Tavolino riservato a Il caso e il vento

    


Sandra
Giuliani

titolare
direttrice editoriale


Denominazione:

Il caso e il vento
editoria ecologica e digitale

Anno di fondazione

marzo 2006

Tipologia giuridica:

ditta individuale

Nazionalità:

Italiana

Sito web o collegamenti
inerenti l'ospite:

www.ilcasoeilvento.it

"E mail":

sandra.giuliani@ilcasoeilvento.it

Missione:

Valorizzare il pensiero delle donne sul mondo, contribuire a lanciare supporti ecologici, costruire una rete di promozione e distribuzione tra librerie, associazioni culturali e piccola editoria, promuovere una cultura dei contenuti digitali di qualità (audiolibri, booktrailer).

Note di presentazione:

Un'imprenditoria al femminile composta da donne di diversa età (dai 31 anni a gli over 60) che coniuga l'ecologia e l'open source, che fa parlare le donne di tutto e su tutto (narrativa, saggistica, poesia), che inventa spazi e forme di promozione attraverso un modello di cooperazione ecosostenibile che è diventato in questi giorni un'Associazione no profit: "Donne di carta" grazie a noi, all'Agenzia di servizi letterari Il Menabò di Rosanna Romano, alla libreria Libermente di Stefania Molajoni e alla giornalista Monica Maggi.

Collegamento ai
lavori pubblicati:

http://www.ilcasoeilvento.it/index.php?option=com_
content&task=view&id=24&Itemid=53

http://www.ilcasoeilvento.it/index.php?option=com_
content&task=view&id=25&Itemid=54

Comunicazioni dell'ospite:

-


L'intervista all'ospite
I Caffè Culturali:
"Perché e come è nata la vostra casa editrice?".
Il caso e il vento:

