Tavolino riservato a Las Vegas edizioni

    


Andrea Malabaila
direttore editoriale
Denominazione:

Las Vegas edizioni

Anno di fondazione

2007

Tipologia giuridica:

società in accomandita semplice - s.a.s.

Nazionalità:

Italiana

Sito web o collegamenti
inerenti l'ospite:
www.lasvegasedizioni.com
www.lasvegasedizioni.splinder.com
"E mail":

info@lasvegasedizioni.com

Missione:

Ci occupiamo di narrativa pura, proponendo storie con un target giovane.

Note di presentazione:

Siamo indipendenti, distribuiti a livello nazionale e assolutamente contro l'editoria a pagamento.

Collegamento ai
lavori pubblicati:

www.lasvegasedizioni.com/catalogo.htm

Comunicazioni dell'ospite:

-


L'intervista all'ospite
I Caffè Culturali:
"Perché e come è nata la Vostra casa editrice?".
Las Vegas edizioni:

Risponde Andrea Malabaila, direttore editoriale di Las Vegas edizioni
"Lo ammetto. Quando ho pensato di aprire una casa editrice, ero convinto che mi avrebbero preso tutti per pazzo. Avevo conosciuto l'editoria dall'altra parte del fossato, come autore di narrativa (l'ultimo romanzo, "Bambole cattive a Green Park", uscito per Marsilio). La gente che mi conosce è abituata al fatto che mi perda in fantasie o in nostalgie da riversare nelle storie che racconto. Per cui, anche questa idea di Las Vegas poteva rientrare tranquillamente nella categoria. E poi che nome era Las Vegas? Più che una casa editrice, sembrava una sala giochi. Sì, mi aspettavo di essere stroncato ancora prima di iniziare. E invece – forse perché a Las Vegas tutto è possibile – è successo un miracolo e fin da subito si sono catalizzate delle buone energie che mi hanno dato la spinta per superare la prime, inevitabili difficoltà. Dopo parecchi mesi di lavoro, a stendere un piano di impresa, a scovare testi, a cercare un distributore nazionale, ad affrontare la terribile burocrazia, a fare mille altre cose, finalmente a gennaio 2008 sono usciti i nostri primi tre titoli. I motivi per aprire l'ennesima casa editrice erano essenzialmente due: trasformare una passione in professione, e far tesoro di quello che avevo visto e imparato in questi anni per tentare un approccio diverso al mondo editoriale, più fresco e anche più umano".
I Caffè Culturali: "Cosa fa o cosa, secondo Lei, dovrebbe fare un editore?".
Las Vegas edizioni: "Come abbiamo scritto anche nel nostro breve manifesto sul sito, il compito principale dell'editore è quello di valorizzare ciò che la fortuna (o la sua rete di conoscenze) gli ha fatto trovare nella buca delle lettere o nella casella e-mail. Un editore non può, infatti, trasformare un libro brutto in un bel libro. Però deve sapere intuire le potenzialità dei testi che gli arrivano. Scovare la pepita d'oro in mezzo alle rocce e fare in modo che quella pepita non vada sprecata."
I Caffè Culturali: "Quale significato attribuisce al termine "valorizzare"?".
Las Vegas edizioni: "In Italia abbiamo il brutto vizio di disperdere le energie e i talenti. "Valorizzare" è l'esatto opposto: vuol dire innanzitutto portare alla luce e poi rendere evidente e accessibile tutto ciò che merita attenzione. Nel nostro caso, i bravi autori e i buoni libri. (Per quanto sia possibile a un piccolo editore senza grandi risorse economiche e che si accolla, come è giusto e doveroso, l'intero rischio d'impresa, senza chiedere il famigerato contributo agli autori)".
I Caffè Culturali: "Che cosa è per Lei un "bravo" autore ed un "buon" libro?".
Las Vegas edizioni: "E' un problema non indifferente. Quando dico "mi piace questo libro", do un giudizio personale o mi appoggio a qualche canone predefinito? Il che vuol dire: pubblicare dei bei libri vuol dire pubblicare "bei libri per me" o "bei libri in senso assoluto"? Se ci sono dei canoni, quali sono? Li conosco? Li so riconoscere? E quanto contano i canoni? Sono meglio i canoni o i guizzi fuori dalle norme consolidate? E' sempre un tentativo, alla fine. Un'ipotesi di "bravo autore" o di "buon libro" che il tempo collocherà nella giusta dimensione".
