Lettura con l'autore

      


Elettra Groppo

Attraverso questa sezione leggiamo il romanzo:

"Due non è il doppio di uno",
scritto da Elettra Groppo,
edito da Elmi's World (ISBN 978-88-97192-00-8).

I Caffè Culturali, grazie alla disponibilità degli autori, desiderano offrire l'opportunità di approfondire, quasi come un'analisi testuale, alcune parti delle loro opere. Chiunque potrà partecipare a queste attività. Al fondo della pagina e nelle sezioni dedicate agli autori ed alle loro interviste "e-mail" sono presenti alcuni "social plugin" di facebook, che permetteranno commenti, osservazioni, quesiti e contributi da parte del pubblico.

  




Elmi's World

Lettura con l'autore
I Caffè Culturali: "Iniziamo dalla copertina: ha un particolare significato?".
Elettra Groppo: "Sì, nulla è stato lasciato al caso. Cominciamo dal titolo che capeggia in alto. “Due non è il doppio di uno” prende spunto dalla teoria della Gestalt secondo cui il tutto è più della somma delle parti. Questo significa che due persone che fanno una coppia non sono in realtà in due, ma in tre: la persona, il partner e la coppia. Poi il colore della copertina. All’inizio il bianco mi spaventava, volevo però trasmettere chiarezza e semplicità e questo era il colore che le esprimeva di più. In seguito per dare un messaggio diretto senza aggiungere interferenze, è venuta fuori una copertina scarna di particolari. L’immagine centrale è l’intreccio dei simboli che indicano l’uomo e la donna, queste due icone si fondono come per dire che quando si ama, si ama una persona e non un genere specifico (nel caso della bisessualità per lo meno). Lui e lei sono semplicemente i protagonisti del libro (una delle tante interpretazioni fisiche). Lui che riflette su come vorrebbe il suo futuro e lei che, sorpresa dal suo cambiamento di vita, cerca di gestire le inaspettate emozioni prodotte da una relazione che non credeva possibile".
I Caffè Culturali: "A quale genere appartiene, esattamente, Due non è il doppio di uno, ammesso si possa definire una reale e corretta sistematica letteraria?".
Elettra Groppo: "Questo libro lo inserirei nei saggi romanzati. Saggio perché parla di una tematica ben specifica citando altri saggi, interviste, ricerche e studi. Romanzato perché è attraverso i personaggi che si viene a scoprire l’argomento proposto. C’è chi lo considera però anche un romanzo di formazione perché la protagonista sperimenta un graduale cambiamento seguendo determinate tappe".
I Caffè Culturali: "Senza pretendere di svelare la completa vicenda, sarebbe possibile delineare la trama del romanzo?".
Elettra Groppo: "L’intero libro è centrato su Paolo e Alexis, due amici inseparabili che vivono in contemporanea un cambiamento radicale. Attraverso Paolo conosceremo alcune difficoltà della vita. La sua metamorfosi viene da dentro, la crescita avviene suo malgrado e passa da giovane farfallone a uomo che butta le basi per una storia seria e duratura. Alexis verrà sconvolta dall’amore per una donna che la mette di fronte ai preconcetti propri e altrui e sarà proprio attraverso la sua esperienza che il tema della bisessualità verrà introdotto e poi spiegato".
I Caffè Culturali: "Perché il personaggio, all'inizio narrante, è un giovane uomo? Perché e come un'autrice sceglie un attore maschile? Com'è stata la convivenza? Quali gli aspetti positivi e le difficoltà?".
