Tavolino riservato a Marina Iuele

     


Marina Iuele

Nome:

Marina

Cognome:

Iuele

Data di nascita: 07/02/1966
Nazionalità:

Italiana

Sito web o collegamenti inerenti l'ospite:

www.storiezen.it

"E mail": marinalibri@gmail.com
Interessi: Teatro, viaggi, infanzia, "conoscenza dell'umana specie".
Note di presentazione: Oltre che essere insegnante elementare da 25 anni è anche attrice e regista teatrale, da sempre si definisce uno spirito libero. Sono passati ormai oltre 10 anni da quando ha intrapreso il cammino di crescita che l'ha successivamente condotta a modificare, man mano, anche il suo metodo di insegnamento, cercando di lasciare maggiore spazio ad ogni forma di espressività e di manifestazione del sentimento e tentando anche di aiutare i suoi allievi a mantenere la loro connessione con ogni livello del Sentire. Marina Iuele ha anche partecipato a diversi progetti, anche a livello europeo, per la diffusione di forme d'arte in interazione.
Comunicazioni dell'autore:

 

Collegamento ai
lavori pubblicati:

18 storie dall’India
21 Piccole
Storie Zen
7 Piccole Storie che conosci già

L'intervista all'autore
I Caffè Culturali: "Chi è Marina Iuele?".
Marina Iuele: "Marina Iuele è uno spirito libero. Come tale trova un po’ difficile definirsi, perché qualunque possibile etichetta non le calza a pennello…o non le basta. Purtroppo, nella nostra cultura, siamo fin troppo abituati a costruirci un’idea delle persone attraverso quello che fanno e quasi mai ci curiamo di metterci in ascolto col nostro cuore per percepire chi realmente sono. Quindi, per sgomberare il campo da possibili e pericolosi fraintendimenti, Marina Iuele vi condivide volentieri quello che fa, consapevole che è contenitore troppo piccolo per farci entrar dentro ciò che è. Marina Iuele fa l’insegnante elementare da quasi 25 anni, fa l’attrice teatrale, la regista e l’insegnante di recitazione da 20 anni. Ama l’Arte in tutte le sue sfaccettature e soprattutto le forme d’Arte in interazione…perché crede che la radice della Bellezza sia unica e molti sono gli occhi con cui possiamo (o sappiamo?) vederla. Fa la zia felice di una pupetta di ormai 2 anni. Studia in continuazione l’umana specie di cui è innamorata e nella quale ripone, malgrado tutto, moltissime speranze! Studia il pensiero dei Maestri che in epoche diverse ed in differenti luoghi hanno popolato questo Pianeta, seminando Saggezza e insegnandoci che esiste moltissima Bellezza ed infinite possibilità di crescita ed espansione. Dopo 10 anni di questi studi ha cominciato a fare la scrittrice di fiabe, rivolte ai bambini da 5 a infinito anni. Attraverso queste fiabe cerca di offrire gli antichi Insegnamenti dei Maestri utilizzando un linguaggio semplice, immediato, a misura dei nuovi bambini che stanno popolando il Pianeta. Marina Iuele è dalla parte dei bambini, sempre…anche di quei bambini che abbiamo scordato di essere e che malgrado tutto… siamo!".
I Caffè Culturali: "Cos'è la bellezza per Marina Iuele?".
Marina Iuele: "La Bellezza è, per me, innanzitutto un’attitudine del cuore. E’ quella capacità di sintonizzarsi sull’abbondanza piuttosto che sulla carenza! Quando noi ci troviamo a vivere una qualsiasi situazione di vita, ci troviamo anche e inevitabilmente a contatto con i molti elementi di cui questa stessa situazione si compone. Ebbene: su quali elementi in particolare si focalizza il nostro cuore, la nostra attenzione, il nostro sentire? Non sempre, non tutti, abbiamo la possibilità di “scegliere di posare lo sguardo sulle molte, moltissime bellezze di questa vita”, come ho scritto nella dedica del mio 21 piccole storie zen. Ecco io credo che la vera Bellezza sia proprio questo: accorgersi che, in una qualsiasi situazione complessa, anche quella apparentemente più triste e negativa, esiste SEMPRE qualcosa di buono. Esiste sempre una lezione da imparare, un luogo armonioso da visitare, un’esperienza che ci potrà arricchire! Perché Bellezza, per me, è Armonia…e Bello è tutto il processo che conduce a raggiungere l’Armonia! , Anche se durerà pochi secondi…E’ stupefacente e Bello sperimentare che Ci sono molte più cose fra cielo e terra, Orazio, di quante non ne possa immaginare la tua filosofia, come scriveva Shakespeare. Sono nella Bellezza ogni volta che il mio cuore batte all’unisono con tutto ciò che c’è intorno…ed io colgo che sì, è proprio vero. TUTTO E’ UNO".
I Caffè Culturali: "Perché scrive?".
Marina Iuele: “Perché, che piaccia o no, è capitato che sia quello che so fare” cantava Guccini in una canzone del suo album di fine millennio…ed è lo stesso motivo per cui scrivo io. Mi è stato fatto questo dono, io lo uso e cerco di condividerlo. Credo che ognuno di noi dovrebbe utilizzare i propri doni per il più alto bene di tutti. Credo che ognuno di noi dovrebbe porsi nell’ottica del servizio verso gli altri ed offrire il meglio di quello che è combinato al meglio di quello che sa fare…pensate che bello sarà questo mondo quando sarà finalmente popolato dall’eccellenza dei nostri talenti! Per questo io sto lavorando…e tanti altri come me. E poi scrivo perché in questo periodo storico ci sono delle cose importanti da dire, dei messaggi fondamentali da trasferire…bisogna non fare sentire soli questi nuovi bambini…per tutto questo scrivo".
I Caffè Culturali: "Cosa scrive Marina Iuele?".
Marina Iuele:

