Ferrari". Ecco, il mio sogno è che Las
Vegas diventi un po' la Ferrari dell'editoria". |
| I
Caffè Culturali: |
"Nella
terzultima risposta ha parlato di una via alternativa:
che cosa intende per alternativa?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"Le
alternative sono molte e stiamo lavorando anche per cercarne
di nuove. Ci sono le alternative più semplici, quelle
su cui si appoggiano molti piccoli editori, e che spaziano
dalla famigerata richiesta di contributo all'autore o
alla vendita diretta attraverso librerie fiduciarie. E
poi ci sono le alternative che possono portare vantaggi
sul lungo periodo. Io che non amo le scorciatoie ovviamente
punto su queste ultime. Il punto di forza di una casa
editrice giovane e moderna, secondo me, non può che essere
Internet, un mondo in espansione e non ancora del tutto
esplorato (almeno per quanto riguarda le potenzialità).
Per questo abbiamo un gruppo su Facebook (con quasi 250
iscritti), una pagina su MySpace, una libreria su aNobii,
e recentemente grazie all'Istituto ISU abbiamo avuto la
possibilità di fare la nostra prima presentazione su Second
Life". |
| I
Caffè Culturali: |
"Come
commenta la crescita del 7,5% rispetto al 2006 del numero
di editori con meno di 50 titoli in catalogo?".(Fonte:
Il Sole 24 Ore) |
| Las
Vegas edizioni: |
"Aumenta
il numero di aspiranti scrittori e di conseguenza aumenta
il numero di editori. Molti di questi ultimi sicuramente
provano a sfruttare questa smania di farsi pubblicare,
con le famose richieste di contributo di cui abbiamo già
parlato. Ma l'aumento del numero di editori dipende senz'altro
anche dalle nuove tecnologie: chi stampa in digitale (e
magari non ha nemmeno un distributore) può permettersi
di lanciare titoli a costo zero, o quasi. Addirittura
esistono autori che non riescono a trovare un editore
e si improvvisano editori di se stessi: burocraticamente
non è così complicato..." |
| I
Caffè Culturali: |
"La
stessa fonte ci parla del 57% degli italiani che non leggono
libri: cosa ne pensa?".(Fonte: Il Sole 24 Ore) |
| Las
Vegas edizioni: |
"Cito
testualmente dal business plan che ho redatto un anno
e mezzo fa, prima di iniziare l'attività: "Il bacino di
lettori, in Italia, non è amplissimo (almeno rispetto
alla media europea), ma i dati dimostrano che c’è un tasso
di crescita costante per quanto riguarda la fruizione
dei libri, soprattutto da parte dei giovani. Il che, prendendo
come target di riferimento proprio la fascia giovanile
della popolazione, è sicuramente confortante. Comunque,
il numero totale di lettori in Italia, e quindi di potenziali
acquirenti, è di oltre venti milioni. Questo dimostra
come il problema sostanziale, prima ancora della scarsa
abitudine alla lettura, sia quello di riuscire ad arrivare
a farsi leggere e valutare, cosa non semplice anche per
quanto riguarda i lettori più attenti." |
| I
Caffè Culturali: |
"Che
rapporto avete con la comunicazione?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"Ho
studiato Scienze della comunicazione, per cui questo è
un campo che ritengo fondamentale. E' importante aver
chiaro quel che si vuole comunicare e a chi. E così pure
il mezzo, o i mezzi, da utilizzare: ovviamente fare comunicazione
su Internet è diverso che farla attraverso altri strumenti
e per questo bisogna essere molto attenti alle nuove possibilità.
Prima di comunicare, è necessario essere ricettivi, altrimenti
si parla a vuoto, a un destinatario che non esiste o non
è interessato. Anche le presentazioni nelle librerie sono
una forma importante di comunicazione, per far conoscere
i libri, e così pure il passaparola (che però è assolutamente
incontrollabile e parte sempre "dal basso")". |
| I
Caffè Culturali: |
"Come
sta cambiando, secondo Lei, lo stile del comunicare e
del comporre sotto l'influenza delle nuove tecnologie?". |
| Las
Vegas edizioni: |
"Beh,
prima di tutto bisogna essere più incisivi e diretti,
più sintetici, arrivare subito al punto. Non solo perché
siamo abituati al linguaggio della televisione e della
pubblicità, ma perché siamo più facilmente distratti dalle
migliaia di informazioni che ci piovono addosso. Un incipit
come quello dei Promessi Sposi, oggi, sarebbe improponibile
e verrebbe cassato da tutti gli editori. Eppure molti
sono ancora convinti che la "letteratura" sia svincolata
dai tempi che viviamo... Molti dei testi che ci arrivano
non hanno alcuna presa sul lettore e non ti invogliano
a proseguire oltre la seconda pagina: un approccio completamente
sbagliato". |