Elettra Groppo: "La scelta dei personaggi non è stata semplice. Dopo molti scenari ipotetici, dubbi e riflessioni sono arrivata alla conclusione che dovesse essere una lei ad avere la storia “bisessuale”. Se non altro è un campo che conosco meglio: essendo io stessa una donna, mi è stato più facile immaginare ciò che può provare nel suo percorso. Ho sempre creduto nell’importanza dell’amicizia (quella con la A maiuscola, per intenderci) e, visto che questo libro vuole scardinare molti pregiudizi, ho pensato che l’amicizia di Alexis potesse essere con un ragazzo. Tanti credono che l’amicizia tra uomo e donna non sia possibile, io credo invece che lo sia. Il fatto che la voce narrante sia maschile ha più motivi: in primo luogo ho voluto far parlare un amico e non la protagonista che sperimenta la bisessualità, poiché se avessi dovuto usare il punto di vista di lei, sarebbe uscito un racconto su Alexis e la sua prima esperienza omosessuale. Io però invece volevo mantenere l’attenzione sull’argomento, non su un personaggio. In secondo luogo (e qui ricado un po’ nel luogo comune), parlare dal punto di vista di un uomo mi semplificava le cose. La scelta, quindi, da un lato è stata obbligata, dal momento che volevo raggiungere un determinato obiettivo, dall’altro è stata una sfida che mi è piaciuto cogliere per mettere alla prova la mia capacità di immedesimazione. La convivenza è stata molto felice. A modo nostro, io e Paolo ci siamo divertiti molto e abbiamo riflettuto insieme su come reagire alla rivelazione di Alexis, ma allo stesso tempo abbiamo scoperto insieme nuovi studi e ricerche. È chiaro che, per quanto io possa aver analizzato l’uomo, certi comportamenti non sarò forse mai in grado di capire o di provare, ed è per questo che alcuni amici maschi hanno fatto in modo che Paolo fosse più “uomo” e per quanto sia rimasto ancora molto riflessivo per motivi stilistici e di storia, credo che sia venuto fuori come un uomo dapprima un po’ superficiale e in seguito, con le varie esperienze, è maturato".
I Caffè Culturali: "A proposito di donne e uomini: a pagina 28 cita un'espressione, nota ai lettori del genere come un titolo in voga qualche anno fa: A volte credo che Alexis sia un angelo, il mio angelo custode, sempre al mio fianco, pronta a correre in mio soccorso quando ho un problema. A volte credo sia un essere che non appartiene a questa terra, ma in fondo noi veniamo da Marte e loro da Venere, no? Cosa intende con quanto appena riportato?".
Elettra Groppo: "Parlando in generale, l’uomo e la donna hanno caratteristiche differenti, per esempio la donna è mediamente più attenta a certi dettagli, gli uomini sono mediamente più pratici. Paolo in questo passaggio si chiede come faccia Alexis ad essere così paziente e disponibile, per un attimo suppone che non possa essere umana. A volte l’uomo e la donna si percepiscono come estremamente diversi, come se venissero da mondi differenti (chiaramente quello del mondo diverso è una metafora). John Gray, l’autore del libro “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, ha cercato di spiegare il modo diverso di pensare, di amare, di parlare, di desiderare che hanno uomini e donne. Quando Paolo non capisce come fa Alexis a fare determinate cose, lei diventa automaticamente qualcosa di diverso da ciò che è lui. È un po’ come quando diciamo che i pinguini non sono uccelli perché non sanno volare, non li riconosciamo in una determinata categoria e quindi li mettiamo da un’altra parte, o ci inventiamo una nuova categoria o semplicemente diciamo che i pinguini fanno parte della categoria pinguini".
I Caffè Culturali: "Torniamo a Paolo. Mentre è in compagnia di Alexis in una discoteca, incontra una ragazza, Marika, e passa la notte con lei, contraendo un rapporto sessuale presso la sua abitazione. La vicenda è spiegata nei dettagli, individuazione, corteggiamento durante il ballo, decisione, risveglio degli amanti, ma non si percepisce il minimo dubbio sull'intenzione di Paolo di accoppiarsi fisicamente (quasi sia il solo scopo della serata), mentre si riscontra il suo stupore quando si rende conto che con Marika qualche ulteriore relazione, al di là della sensorialità, sarebbe stata, forse, possible. Perché?"