Risponde Sandra Giuliani, titolare e direttore editoriale della casa editrice Il Caso e Il Vento.
"La sottoscritta, titolare e direttrice editoriale nonché, al massimo del narcisismo, anche autrice di alcune pubblicazioni, è un'ex bibliotecaria, un'ex ricercatrice, che si è occupata e si occupa di formazione (scrittura creativa, scrittura web, net-semiology, tecniche di lettura) e a questo background urgeva una forma diversa di esistenza dalla semplice attività di "consulenza" per altri. C'è un momento in cui costruire una "casa propria", mettere radici e avere un luogo in cui invitare gli altri, diventa prioritario. Sottolineo che gli altri, quando sono autori e autrici, in questa "casa" sono ospiti preziosi, non paganti. Una ovvietà che ci sta rendendo "speciali" nello scenario della micro-editoria. Accettando poi il fatto che sul mercato editoriale, se non si è "apparentati", si sopravvive a malapena; sfidando i vizi di un Paese che si vanta di essere un "popolo di poeti e di scrittori" ma non certo di lettori, la casa editrice è nata e si mantiene sullo sforzo economico ed energetico di chi condivide il progetto, e che spesso collabora, ma "lavora altrove". Il modello di cooperazione ecosostenibile che stiamo attivando come Associazione "Donne di carta" è poi lo strumento attivo di costruzione di una rete imprenditoriale (promozione e distribuzione) che legherà interessi e bisogni della piccola libreria, del territorio dei lettori con la micro - editoria "simile" alla nostra".
I Caffè Culturali: "Per quale motivo è stato scelto il nome "Il caso e il vento"?".
Il caso e il vento: "Fin dalla mia attività di consulenza ho utilizzato questa etichetta che ho spostato poi sulla casa editrice aggiungendovi la sigla E.R.A.: editoria a rispetto ambientale. Io credo che una fabbrica di idee (e di libri) sia sempre soggetta al Caso, inteso nella sua ambiguità di Destino e quindi di Progetto, ma anche di circostanza, e poi anche al Vento che può levarsi d'improvviso, forte e presuntuoso, a volte alleato e a volte meno, capace di ribaltare, sommuovere, insomma portatore di cambiamento e fonte di energia. Il cammino o viaggio di quest'impresa sta nella consapevolezza di dover sempre bilanciare queste due forze".
I Caffè Culturali: "Che cosa è il libro per un editore?".
Il caso e il vento: "Ogni editore ha una sua idea di libro: per me è soprattutto un progetto umano da condividere (l'intesa con l'autore/autrice), un'idea culturale simile (la valutazione sulla specifica scrittura) e un'ipotesi azzardata di lettura (il lettore/lettrice ideali che potrebbero amarlo). E fin qui parlo io come direttrice editoriale. Poi Emilia Marzocchi, la nostra grafica, suggerisce: un modo di costruire un pensiero editoriale tramite una "forma" che renda la casa editrice riconoscibile (identità marcata) e l'oggetto-libro fonte di piacere. Tutta la redazione, a conclusione, sottolinea: un libro per noi è un modo per non abbattere altri alberi. Per fare (non parlare di) ecologia".
I Caffè Culturali: "...e che cosa è l'editoria per un libro?".
Il caso e il vento: "Se per editoria intendiamo questo mercato e se per libro intendiamo il libro come libero pensiero, allora, spesso, questa editoria è la morte del libro. Poi ci sono i libri inventati da e per l'editoria-mercato, e quelli non muoiono mai perché sono necessari alla logica del consumo. Se invece intendiamo come editoria proprio lo sforzo che molti di noi fanno per uscire dalla logica dell'accumulo e del culto d'autore, allora, l'editoria è l'autostrada attraverso la quale i buoni libri, le "scritture che servono", arriveranno lontano. Magari tra cent'anni".
I Caffè Culturali: "Che cosa fa di un libro un buon libro?".
Il caso e il vento: "Dicevo: le scritture che servono. E cito Kafka: "un buon libro è un'ascia che spezza il mare ghiacciato dentro di noi". Quanti libri nella nostra vita abbiamo letto che ci hanno cambiati? o che ci hanno permesso di riflettere? o che ci hanno colpito profondamente? Io sono convinta che ciascuno/a di noi cerchi sempre, tra i libri che legge, lo "stesso libro", quel libro capace di parlarci sul serio. Perché leggere è un piacere della ripetizione e una catarsi emotiva, dove per catarsi intendo il piacere di rivivere proprio quell'emozione che più ci appartiene. Un buon libro ci libera da noi stessi/e perché ci permette di vivere fino in fondo noi stessi/e. Un buon libro è solo un libro "giusto": intonato, che risuona dentro".
I Caffè Culturali: "Con quali criteri la vostra casa editrice identifica i testi da proporre come scritture che servono? Qual è il vostro processo di scelta".