"Io scrivo fiabe.
Per meglio dire: attingo dai racconti tradizionali di differenti culture gli insegnamenti spirituali e li confeziono in forma di fiaba, utilizzando un linguaggio semplice ed attuale che possa essere facilmente comprensibile ai bambini.
Per questo scopo nel 2009 è nata la collana Storie d’altrove che sto via via componendo.
Il 12 maggio del 2009 è nato 21 piccole storie zen, la prima gemma di questa collana, nel quale ho rivisitato la tradizione giapponese, con gli insegnamenti contenuti nel magnifico 101 storie zen e poi anche in La tazza e il bastone.
E’ stato per me un viaggio estremamente interessante, che mi ha invitata a riflettere molto su quanto studiavo, per poterne cogliere l’essenza. Ed è proprio l’essenza di questa filosofia di vita, di questi insegnamenti di saggezza che ho voluto trasferire nelle 21 storie di cui si compone il libro. Abbiamo deciso con l’Editore che questi preziosi insegnamenti dovevano essere riconoscibili a colpo d’occhio, perché volevamo che i bambini che sono già in grado di leggere potessero trovarli anche da soli…per questo li trovate scritti in grassetto. E’ stato necessario per me capire e capire bene, per poter spiegare con semplicità ai bimbi che a questo mondo siamo tutti collegati, che qualunque cosa uno faccia ad un altro essere vivente (uomo, animale, pianta) lo sta in realtà facendo ad una parte di sé, che l’unico modo per aver la meglio sulla paura è aprire le braccia ed accoglierla, come una parte di noi… Questo per rendervi partecipi di alcuni degli insegnamenti contenuti nelle 21 piccole come le chiamiamo in famiglia (e parlo della famiglia spirituale) noi.
Era il 2010 quando è nato 7 piccole storie che conosci già, la seconda gemma di Storie d’altrove.
Qui lo studio è diventato, se possibile, ancora più appassionante, perché mi sono occupata delle storie di casa nostra.
Ho ripreso infatti 7 fiabe tipiche della nostra tradizione, ne ho studiato la simbologia alchemica (percorso, credetemi, assai più che affascinante!) e quella esoterica, scoprendo quali modelli comportamentali tali fiabe abbiano sostenuto per secoli.
Quindi, anche qui, è iniziato il mio lavoro di svecchiamento ed ho agito in modo da sostituire i ferrei divieti presenti nelle nostre fiabe tradizionali, con altrettanti permessi di sperimentare. Per questo il mio Cappuccetto Rosso si avventura nel bosco: per conoscere! Per questo il mio lupo non viene additato come cattivo…perché ha il permesso di esistere conformemente alla propria natura!
Per questo il mio Brutto anatroccolo perdona chi lo ha per così tanto tempo deriso, comprendendo che la diversità è un problema solo per chi crede all’illusione della uniformità!
E poi nelle mie fiabe ho aggiunto, credo a buon diritto, le figure dei papà.