Elettra Groppo: "A volte ci si sveglia e si vede il mondo da un’altra prospettiva. Nella mia esperienza ho notato che meno il rapporto pretende, più noi ci sentiamo liberi di scegliere. Paolo ha passato una bellissima notte con una persona con cui ha scoperto di avere una particolare intimità. Per la prima volta, forse, sente la possibilità di essere lui la persona conquistata, vede nel letto una donna che con grande probabilità non si aspetta di rivederlo. Ha quindi avuto quella notte un incontro diverso dal solito che gli ha fatto capire che le storie serie non devono essere tutte una prigione. Chiaramente è all’inizio e dovrà indagare per capire se la sua ipotesi iniziale è veritiera o meno, ma, per la prima volta nella sua vita, si dà la possibilità di scoprirlo".
I Caffè Culturali: "Siamo di fronte a dei personaggi trentenni, che, almeno all'inizio, malgrado alcuni rivestano ruoli professionali importanti (Paolo, per esempio, ha responsabilità tali da recarsi addirittura in Cina per lavoro), sembrano esternare comportamenti da adolescenti. Ci potrebbe spiegare se tale situazione sia voluta o se sia la condizione attuale della realtà? Come influenzerà, tale aspetto, la storia narrata?"
Elettra Groppo: "Il libro intero rispecchia parte della società. I personaggi, descritti nei loro periodi di cambiamento, servono a raccontare una realtà specifica: quella del cambiamento. A mio modesto parere, oggi la vita non richiede più una certa profondità di pensiero o la maturità, la società si è evoluta verso altri valori. In questo periodo storico sono richieste abilità lavorative, conoscenze specifiche e flessibilità tralasciando così la sfera privata e personale. L’individualismo ci ha fatto perdere la possibilità di un confronto con gli altri e per questo non si ha più la possibilità di mettere in discussione le proprie idee e convinzioni e di conseguenza si cresce più lentamente. È la vita che ha l’arduo compito di insegnarci cose nuove e questo spesso avviene in seguito a eventi inaspettati, traumi o scontri con una realtà diversa da quella immaginata, ma può anche essere l’amore a dare la spinta quando la persona che vorremmo avere al nostro fianco pensa diversamente da noi o si comporta diversamente da come ci aspettiamo. È quello che succede a Paolo che, svegliandosi nell’appartamento di Marika, si rende conto di come gli eventi si susseguano in un nuovo modo. L’aver costruito dei personaggi in evoluzione mi ha permesso di mostrare questo cambiamento e la loro crescita personale, illustrando così un argomento che altrimenti, con grande probabilità, non avrebbero mai conosciuto".
I Caffè Culturali: "A proposito di cambiamento:da pagina 35 del testo prendono corpo alcuni concetti: sesso ed amore tra la vocazione naturale e la necessità sociale, tra potere femminile ed opportunità maschile. Tra un po' si vivrà la scoperta della bisessualità di Alexis. Quanta influenza esercitano la deriva o l'evoluzione dei valori, a cui si faceva riferimento prima, sulla bisessualità, che come vedremo, assomiglia sempre più ad una terra inesplorata che ad un orientamento socialmente accettato? Possiamo provare a fare il punto della situazione su sesso, amore ed i rapporti interpersonali e sociali che questi determinano?".