Il caso e il vento: Noi leggiamo tutto quello che ci arriva dagli esordienti e spulciamo tra i libri già pubblicati in Europa, soprattutto Francia, Spagna e Germania (con rare punte in America).
I criteri di selezione sugli esordienti sono semplici:
1. valutazione dell'impianto strutturale (narrativo, poetico, saggistico)
2. valutazione dello stile (originalità, punto di vista marcato, consistenza lessicale e sintattica, forza sperimentale)
3. valutazione tematica (capacità di coinvolgimento e di aderenza)
4. valutazione dell'Autore/Autrice (lettura di altre opere, capacità di scrittura nel tempo, flessibilità nel lavoro di co-editing)
Ovviamente se il libro è già pubblicato procediamo con gli stessi criteri ma da un punto di vista più di gusto di lettura e di analisi del possibile bacino d'accoglienza italiano.
Tutte le opere sono distribuite in lettura alla redazione (4 persone) che compila per ognuna una scheda di valutazione che viene poi discussa. In seguito io stessa scrivo all'Autore/Autrice manifestando il nostro interesse alla pubblicazione e coinvolgendolo/a immediatamente in alcuni incontri preliminari alla fase di editing. Se l'opera non ha superato la ns analisi dichiaro, non solo il nostro non interesse, ma tendo a segnalare i punti di criticità rilevati. Alcuni apprezzano molto questa analisi, altri affatto.
E' capitato che testi da noi rifiutati siano stati pubblicati, così come erano, da altre case editrici...a pagamento.
I Caffè Culturali: "A proposito di bacino d'accoglienza: come sono pensati da voi i vostri lettori".
Il caso e il vento: "Ogni nostra Collana profila un lettore/lettrice ideale, almeno questo è stato lo sforzo iniziale di programmazione. All'interno della narrativa diamo spazio anche ai Generi perché è un tipo di lettura ormai consolidato che ci consente di arrivare ai giovani o agli appassionati, ma sicuramente è il terreno di maggiore sperimentazione dove speriamo che la preferenza data ad Autrici non impatti con i pregiudizi del lettore maschio che crede che narrativa femminile significhi parlare di problemi di donne. Lo specifico femminile è nello sguardo. . Nella saggistica prediligiamo utenti colti, specialisti, di nicchia e, nel nostro caso, sicuramente donne. Anche se ci auguriamo un'accoglienza da parte dell'intellighenzia maschile. Nella manualistica di formazione prevediamo ovviamente un bacino d'utenza trasversale per cultura, per età e per sesso. La cartotecnica è una produzione artistica pensata fondamentalmente per collezionisti nei diversi settori tematici che affronteremo, a partire dall'esoterismo. Infine, l'audiolibro è veramente il prodotto più generalista perché affronta l'universo (dal turismo al pezzo teatrale, dalla lezione formativa alla poesia) ed è immaginato per utenti che per diverse ragioni siano propensi all'ascolto o obbligati ad assumere contenuti per via uditiva (circostanze impedienti: il pendolarismo in macchina o disabilità o impegni casalinghi o poca attitudine alla lettura o semplicemente fascinazione per la parola a voce alta.)"
I Caffè Culturali: "Come è percepita dai vostri lettori la vostra casa editrice?".
Il caso e il vento: "Devo anteporre una precisazione sostanziale: siamo solo agli inizi di una campagna promozionale e quindi non esistiamo sul mercato in modo così visibile da poter parlare di "nostri lettori". Per ora chi ci conosce e acquista i nostri Titoli sono utenti che abbiamo conosciuto nelle diverse Fiere; utenti che frequentano le biblioteche di quartiere di Roma dove svolgiamo attività di formazione e organizziamo eventi culturali; utenti iscritti ai nostri corsi privati e, infine, quella comunità precisa di lettori fidelizzati alle poche librerie che per ora espongono e promuovono la nostra casa editrice. Per la maggior parte sono donne, la risposta più prevedibile. Questa tipologia di lettori percepisce innanzitutto l'impegno ecologico ed etico, poi apprezza la qualità della cura con cui "fabbrichiamo" i libri; qualcuno ha anche il coraggio di scriverci e di commentare il libro che ha comprato. Molti dei nostri titoli si vendono per "passa parola" e questa risposta è la più incoraggiante rispetto ad un'idea astratta di percezione".
I Caffè Culturali: "Come percepite il rapporto tra i lettori e gli autori ospiti della vostra casa editrice?".