Non ritengo utile che un bambino del 2012 legga storie che propongono modelli familiari così distanti dalla sua realtà. Se è vero, come è vero, che nel 1600 (epoca a cui risalgono in massima parte i racconti orali poi riscritti sotto forma di fiabe) chi si occupava di educazione erano esclusivamente le donne, ciò non è più valido ai nostri giorni. I papà, nelle fiabe che scrivo io, hanno un’importantissima valenza e fungono da mediatori fra mamme e figli…e soprattutto figlie. Sono papà amorevoli, capaci di stare accanto alle loro compagne, quando devono affrontare dei difficili passaggi di vita…quando una figlia cresce, diventa giovane donna e lei, la madre, perde per sempre il primato di giovane donna…
Questa è la com-passione della mia Biancaneve, nei confronti della sua matrigna ed in questo viene aiutata dal suo papà.
Il libro è dedicato a mia nipote Serena, ed a lei ho pensato mentre scrivevo…a lei e a tutti i bambini dagli occhi cristallini, che meritano di leggere storie in cui sperimentare è permesso, sbagliare è previsto, chiedere aiuto quando ci si sente in difficoltà è un diritto naturale.
Nel settembre di quest’anno, poi, è uscito 18 storie dall’India che disegna un percorso che si snoda dal Nord al Sud di questo grande paese e che è la terza gemma della mia collana.
Questo libro nasce da un suggerimento dell’Universo, per così dire.
Una cara amica, durante un viaggio in India, ha scovato in una piccolissima e vecchissima libreria di Bombay un libro che conteneva racconti folkloristici indiani…
La copertina del libro, coloratissima e dal sapore un po’ retrò l’ha subito attirata ed ha richiesto al libraio proprio quel volume che sta in fondo al mucchio (i libri erano tranquillamente impilati a terra, mi è stato detto). Il libraio non voleva venderglielo, sostenendo che questo libro stava lì da quando aveva la libreria suo nonno, che era vecchissimo…questo ha convinto definitivamente la mia amica che faceva al caso mio!
Ed aveva ragione!
Il libro conteneva racconti antichissimi, di differenti parti dell’India, racconti che hanno per protagonisti animali piuttosto che fachiri, re saggi anziché re vanitosi, donne invidiose delle figliastre belle (vi ricorda qualcuno?), storie di uomini avidi e di uomini generosi…di folli e di saggi…insomma una vera miniera di racconti!
Ne ho scelti 18 e, secondo la linea che ci siamo dati in Storie d’altrove ne ho ricavato altrettante fiabe, nelle quali, come nei precedenti volumi, gli insegnamenti spirituali sono stati evidenziati poiché scritti in grassetto.
La cosa meravigliosa, a questo punto del mio percorso, è che avendo visitato 3 differenti culture, geograficamente distanti fra loro, posso veramente dire che gli insegnamenti dei Saggi, dei Maestri…sono sostanzialmente gli stessi!
Trovo semplicemente affascinante che a uomini che parlano in modo diverso, vestono in modo diverso, hanno differenti colori della pelle e una diversa forma degli occhi…vengano mostrati gli stessi insegnamenti, in differenti luoghi di questo pianeta, in diversi momenti storici…come se ci fosse una reale possibilità che esista una Verità…una Via.
E poichè, come ho detto in risposta ad una precedente domanda, io sono sempre dalla parte dei bambini…come potevo non dirlo…o meglio scriverlo loro?
E chissà cos’altro scoprirò…"