Elettra Groppo: "Per quanto riguarda il rapporto tra sessualità e società, mi viene spontaneo citare M. Foucault e la sua trilogia intitolata appunto “Storia della sessualità”, nella quale il filosofo racconta e spiega come le strutture sociali abbiano influito da sempre sulla sessualità degli individui. Nel mio libro salta subito agli occhi – come abbiamo già visto – il fatto che un uomo già inserito in una vita completamente adulta e autonoma possa essere ancora lontano dall’idea della convivenza con una donna e, ancor più, dall’idea di matrimonio (che nel libro non viene neanche nominato). È chiaro dunque che siamo dentro a un tipo di società ben lontana da quella di 50 anni fa, nella quale la pressione sociale verso il matrimonio era fortissima e i rapporti sessuali fuori dal legame ufficiale ponevano molti problemi di vario genere. È anche molto evidente che la questione dell’omosessualità può oggi essere affrontata in modo più sereno di un tempo. La discriminazione che ha portato alle stragi naziste è lontana, però ancora esistono moltissimi contesti in cui il rifiuto è totale e la ghettizzazione è un fenomeno ancora fortissimo. La religione (cattolica, ma non solo!) e il conservatorismo politico escludono che si possa riconoscere una parità di considerazione e di diritti tra omosessuali e eterosessuali. Nel mio libro descrivo – a questo proposito – la situazione di oggi in un ambiente di media borghesia: non è proibito vivere una relazione omosessuale, ma non è neanche facilissimo. Descrivo le difficoltà che un individuo può avere ad accettarsi e a farsi accettare. Mostro dunque che c’è ancora molta strada da fare. E mi impegno a spiegare che si può vedere questa realtà con altri occhi, cioè considerando che l’orientamento sessuale non dovrebbe essere nemmeno inquadrato e definito (cito studi scientifici al proposito); mostro anzi come, considerandoci tendenzialmente tutti bisessuali, potremmo capire che ogni discriminazione è assurda. Man mano che una società diviene più libera e rispettosa, anche i “dogmi” sulla sessualità si allentano: quando una società si chiude e diventa complessivamente intollerante, il sesso ne fa le spese. Per contro, ogni passo avanti nella libertà individuale contribuisce alla crescita della libertà sociale e politica".
I Caffè Culturali: "Nel libro si fa sovente riferimento al sesso: cos'è per i vari personaggi della vicenda? Per esempio a pagina 38 si fa riferimento al tradimento ed alla scissione maschile tra sesso e sentimento, mentre a pagina 142 si definisce l'amore duraturo come un misto tra intima amicizia, buon sesso e divertimento. Cinquanta anni fa, forse ci si sarebbe chiesto se oltre al sesso ci fosse stato altro. Oggi la domanda più opportuna dovrebbe, forse, essere: dopo la procreazione e la tensione verso una sessualità non imposta, cosa ci farà scoprire in chiave evolutiva questa importante componente psicofisica?
Elettra Groppo: "Il sesso è una delle componenti della vita di ogni personaggio del libro, come lo è d’altronde anche per noi nella vita reale. C’è chi considera il sesso solo come un atto volto alla procreazione, chi invece ne abusa e chi lo considera un’espressione dell’amore. Non c’è un’unica visione. Le donne e gli uomini hanno spesso approcci differenti al sesso, gli uomini per l’appunto riescono a dividere meglio l’atto fisico dal sentimento (Paolo dice: “se trovassimo l’amore così spesso come vorremmo “inzuppare il biscotto”, le donne avrebbero un potere su di noi che non possiamo permetterci di concedere loro), con molta probabilità ciò è dovuto al loro livello di testosterone che li porta ad essere eccitati, non innamorati. Dall’altra parte le donne invece attraverso l’atto fisico producono più ossitocina, un ormone responsabile dell’attaccamento e di conseguenza tendono a legarsi più facilmente al proprio partner. In ogni caso i personaggi del libro non esprimono teorie sul sesso, lo vivono semplicemente. Il comportamento che oggi hanno loro e che abbiamo noi, sono certo diversi da quelli di una volta. Per loro il sesso non è proibito né obbligatorio, e nemmeno si inserisce in percorsi prestabiliti: dunque si intreccia con le altre componenti della loro personalità, con i loro altri bisogni. L’attività sessuale cinquant’anni fa era ancora relegata nel letto matrimoniale e nel silenzio. Era un segreto, era sempre taciuta. Non era permessa prima del matrimonio né fuori di esso. Anche se Freud, in reazione al soffocante moralismo vittoriano, aveva da decenni riconosciuto e affermato la centralità delle pulsioni sessuali nella vita di ogni persona, abbiamo dovuto aspettare la rivoluzione culturale del “sessantotto” perché nel mondo occidentale si allentassero le redini sull’argomento. Allora riappare la “sessualità non imposta”. Oggi “fare sesso” per libera scelta è qualcosa di relativamente scontato. Quindi possiamo considerare superato il tempo del “sesso riproduttivo” (pre-68), ma anche quello del “sesso ribelle”(post-68), e possiamo vivere questa “importante componente psicofisica” in maniera più articolata. I giovani adulti del libro costruiscono legami in cui il sesso ha una grande importanza, ma può mischiarsi all’amicizia, alla complicità, alla voglia di allegria, al senso di sicurezza, al desiderio di crescere ancora scoprendo e imparando molte cose. Con grande probabilità la nostra evoluzione ci porta nella direzione che ci ha suggerito Veronesi: smetteremo di fare l’amore per procreare e lo faremo per lo più come dimostrazione d’affetto".