Il caso e il vento: "Per il momento si limita alla rosa di autrici che abbiamo pubblicato e quindi la percezione è immediata ma risicatissima. Tina Pace la immaginavamo in sintonia con un pubblico di lettori, in prevalenza donne, dai quaranta in su, per la forte aderenza alla problematiche del senso di sé al femminile (sindrome di peter pan prolungata). E così è stato. Paola Ducci era la scommessa di una scrittura "dura, dark, gotica, intraGenere" che a nostro avviso avrebbe conquistato l'attenzione dai 30 anni in su. E anche questa previsione si sta verificando corretta. Su gli altri titoli: un volume di poesia e un manuale sulla lettura, non avevamo previsioni precise e le risposte che ci arrivano non costituiscono ancora un profilo omogeneo di lettore/lettrice. Le forme con le quali percepiamo questo flusso sono, in genere: il passa parola, la presenza alle Presentazioni che organizziamo, le email e/o le confidenze che i lettori/lettrici abituali fanno alla libraia. In genere il primo rapporto che si instaura tra le nostre Autrici e i possibili lettori è la diffidenza nei confronti dell'esordiente (ma chi é? se non è nessuno perché dovrei leggerla?) mista alla curiosità innescata dal Titolo o dalla citazione che abbiamo stampato in quarta di copertina (volutamente). Stiamo impostando solo ora una campagna stampa, con tanto di comunicati e di contatti con i giornalisti: quando la comunità di lettori/lettrici aumenterà avremo sicuramente altri dati sui quali riflettere".
I Caffè Culturali: "Quel è il vostro rapporto con le parole?".
Il caso e il vento: "Cercherò di essere meno logorroica del solito per rispondere realmente a questa domanda, perché è proprio il rapporto delle donne con le parole a essere al centro del nostro programma editoriale. "Le parole per dire tutto" e "le parole per dirsi": una ricerca privata e politica, intragenerazionale, letteraria e sociale di cui noi, come casa editrice, vogliamo prenderci cura. Non c'è altro da aggiungere: il resto va fatto esistere e va letto".
I Caffè Culturali: "Che cosa sta emergendo da tale ricerca? Potete suggerire un itinerario per fare esistere questo vostro impegno?".
Il caso e il vento: "Emerge che molte sono le scritture di donna che potremmo definire "nere": personaggi border line, storie crude di violenza esplicita o sotterranea. Anche laddove la scrittura si stempera nello stile della "commedia" l'ironia è feroce, senza sentimentalismi e spesso il ricorso a un Genere letterario è un pretesto di atmosfere e non un'adozione convinta di regole. Al contrario le scritture maschili che accettano di confrontarsi con la nostra casa editrice sono dotate di una levità quasi fiabesca: gli uomini che vogliono pubblicare con noi tentano fantasie "di formazione", linguaggi "educational". L'itinerario impegnato si concretizza per esempio nella creazione dell'Associazione Donne di carta che vuole creare una comunità forte di lettori/lettrici, capace di modificare il rapporto a distanza o mediatico che la distribuzione ufficiale e la casta intellettuale hanno costruito intorno ai libri con il culto d'Autore e della Grande Casa editrice. Si concretizza nella scelta di piazze di promozione inusuali: biblioteche di frontiera (periferiche), piccole librerie, manifestazioni legate alla tutela dell'ambiente e che quindi non hanno un rapporto diretto con l'editoria, ma che rispondono al medesimo desiderio di cambiamento della qualità della vita. Si rinforza attraverso catene: siamo solidali con l'iniziativa di BOOKERANG che promuove piattaforme distributive diverse (www.bookerang.it) e mette al centro il LETTORE..."
I Caffè Culturali: "Qual è la vostra idea di mercato?".
Il caso e il vento: "Fatemi essere utopica fino in fondo, il mercato per me è la piazza di incontro e di scambio dove io come operatore culturale ho il dovere di proporre contenuti che servono alla vita della gente, alla crescita culturale di un Paese e dove incontro, percepisco e incontro idee, desideri, esigenze. In questo mercato il libro è merce di scambio, compagno di viaggio, finestra aperta sul mondo, e il libro non basta: ci vogliono eventi, altri supporti, formazione ed educazione come strategia continuativa, permanente. Il mio mercato è fatto di catene e di filiere con chi costruisce uno scenario culturale e quando dico culturale ho una visione globale della vita: da ciò che mangio al luogo dove cammino, respiro, abito. Esiste questo mercato? questa è la scommessa".
I Caffè Culturali: "Qual è, invece, l'attuale assetto del mercato editoriale?".

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Informazioni su questa pagina
titolo: "Tavolino riservato a Il Caso e il Vento"
data di pubblicazione: 29/05/2008
ultimo aggiornamento: 01/10/2008

codice di riferimento:
0807101224M00
autore:
Programma Italiano - Area Didattica
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