I Caffè Culturali: "Come si propone una fiaba ad un giovane lettore? Come si utilizzano nel processo educativo?".
Marina Iuele: "Si propone nel modo più semplice che possiate trovare. Si “predispone” l’ambiente in modo che risulti accogliente, confortevole e rilassante. Si eliminano tutte le distrazioni: si spegne il cellulare, la tv, si stacca il telefono. Si fa accomodare la persona a cui “doniamo” la fiaba e noi pure ci permettiamo di assumere una posizione comoda per noi.
Nella mia ormai più che ventennale esperienza di insegnante, ho imparato che l’esperienza ha una valenza importantissima ed insostituibile, per cui io non dico mai “Leggete”…fiabe o altro…io leggo per i miei allievi, semplicemente.
Offrendo loro la possibilità di sperimentare quanto emozionante, divertente, intrigante possa essere la lettura, cerco di stimolare in loro la voglia di leggere spontaneamente…e devo dire che di solito riesce.
Quindi: non dite mai ai vostri bambini “leggi”, ma leggete per loro…e per voi, perché è sempre un bellissimo viaggio, una carezza che facciamo al nostro bambino interiore, del quale, almeno nell’occasione di una fiaba, mostriamo di non esserci dimenticati.
Nello stesso modo possiamo utilizzare le fiabe nel processo educativo: nel proporre la lettura di una fiaba, noi “attiviamo” determinati codici, energizziamo specifici archetipi…dobbiamo esserne consapevoli, perché c’è in ballo molto più di una storiella per fare addormentare!
Noi possiamo utilizzare i personaggi di una fiaba per mostrare come certi modi di comportarsi portino inevitabilmente verso una determinata direzione…
Parlare di come si muove e agisce il personaggio di una fiaba, è meno “personale” che parlare di come agisce e si muove il bambino per cui stiamo leggendo…Qualunque esempio, qualunque considerazione, non lo “riguarda” personalmente, quindi è più semplice per lui accettarli. Questo diventa più importante ancora quando parliamo di argomenti che fanno paura: l’abbandono, l’incontro con la parte buia di sé, il crescere affrontando l’ignoto…
La fiaba è uno strumento per parlare con una modalità “possibile” di qualcosa che diversamente sarebbe molto più difficile affrontare.
Inoltre la fiaba può essere usata, al di là del momento dedicato alla lettura, come “rimando” a quanto avviene nella vita di tutti i giorni…”Hai paura di questa cosa? Ti ricordi che sistema ha usato Biancaneve quando si trovava sola nel bosco? Ha abbracciato la sua paura…ed ha funzionato! Pensi di poterlo fare anche tu?”
In questo modo la fiaba può diventare un riferimento continuo, in ogni momento della vita, non solo per affrontare le difficoltà, ma anche per celebrarne la bellezza!"
I Caffè Culturali: "Esiste una evoluzione della fiaba?".
Marina Iuele: "Dal mio punto di vista certamente sì.
Poiché le fiabe contengono gli archetipi di quelle caratteristiche umane che, proprio attraverso di esse, una cultura vuole “far passare”, esse sono e “devono essere” in continua evoluzione. Questa non è altro che un’inevitabile conseguenza del fatto che le culture mutano, come pure gli archetipi che esse incoraggiano.
Questa convinzione è proprio alla base del mio lavoro.
Sostengo, infatti, che le fiabe scritte secoli fa non possono rappresentare completamente un modello nel quale un bambino di oggi possa identificarsi. Occorre quindi che vengano ri-contestualizzate, proprio al fine di contenere quei codici “familiari” ad un bambino contemporaneo.
Come può, ad esempio, un bambino del 2011 riconoscersi in un contesto dove non ci sono papà? Non è nella sua esperienza un modello educativo retto completamente ed esclusivamente da figure femminili…manca “qualcosa” di familiare, di rassicurante e “normale” nella vita di oggi.