I Caffè Culturali: "Come porre la scoperta della bisessualità di Alexis nel panorama appena definito?
Elettra Groppo: "Alexis ha passato tutta la sua vita a cercare un uomo con cui avere un rapporto stabile, senza però riuscirci. In fondo trovare l’amore non è affatto semplice! Una donna le dedica le attenzioni e l’affetto che lei ha sempre cercato e Alexis sperimenta un’attrazione conosciuta per un “oggetto” non previsto. La relativa libertà sessuale che contraddistingue la cultura occidentale oggi fa sì che Alexis non debba escludere a priori la possibilità di sperimentare questa relazione, ma allo stesso tempo la protagonista continua a sentire la pressione sociale e il peso del cambiamento che coinvolgerà forse anche i suoi progetti futuri. Con l’aiuto della nuova compagna e del vecchio amico riesce ad affrontare la situazione prima con se stessa e poi con il mondo esterno".
I Caffè Culturali: "Molti dei dialoghi avvengono a tavola in presenza di cibo da consumare: perché questa scelta?".
Elettra Groppo: "Nel mondo in cui i personaggi vivono, e in realtà questo vale anche per molte persone al di fuori di esso, tutto avviene di fretta, tutti devono lavorare e sono impegnati a “fare cose”. Il pranzo, o la cena, sono i pochi momenti in cui ci si permette di fermarsi un attimo e di riflettere sulla vita e su se stessi".
I Caffè Culturali: "Torniamo ai personaggi ed alla bisessualità: il disagio di Alexis e l'atteggiamento protettivo di Kim, la donna con cui ha instaurato una relazione, pone l'enfasi su come si compia l'accettazione della sua nuova condizione, sia dal punto di vista individuale sia da quello interpersonale e sociale? Per esempio come cambia, se cambia, il concetto di amicizia? I bisessuali si identificano in una comunità? Quanto è importante, per una completa e serena accettazione, il partner? Come è visto l'altro sesso? Come è percepita la bisessualità nella società e come è considerata la società da chi è bisessuale?
