| I
Caffè Culturali: |
"Chi
è Guido Barbero?". |
| Guido
Barbero: |
"Sono
nato e vivo a Torino. Sposato, con 2 figlie. Ho lavorato fino
a tutto al 2008 in una grande azienda del terziario poi, approfittando
di una mobiltà, ho felicemente lasciato. La prospettiva che mi
si presentava era quella di potermi dedicare alla cultura, quella
da me cercata liberamente e priva di condizionamenti. Il mio interesse
è quello di conoscere il mondo e l'ambiente in cui siamo
quotidianamente immersi e del quale sappiamo davvero troppo poco
(con un occhio particolare alla montagna ed alla natura, con i
suoi molteplici aspetti, problemi, segreti...) . Mi sono percò
iscritto, come da tempo desideravo, all' Università di Torino
al corso di laurea in Scienze e Cultura delle Alpi, che frequento
con soddisfazione. Nel tempo libero pedalo perchè il ciclismo,
oltre che sport impegnativo e salutare, è anche un mezzo fantastico
per scoprire luoghi e culture". |
| I
Caffè Culturali: |
"Perché
scrive?". |
| Guido
Barbero: |
"Come
gà detto nelle "Note di presentazione" scrivo solo quando ho qualcosa
di veramente "sentito" da dire, ma al tempo stesso che possa interessare
positivamente chi poi mi leggerà. In particolare, nel caso di
questo mio romanzo, le motivazioni ed i messaggi che volevo lanciare
erano molto forti. Rispondo con un mio slogan che uso per farlo
conoscere: "Ad ognuno di noi la maestra ha detto, la nostra mamma
ha detto, il catechista ha detto, il parroco dice, il collega
dice, anche moglie o marito dicono: - Ascolta, fai e stai buono!
- Ma io ho pure incominciato a scrivere..." Spero proprio di aver
reso l'idea di quello che è lo spirito del libro (denuncia per
aiutare a far prendere coscienza, messaggi sinceri per illuminare).
Mi piace tuttavia chiarire ancora un concetto, premettendo che
nella vita si ha sempre da imparare, in tutte le nostre azioni
quotidiane, comprese le relazioni con il nostro prossimo (del
resto la vita stessa è un mistero, per tutti). Non mi sembra però
logico che una persona debba trascorrerla sempre solo ascoltando.
Qualunque uomo comune, a un certo punto della sua vita, potrebbe
trasmettere pubblicamente un qualcosa di utile, grazie alle sue
esperienze maturate. Perchè lasciare questa possibilità ad una
esigua percentuale di persone, tutto sommato sempre le stesse
e, spesso, i loro discendenti? E le considerazioni che si potrebbero
fare, a questo punto, sarebbero innumerevoli...".
|
| I
Caffè Culturali: |
"Perché
ha scelto proprio la scrittura come mezzo espressivo?". |
| Guido
Barbero: |
"Scrivere
un romanzo di tipo umanistico-sociale è sempre stato un po' il
mio sogno. Come mezzi alternativi non ho mai avuto buone opportunità:
il settore di lavoro non era quello adatto, né mi forniva
particolari motivazioni, così come non sono mai stato nel "giro"
per tentare certe vie, come ad esempio la politica (e qui affiora
il discorso della discendenza o perlomeno delle conoscenze influenti).
Con la mia futura laurea in Scienze e Cultura delle Alpi, e con
la premessa che lascerò il lavoro ai giovani, conto di far sentire
onestamente la mia voce: i due miei obiettivi saranno quello di
far prendere coscienza dell' importanza vitale dell' ambiente
in cui viviamo, di quanto occorra salvaguardarlo e di porre l'accento
su una serie di preziosi valori ad esso correlati, grazie anche
all'avvicinamento alla montagna, liberandoci di ogni timore, ma
andando alla scoperta di suoi tesori ed affascinanti segreti".
|
| I
Caffè Culturali: |
"Perché
fare sentire la propria voce?" |
| Guido
Barbero: |
"Perchè
l'ambiente ed i valori di cui intendo parlare sono troppo importanti
per la società nella quale stiamo vivendo. Penso che ognuno di
noi potrebbe e dovrebbe, con semplicità e passione, fare pubblicamente
qualcosa per contribuire a migliorare questo nostro mondo, non
credere che le cose (e la nostra vita) debbano essere decise dai
soliti pochi personaggi: dipende anche da noi e dalla misura con
la quale ci impegnamo". |
| I
Caffè Culturali: |
"Qual
è la trama del suo romanzo?" |
| Guido
Barbero: |
"Il
romanzo ha come sottotitolo "Incontri tra una giovane donna in
carriera e un misterioso personaggio del 10000".La donna è
una rampante "dottoressa del Personale", quindi una rappresentante
conformista e "militante" dell' odierna società (quella "costruita",
della quale ne è anche lei artefice). L'uomo, dai connotati davvero
singolari, vive nel mondo del 10000, dove la società è
finalmente virtuosa in senso lato, libera da ogni male che oggi
ci affligge. Ma è pure un uomo tale e quale noi, senza alcun spettacolare
potere, uno storico inviato dai suoi contemporanei per prendere
atto della nostra realtà. Tra i due nasce un' amicizia sempre
più profonda, basata sui reciproci forti interessi di conoscenza.