I Caffè Culturali: "Quale politica di "scelta" sta perseguendo la Sua casa editrice?".
Las Vegas edizioni: "Cerchiamo storie che abbiano un inizio, uno svolgimento e una fine (non necessariamente in questo ordine). Ma che, soprattutto, abbiano stile. Il nostro raggio d'azione copre tutta la narrativa non di genere. Perché la nostra Las Vegas è un po' come l'omonima città: convivono stili ed umori anche molto diversi tra di loro".
I Caffè Culturali: "Cosa intende per - stile -?".
Las Vegas edizioni: "Lo stile riguarda essenzialmente la forma. Personalmente non sono d'accordo con chi dice che l'unico elemento fondamentale è il contenuto. Credo che forma e contenuto siamo entrambi importanti e debbano sposarsi al meglio. Un autore capace di solito ha un suo stile personale e riconoscibile, oppure può adattare uno stile preciso alla storia che vuole raccontare. L'importante, alla fine, è distinguersi e allo stesso tempo risultare credibili. Ogni giorno riceviamo testi che potrebbero essere di chiunque, che non hanno una loro impronta. E questo finisce per penalizzarsi".
I Caffè Culturali: "Chi sono i vostri lettori?".
Las Vegas edizioni: "I nostri lettori possiamo solo immaginarli. E ci piace pensarli attenti, curiosi e giovani (non in senso strettamente anagrafico, ma in senso spirituale: giovani da 6 a 105 anni)".
I Caffè Culturali: "Esiste un ruolo sociale dell'editore?".
Las Vegas edizioni: "In un certo senso, sì. L'editore seleziona e propone dei testi. Tutti questi testi compongono un piccolo universo che andrà a influenzare in qualche modo i lettori - tanti o pochi, dipende da altri fattori. Però un editore, quando decide di pubblicare e quindi appunto di "rendere pubblico" un testo, compie un'azione sociale, va a mettere l'accento su determinati temi o stili o gusti. E quindi la sua non è una responsabilità da poco".
I Caffè Culturali: "Come si comporta la sua casa editrice a tale proposito?".
Las Vegas edizioni: "Cercando di essere il più trasparente possibile. Anche se questo non basta mai e ci sarà sempre qualcuno che avrà da ridire sulle nostre scelte o sui nostri metodi. Però tutti gli autori o aspiranti tali dovrebbero sempre tenere presente una cosa fondamentale: non essere scelti da una casa editrice non è una bocciatura universale, riguarda solo il microcosmo di quella specifica casa editrice. Se un testo vale, prima o poi la sua collocazione la trova".
I Caffè Culturali: "Perché si diventa autori?".
Las Vegas edizioni: "Di solito, credo, perché si sente di avere qualcosa da dire, da esprimere. Un qualcosa che vuole uscire a tutti i costi. La narrativa può essere un modo, ma non è l'unico: c'è la poesia, la musica, la pittura eccetera eccetera. Per questo non capisco come sia possibile che molti aspiranti autori inizino i loro testi con un proverbio o una frase fatta: con la scrittura si dovrebbe cercare un proprio sguardo, un punto di vista personale. Se si dicono cose già metabolizzate da tutti, che senso ha?".
I Caffè Culturali: "Che rapporto instaurate con i vostri autori?".
Las Vegas edizioni: "Un rapporto di collaborazione e - spero - stima reciproca. Molti editori hanno un rapporto distaccato con gli autori, e se ne disinteressano poco dopo l'uscita del loro libro. Mentre secondo me è fondamentale creare un gruppo di persone motivate che spingano tutte nella stessa direzione. L'editore, nella mia visione, è un po' come il CT della Nazionale: prima seleziona e poi cerca di motivare".