Elettra Groppo: "Kim è una sorta di guida e nel libro rappresenta la parte saggistica. Lei è quella che sa e per questo spiega agli altri personaggi ciò che negli anni ha compreso, studiato e osservato. Alexis può esser vista come la parte “pratica” della teoria di Kim. Lei è quella che vive la relazione con una donna per la prima volta e si pone delle domande a cui cerca di rispondere per potersi ridefinire. Alexis fa un percorso: il suo primo passo è l’auto accettazione e lo raggiungerà nonostante all’inizio sia turbata. Siamo nella sfera individuale. Poi, una volta capito quello che le sta accadendo, va alla ricerca di una definizione che la accomuni ad altre persone. Scopre quindi la bisessualità con e attraverso Kim. In seguito avrà la necessità di raccontare la sua esperienza a qualcuno e comincerà con il suo migliore amico Paolo. Con questo passo accetta definitivamente ciò che le sta accadendo. Infine c’è la scoperta di come reagiscono le amiche, che in questo caso rappresentano un primo piccolo ambiente sociale. Queste tappe sono comuni ad ogni persona che si scopre non eterosessuale. Una volta che Alexis ha intrapreso questa strada, le si potevano sicuramente aprire gli scenari più diversi, quello descritto nel libro è uno dei più comuni. Quando Alexis si confida con Paolo, lui la accetta. Di per sé l’ amicizia in questo caso non avrebbe gran motivo di cessare, l’orientamento sessuale non intacca i valori amicali. È però vero che potrebbe scontrarsi con i valori di una persona. Se Paolo fosse stato omofobo, la rivelazione di Alexis sarebbe stata più problematica. È altrettanto vero che di per sé la vita sessuale delle altre persone dovrebbe interessarci solo quando siamo alla ricerca di un rapporto fisico. Questo vale anche in altri campi della nostra vita. Per esempio: quando frequentiamo una persona non ci chiediamo se è vegetariana, carnivora, vegana, macrobiotica o altro, a meno che non la invitiamo a cena. Lo stesso vale per l’orientamento, non dovrebbe interessarci se è eterosessuale, omosessuale o bisessuale, a meno che non cerchiamo intimità. Trovare poi un partner che ci aiuti ad accettarci è sempre importante e lo è indipendentemente dal nostro orientamento. Se fossimo patiti di fumetti e il nostro partner ci considerasse infantili e poco maturi per questo sarebbe un problema. Essere accettati aiuta la nostra accettazione di noi stessi perché siamo esseri sociali e ciò che gli altri pensano di noi ci influenza, volenti o nolenti. Quello che più mi preme far capire è che i bisessuali non sono una razza a parte, non sono persone con un carattere specifico o delle idee particolari.. Sono esseri umani con le proprie caratteristiche personali, con i propri pregi e difetti. Ciò che li “differenzia” da altri è che non scelgono il partner in base al sesso, ma in base a “dove li porta il cuore”. Il resto rimane uguale. Come ogni persona che ha degli interessi, anche i bisessuali si cercano tra loro per poter condividere esperienze e passioni (pensiamo all’amante dei fumetti di prima che cerca altri con la stessa passione e magari va alla fiera del fumetto). Questo raggruppamento non è però considerato una comunità in quanto non formano un gruppo riconoscibile da gesti o abitudini e non è unito da vincoli organizzativi. Esistono però dei gruppi di supporto che dimostrano come la bisessualità non sia un fenomeno isolato e che diffondono notizie al riguardo perché si possa comprendere al meglio questo orientamento. Per quanto riguarda la percezione di questo orientamento da parte della gente comune, la risposta è difficile da dare in quanto molto spesso al termine bisessualità alcune persone attribuiscono vari significati che non hanno molto a che fare con questo orientamento. La società, poi, è eterogenea, di conseguenza non si comporta tutta allo stesso modo. Molte persone sostengono che la bisessualità non esiste e quindi non hanno un atteggiamento specifico verso questo orientamento. Chi invece considera la bisessualità uno “smarrimento dalla retta via”, ha per lo più lo stesso atteggiamento “correttivo” che ha verso gli omosessuali. Gli omosessuali spesso considerano i bisessuali dei codardi incapaci di scegliere da che parte stare. Poi c’è chi non dà peso a quello che gli altri “fanno sotto le lenzuola” e considera i bisessuali come persone che possono essere simpatiche o antipatiche, mettendo così l’accento sulla personalità. Il bisessuale ha della società la stessa opinione di un eterosessuale qualunque. La differenza, in alcuni casi, è quella di sentirsi legato da regole sociali costrittive e spesso pressanti. In fondo, quando i bisessuali hanno un rapporto con una persona del proprio sesso, essi hanno gli stessi problemi sociali e legali di un omosessuale".