Inoltre: come possiamo proporre dei precetti educativi che erano attuali 400 anni fa, ma che ad oggi sono oggettivamente anacronistici?
Possiamo davvero pensare che un bambino di oggi non abbia l’esigenza di sperimentare direttamente la realtà? Ha un senso riempire la sua testa (ed il suo cuore!) di continui “divieti” e costrizioni?
Chiunque di noi abbia a che fare coi bambini sa perfettamente quanto questo non sia possibile…e men che mai utile, se posso permettermi!
Dunque sì, le fiabe “devono” evolversi…se vogliono rimanere eterne".
I Caffè Culturali: "Le fiabe sono utilizzate nel contesto educativo-scolastico attuale?Come?".
Marina Iuele: "Sì, ma in modo assai limitato rispetto a quelle che sono le loro potenzialità educative.
Si narra una fiaba come se si narrasse una qualunque storia…ignorando troppo spesso che la fiaba contiene degli archetipi di cui dovremmo, noi adulti, essere a conoscenza per poterli veicolare ai bambini.
Il fatto è che, ahimè, veicoliamo ugualmente archetipi, che ne siamo consapevoli o no!
Per questo io ritengo fondamentale scegliere le fiabe da proporre…e sceglierne di moderne, onde evitare di passare ai piccoli dei vecchi schemi di riferimento.
Spesso gli insegnanti stessi credono, in buona fede, di “leggere soltanto una storiella”…non sanno quanto sono distanti dal vero…".
I Caffè Culturali: "Come vede le fiabe del futuro e nel futuro?".
Marina Iuele: "Le fiabe del futuro non le vedo ancora…per la sola ragione che ancora non vedo il futuro!
Questo per dire che io credo si debbano definire, nel futuro come in ogni altra epoca, i “bisogni” di quel momento e gli “archetipi” che attraverso le fiabe si vogliono far passare. Solo una volta chiariti questi si potranno scrivere le “nuove fiabe” che, nella mia speranza, incorporeranno la più alta saggezza che sia mai stata pensata e vissuta su questo pianeta e le risposte ai bisogni che si manifesteranno. Comunque sia, e con questo rispondo alla seconda parte della domanda, nel futuro, come in ogni altra epoca è sempre stato, io certamente ci vedo delle fiabe!".
I Caffè Culturali: "Cosa pensa ci potrà essere nel futuro di Marina Iuele, scrittrice?".
Marina Iuele: "Sinceramente spero di poter continuare a dare il mio contributo, affinchè i bambini possano leggere storie di amore, di speranza e recanti una bella Energia.
Spero nel mio futuro ci possa essere un confronto aperto, amorevole e continuo fra me e chi mi legge.
Spero che questo flusso naturale contribuisca ad offrire a me e a tutti un momento di riflessione…e che soprattutto favorisca il ripristino del collegamento con quella parte antica e sacra che alberga in ognuno di noi.
Spero di continuare a scrivere libri che facciano venir voglia di chiacchierare, che regalino momenti per sorridere e per rilassarsi…e non mi curerò che i miei libri abbiano copertine dorate e sberluccicanti, perché amo pensare che chi li prenderà in mano sia interessato assai più alla sostanza che non alla forma.
Spero che l’editoria individui nell’ “essere” più che nell’”apparire” la sua nuova fetta di mercato…e per il resto mi metto in ascolto e cerco di cogliere, come quando scrivo, “le parole sussurrate dal vento”…perché so che comunque si presenti il mio futuro di scrittrice…sarà la cosa giusta per me.
In sostanza: se la scrittura continuerà ad essere sul mio percorso, perché preoccuparmi? E…se la scrittura non continuerà ad essere sul mio percorso, perché preoccuparmi?
Un po’…zen? Ma certamente!".

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Informazioni su questa pagina
titolo: "Tavolino riservato a Marina Iuele"
data di pubblicazione:
07/11/2011

ultimo aggiornamento:
07/12/2011

codice di riferimento:
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autore:
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