I Caffè Culturali: "Come considerate il mercato?".
Las Vegas edizioni: "Croce e delizia. Nel senso che senza mercato nessun editore potrebbe sopravvivere - è inutile credere alla favola dell'arte per l'arte. Ma allo stesso tempo il mercato è il grosso limite di ogni piccolo editore, perché gli spazi sono davvero ristretti. Quindi, o ci si piega alle sue leggi (che spesso sono quelle imposte dalle "major") oppure si cerca di fare qualcosa di diverso, puntando sulla qualità piuttosto che sulla quantità, e su un pubblico più attento e meno omologato. Quest'ultima è la strada che abbiamo deciso di intraprendere noi".
I Caffè Culturali: "Come immaginate gli scenari futuri dell'editoria?".
Las Vegas edizioni: "Purtroppo il trend attuale favorisce i grandi gruppi, in una sorta di oligopolio che tende a uccidere le piccole sigle indipendenti. Niente fa pensare a un'inversione di tendenza, anzi: le catene librarie allargheranno sempre più la forbice tra piccoli e grandi. Questi ultimi colonizzano letteralmente gli spazi, con tirature altissime giustificate non tanto dalle vendite quanto appunto dall'essere presenti, confinando tutti gli altri - quando va bene - negli scaffali più nascosti. I piccoli editori hanno due possibilità: o crescono (e in fretta) oppure devono trovare una via alternativa".
I Caffè Culturali: "Quanto e come tutto questo è percepito dal lettore e dall'autore?".
Las Vegas edizioni: "Bisogna vedere, prima di tutto, se è percepito. I lettori poco attenti possono tranquillamente credere che esista un'offerta di libri molto limitata (i best-seller del momento) e spesso non trovano alcuna motivazione nell'andare oltre a questa sensazione. Preferiscono che altri scelgano per loro. Questo, tuttavia, è comprensibile, perché non tutti si possono permettere, hanno tempo o voglia di documentarsi. Il problema è che la scelta per così dire "dall'alto" dovrebbe essere più aperta alle novità. Per quanto riguarda gli autori, non saprei. Esistono parecchi tipi di autori..."
I Caffè Culturali: "Cosa significa "crescere" per un editore?".
Las Vegas edizioni: "Credo sia una questione di immagine ancora prima che di visibilità. Un editore piccolo può avere un'immagine molto forte, soprattutto tra chi si interessa di libri, anche senza avere un impatto sul pubblico tipo quello delle major. Questo vuol dire non avere complessi di inferiorità. Vuol dire proporsi come alternativa ai soliti nomi e poterlo fare con la sfrontatezza di chi crede di avere le carte in regola per potersela giocare sul campo, al di là delle ovvie differenze di budget. Mi piacerebbe che col tempo il marchio Las Vegas riuscisse ad avere una connotazione molto forte e riconoscibile. All'inizio sono partito con questa idea: "In giro si vedono tante Fiat, ma la gente cosa sogna? La Ferrari". Ecco, il mio sogno è che Las Vegas diventi un po' la Ferrari dell'editoria".
I Caffè Culturali: "Nella terzultima risposta ha parlato di una via alternativa: che cosa intende per alternativa?".
Las Vegas edizioni: "Le alternative sono molte e stiamo lavorando anche per cercarne di nuove. Ci sono le alternative più semplici, quelle su cui si appoggiano molti piccoli editori, e che spaziano dalla famigerata richiesta di contributo all'autore o alla vendita diretta attraverso librerie fiduciarie. E poi ci sono le alternative che possono portare vantaggi sul lungo periodo. Io che non amo le scorciatoie ovviamente punto su queste ultime. Il punto di forza di una casa editrice giovane e moderna, secondo me, non può che essere Internet, un mondo in espansione e non ancora del tutto esplorato (almeno per quanto riguarda le potenzialità). Per questo abbiamo un gruppo su Facebook (con quasi 250 iscritti), una pagina su MySpace, una libreria su aNobii, e recentemente grazie all'Istituto ISU abbiamo avuto la possibilità di fare la nostra prima presentazione su Second Life".