La donna andrà a riscoprire la propria vera interiorità, percorrendo
un cammino di crescita spirituale, che la proietterà in ben altra
dimensione di vita...". |
| I
Caffè Culturali: |
"Quali
sono gli aspetti negativi della nostra società, in particolare
del mondo del lavoro? Che cos'è una società virtuosa?
" |
| Guido
Barbero: |
"Per
quel che riguarda il mondo del lavoro, da buon ciclista: "E' tutto
sbagliato, è tutto da rifare!". Non è un luogo comune come potrebbe
semplicisticamente sembrare, ma è un' affermazione coraggiosa,
ponderata e, a distanza di circa 60 anni, quanto mai attuale in
tutto il mondo dello sport (e quello professionistico è
anche lavoro: atleti, ma pure direttori sportivi, medici, aziende
sponsorizzatrici... ). Ma vorrei ancora aggiungere qualche esempio
significativo, spero di non rattristarVi, ma non si può negare
la realtà: quando il rapporto di retribuzione di un operaio/impiegato
rispetto a un dirigente medio è di 1/30, ai manager anche 1/400
(e pensate a quanti posti lavoro si potrebbero salvare di conseguenza...
), quando ormai i dipendenti hanno il terrore di parlare anche
solo per denunciare la mancanza di misure di sicurezza, quando
un numero enorme di aziende è sanzionato per non rispettare
una serie di norme che violano i diritti dei lavoratori (anzi
dell'Uomo), quando le donne temono di annunciare la gravidanza
od anche solo l'intenzione di sposarsi... Passando all'argomento
della "società virtuosa" intendo ovviamente un mondo giusto, senza
più diseguaglianze, sfrontati sfruttamenti, barbare guerre, impostato
invece sull'onestà, la saggezza, i valori ecc., l'uomo libero
da ogni difetto, quella che tutti noi vorremmo in definitiva.
In questo romanzo il protagonista "alieno" spiega come potrebbe
avvenire, fra ben 8 millenni. E la speranza in fondo c'è, persino
su base scientifica: basta credere nella teoria darwiniana dell'
evoluzionismo, chissà...". |
| I
Caffè Culturali: |
"Quali
obiettivi si prefigge per il futuro Guido Barbero scrittore? " |
| Guido
Barbero: |
"Non
so ancora quando scriverò il mio prossimo libro. Non sono uno
scrittore professionista, neppure scrivo solo per diletto, ma
solo quando ho qualcosa di interessante da dire e, attraverso
le mie esperienze, trasmettere delle emozioni e lasciare nell'animo
dei miei (tre o quattro) lettori il senso di soddisfazione per
l'avermi letto, magari inducendo qualche positiva riflessione.
Mi piacerebbe quindi toccare il mondo del ciclismo, che ben conosco
dopo oltre 50 anni di pedalate. Ma aspetto l'ispirazione per qualcosa
di davvero originale. Sono fiducioso perchè la bici mi ha dato
tanto e tanto può dare a chi si vuole avvicinare con fiducia e
costanza. Il ciclismo può essere per tutti, e sempre con una peculiare
impronta di romanticismo (che certo oggi non guasta...): da quello
delle passeggiate nei parchi e lungo i fiumi o per l'andar alla
scoperta di luoghi nuovi, diventanto un ottimo mezzo ecologico
per far cultura. Ma è anche, allo stesso tempo, uno sport che
sa dare sensazioni forti, quanto inattese, perciò straodinariamente
rigeneranti: è quello praticato nelle "cicloturistiche" ufficiali,
in gruppi di 300-400 appassionati con tanto di divise colorate,
moto di scorta e premiazione finale. Ed è quello praticato
lungo i tornanti di una salita, con il dovuto allenamento e la
voglia anche un po' di soffrire, a tu per tu con la bici ed il
rumorio dei suoi ingranaggi, studiando la strategia e dosando
le forze per scollinare vittoriosi: romantico anche in questi
casi. Ammirare il paesaggio guadagnato e poi scendere assaporando
le folate di vento intorno, a ruota libera (finchè possibile).
A questo punto ha tutti i numeri per essere anche maestro di vita,
per onestamente e con i propri mezzi imparare a vincere le difficoltà
e dar vita alle nostre aspirazioni..." |
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