I Caffè Culturali: "Come incide la vicenda di Alexis sull'eterosessualità di Paolo?".
Elettra Groppo: "Le nuove esperienze di Alexis non incidono sull’orientamento di Paolo, ma incidono sulla visione della vita che lui ha. Paolo infatti si chiederà se anche lui è bisessuale e, anche se potenzialmente lo potrebbe essere, arriva alla conclusione che al momento lui è innamorato della sua fidanzata, che gli piacciono le donne e quindi rimane convinto della propria eterosessualità. Allo stesso tempo analizza la situazione di Alexis e comincia a conoscere e comprendere una parte della sessualità umana in cui fino ad allora non si era mai imbattuto e la sua conclusione è che in fondo un amore è un amore e non è mai sbagliato".
I Caffè Culturali: "Alexis, compresa e sorretta da Paolo, vive, però, il dramma dello svelare alle sue amiche i suoi sentimenti nei confronti di Kim: assisitiamo a forti resistenze originate dall'idea che maschi e femmine debbano convivere per necessità riproduttive di specie ed orientamenti religiosi. Come vive una persona bisessuale il richiamo alla paternità o alla maternità?".
Elettra Groppo: "Il richiamo alla maternità o alla paternità è una voce a volte silenziosa, altre volte è come un urlo nella notte. Le caratteristiche personali giocano un ruolo molto importante. Quando il richiamo c’è, allora le scelte dipendono dal partner. Se una donna sta con un uomo (e viceversa) allora sarà una decisione di coppia quella di fare un figlio, sempre che siano in due a volerlo. Se invece si sta con una persona del proprio sesso e la voglia di maternità/paternità è un forte desiderio, allora si sceglieranno vie alternative quali l’adozione, la fecondazione assistita, l’utero in affitto ecc. Ma questo vale anche per le coppie etero in cui uno dei due partner ha problemi di fertilità. Il senso è che il bisessuale, in una situazione di questo tipo, quando ha un rapporto etero si comporta come un etero, se ha un rapporto omosessuale si comporta come un omosessuale".
I Caffè Culturali: "Rimaniamo ancora sul tema della paternità e della maternità. Sembra vi sia una grande assente nel libro: la famiglia ed in particolare i genitori. Come vivono le famiglie la realtà bisessuale dei figli e come vivono i figli la realtà bisessuale dei genitori?".
Elettra Groppo: "I figli molto spesso non conoscono la sessualità dei propri genitori. Oltretutto se questi sono una coppia stabile (e i bisessuali sono anche persone fedeli) i figli danno per scontato che essi siano o eterosessuali, nel caso abbiano un padre e una madre, o che siano omosessuali, nel caso abbia due genitori del proprio sesso. L’unico caso in cui potrebbe venire fuori la sessualità dei genitori è quando si parla di monogenitorialità e il padre o la madre hanno più partner nella loro vita. A questo proposito non ho ancora fatto degli studi così approfonditi da poter dare una risposta corretta. Le famiglie, invece, che hanno come figlio un bisessuale di solito si comportano diversamente in base all’età del figlio. Quando egli infatti è giovane, gli adulti chiudono un occhio perché pensano sia una fase di transizione e di autoscoperta della sua sessualità, oltre al fatto che in gioventù i ragazzi non sempre parlano ai genitori delle proprie relazioni. Quando però l’adolescenza passa, i genitori generalmente cercano di indirizzare i figli verso una relazione eterosessuale, di solito per paura che il figlio possa avere problemi sociali, ma anche perché è una condizione preferita nella società e nella mentalità delle persone. I genitori cercano quindi di correggere l’orientamento del figlio verso quello più accettato. Quando però il figlio è cosciente del proprio orientamento, si aprono due scenari: se si innamora di una persona del sesso opposto, i genitori sono tranquilli e si comportano come se avessero un figlio eterosessuale; se invece si innamora di una persona del proprio sesso, il figlio “combatterà” per la sua relazione come fa un omosessuale e qui le reazioni dei genitori sono molteplici: a un estremo c’è l’accettazione del figlio (perché a un figlio si vuole bene comunque dato che è sangue del proprio sangue) all’altro estremo c’è la negazione del figlio (con conseguente “perdita” del rapporto). Chiaramente ci sono anche sfumature intermedie".