I Caffè Culturali: "Come commenta la crescita del 7,5% rispetto al 2006 del numero di editori con meno di 50 titoli in catalogo?".(Fonte: Il Sole 24 Ore)
Las Vegas edizioni: "Aumenta il numero di aspiranti scrittori e di conseguenza aumenta il numero di editori. Molti di questi ultimi sicuramente provano a sfruttare questa smania di farsi pubblicare, con le famose richieste di contributo di cui abbiamo già parlato. Ma l'aumento del numero di editori dipende senz'altro anche dalle nuove tecnologie: chi stampa in digitale (e magari non ha nemmeno un distributore) può permettersi di lanciare titoli a costo zero, o quasi. Addirittura esistono autori che non riescono a trovare un editore e si improvvisano editori di se stessi: burocraticamente non è così complicato..."
I Caffè Culturali: "La stessa fonte ci parla del 57% degli italiani che non leggono libri: cosa ne pensa?".(Fonte: Il Sole 24 Ore)
Las Vegas edizioni: "Cito testualmente dal business plan che ho redatto un anno e mezzo fa, prima di iniziare l'attività: "Il bacino di lettori, in Italia, non è amplissimo (almeno rispetto alla media europea), ma i dati dimostrano che c’è un tasso di crescita costante per quanto riguarda la fruizione dei libri, soprattutto da parte dei giovani. Il che, prendendo come target di riferimento proprio la fascia giovanile della popolazione, è sicuramente confortante. Comunque, il numero totale di lettori in Italia, e quindi di potenziali acquirenti, è di oltre venti milioni. Questo dimostra come il problema sostanziale, prima ancora della scarsa abitudine alla lettura, sia quello di riuscire ad arrivare a farsi leggere e valutare, cosa non semplice anche per quanto riguarda i lettori più attenti."
I Caffè Culturali: "Che rapporto avete con la comunicazione?".
Las Vegas edizioni: "Ho studiato Scienze della comunicazione, per cui questo è un campo che ritengo fondamentale. E' importante aver chiaro quel che si vuole comunicare e a chi. E così pure il mezzo, o i mezzi, da utilizzare: ovviamente fare comunicazione su Internet è diverso che farla attraverso altri strumenti e per questo bisogna essere molto attenti alle nuove possibilità. Prima di comunicare, è necessario essere ricettivi, altrimenti si parla a vuoto, a un destinatario che non esiste o non è interessato. Anche le presentazioni nelle librerie sono una forma importante di comunicazione, per far conoscere i libri, e così pure il passaparola (che però è assolutamente incontrollabile e parte sempre "dal basso")".
I Caffè Culturali: "Come sta cambiando, secondo Lei, lo stile del comunicare e del comporre sotto l'influenza delle nuove tecnologie?".
Las Vegas edizioni: "Beh, prima di tutto bisogna essere più incisivi e diretti, più sintetici, arrivare subito al punto. Non solo perché siamo abituati al linguaggio della televisione e della pubblicità, ma perché siamo più facilmente distratti dalle migliaia di informazioni che ci piovono addosso. Un incipit come quello dei Promessi Sposi, oggi, sarebbe improponibile e verrebbe cassato da tutti gli editori. Eppure molti sono ancora convinti che la "letteratura" sia svincolata dai tempi che viviamo... Molti dei testi che ci arrivano non hanno alcuna presa sul lettore e non ti invogliano a proseguire oltre la seconda pagina: un approccio completamente sbagliato".

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Informazioni su questa pagina
titolo: "Tavolino riservato a Las Vegas Edizioni"
data di pubblicazione: 29/05/2008
ultimo aggiornamento: 09/02/2009

codice di riferimento:
0805291835M00
autore:
Programma Italiano - Area Didattica
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