I Caffè Culturali: "Quanto può fare la famiglia per la serenità sessuale dei propri figli?".
Elettra Groppo: "La famiglia incide molto sulla serenità di una persona perché tra genitori e figli c’è un rapporto inscindibile. Tutti abbiamo bisogno della stima dei nostri genitori, ma anche dei fratelli e delle sorelle, per poter avere una nostra stabilità interiore. Questo non vale solo per l’orientamento sessuale, vale per ogni aspetto della nostra vita. In questo caso specifico, l’accettazione dell’orientamento da parte della famiglie significa sostenere il figlio nelle sue scelte. Visto che non c’è nulla di sbagliato in questo, si dona la serenità e la stabilità a chi ne ha bisogno, soprattutto in un momento in cui la società potrebbe volgere le spalle. Quello che quindi può fare una famiglia è comprendere le esigenze del figlio e stargli accanto donandogli il proprio amore".
I Caffè Culturali: "C'è qualcosa nel suo libro, che avrebbe voluto inserire, ma che non Le è stato possibile?".
Elettra Groppo: "Sì, sono molti gli argomenti di cui non ho parlato ma che avrei voluto affrontare. Per esempio, ho solo accennato al rapporto omosessualità/bisessualità, non ho toccato le questioni legate agli ambienti di lavoro, come non ho approfondito le dinamiche interne alla famiglia. In 300 pagine ho voluto affrontare principalmente il significato della bisessualità, il resto magari lo racconterò in un altro libro. Non ho voluto “mettere troppa carne al fuoco”, come si suol dire, altrimenti sarebbe venuto fuori un libro troppo complesso. Ho scelto invece di gettare le basi, cercando di spiegare nella maniera più semplice questo orientamento: una volta messe le fondamenta, è possibile costruirci sopra, ma finché non fosse stata chiara la “definizione” di base sarebbero venute fuori troppe incomprensioni".
I Caffè Culturali: "Dopo Due non è il doppio di uno?".
Elettra Groppo: "Dopo “Due non è il doppio di uno” ci saranno sicuramente altre equazioni da analizzare! Dalla mia penna usciranno altri libri, uno verrà pubblicato per la fine dell’anno con la Faligi editore, è intitolato “Al di là del fiume”, un libro che analizza la società, i ruoli famigliari, la vita e la morte. Nulla è dato per scontato, ogni personaggio vede la vita dal suo punto di vista. Le esperienze comuni vengono quindi viste con occhi sempre diversi e con interpretazioni del tutto personali. In fondo la vita è come un caleidoscopio, se la giriamo vediamo nuove forme e nuove immagini. “Lo stregone” invece è un racconto lungo che, se tutto va bene, verrà pubblicato l’anno prossimo. È la storia di un uomo che si è calato talmente nella realtà che non riesce più a sognare come si deve. Quando chiude gli occhi si immagina di essere bloccato nel traffico, è un contabile che si veste sempre in giacca e cravatta. Vuole ricominciare a sognare perché solo così può riprendersi ciò che piano piano nella vita ha perso. Poi ci sono altri libri che però al momento sono intrappolati nella testa e che necessitano di studi più approfonditi per trovare sfogo sulla carta".

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Informazioni su questa pagina
titolo: "Lettura con l'autore"
data di pubblicazione:
03/06/2011
ultimo aggiornamento:
13/07/2011

codice di riferimento:
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autore:
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