Tavolino riservato a Enzo Delfino Editore

      

Vincenzo Delfino
editore



Denominazione:

Enzo Delfino Editore

Anno di fondazione: 2007
Sito web o collegamenti inerenti l'ospite:

www.enzodelfinoeditore.it

"E mail": info@enzodelfinoeditore.it
"Skype": edizioniede
Generi: Narrativa, saggistica, divulgazione scientifica; nuovi linguaggi (musica, cinema, fotografia, sport); ebook.
Note di presentazione:

Siamo giovani (chi più... chi meno), entusiasti, forse incoscienti ma pronti a fare quello che meglio sappiamo fare: occuparci di letteratura, e soprattutto dare voce ai nuovi linguaggi che si intrecciano nel nostro tempo, dalla musica al cinema, dalla fotografia allo sport. Perché ogni libro, crediamo, è uno scambio.

 

 

Comunicazioni dell'editore:

Il nostro l'intento è anche quello di occuparci della formazione dei professionisti del settore, fornire servizi di editing e valutazione di inediti agli autori emergenti e pubblicare opere a carattere scientifico e letterario. Vogliamo dare spazio agli aspiranti scrittori, anche offrendo un supporto di pareri e competenze professionali sul loro lavoro. I nostri corsi di formazione professionale per l'editoria e la comunicazione, tenuti da professionisti del settore e del mondo accademico e universitario, che interverranno durante le lezioni interagendo con i corsisti, si articolano in tre percorsi distinti, indipendenti ma paralleli per far incontrare la creatività e la bidimensionalità della pagina, la pratica dello scrivere e la nuova dimensione dell'editoria da scrivania. Da un lato la scrittura creativa, con una continua alternanza tra momenti di lettura, analisi, ideazione, scelta e confronto in aula; dall'altro il desktop publishing, per formare nuove figure di grafici editoriali, sempre più richieste sul mercato, che sappiano comporre, correggere, editare, gestire software di videoscrittura e di videoimpaginazione. Ma senza tralasciare il lavoro fondamentale del redattore, la parte nascosta ma vitale, la lima segreta della scrittura, il lavoro sporco e nobile dell'editoria.

Collegamento ai
lavori pubblicati:
http://www.enzodelfinoeditore.it (ebook)
http://www.enzodelfinoeditore.it(libri)

L'intervista all'autore
I Caffè Culturali: "Quando e perché nasce Enzo Delfino Editore?".
Vincenzo Delfino: "Un'elegante forma di suicidio. Il progetto è nato nell'estate del 2007, a seguito della mia decennale esperienza come direttore editoriale delle Edizioni Associate del collega e amico Giorgio Cortellessa. L'idea è nata dalla constatazione della mancanza di un atteggiamento scientifico, inteso come spirito razionale e aderente ai tempi, nell'affrontare qualunque tematica, comprese le questioni artistiche e letterarie. L'approccio scientifico che intendiamo avere, non riguarderà solo il carattere e il tema delle opere, ma un più profondo atteggiamento nei confronti della letteratura. Questo vuol essere il comune denominatore tra tutte le nostre pubblicazioni, nel senso che cerchiamo di scovare scritti che, nella loro originalità e varietà, rispettino la percezione multipla, la simultaneità del tempo, la molteplicità dei punti di vista che appartengono al nostro quotidiano, senza incanalarle nel mondo semplificato e strutturato della narrazione "tradizionale". Ci interessa tutto ciò che ruoti intorno alle possibilità espressive, ai nuovi linguaggi come un unico fedele grandangolare della vita nel XXI secolo. Non solo quindi cinema, fotografia e dintorni, ma anche narrativa, moderna e originale, che sappia unire quel sottile e rizomatico conglomerato di pensieri, decisioni e intenzioni e pieghe del nostro tempo. E letteratura di divulgazione, pubblicazioni scientifiche accessibili a tutti i lettori, per abbattere la gerarchia dei generi e comprendere le ragioni del quotidiano. Abbiamo anche in cantiere diverse novità, un progetto di ampio respiro, non solo sulla carta ma anche multimediale e multitematico, principalmente legato alla visione del sesso declinato al femminile".
I Caffè Culturali: "Cosa vuol dire essere editore?".
Vincenzo Delfino: "Molto è cambiato da quando ho cominciato a occuparmi professionalmente di editoria, cioè dal 1997. All'epoca non esisteva ancora la stampa digitale in maniera diffusa, e la rete non aveva la preponderanza che ha ora, anche se siamo lontanissimi dai livelli degli Stati Uniti. Vanno anche però prese con le molle le dichiarazioni di Amazon, (la vendita degli ebook ha superato quella dei libri cartacei) tenendo conto che loro producono il lettore con cui vendono nel formato di loro proprietà gli ebook, e che, se non vado errato, stilano la classifica facendo riferimento solo alla versione hard-cover dei libri, escludendo perciò la versione tascabile, che è poi quella che fa le enormi tirature. Tutto questo per dire che il self-publishing , grazie alla possibilità di stampare poche copie a costi accessibili + la possibilità di pubblicare un ebook direttamente su internet senza mediazioni, taglia fuori gli editori, rischiando di farli sparire. Naturalmente esagero la tendenza. Ma effettivamente viene da chiedersi a che serve un editore. Forse, data l'assenza quasi totale delle istituzioni, almeno da noi in Italia, una casa editrice dovrebbe fare da centro di raccolta e smistamento sia delle tendenze culturali, sia dei saperi relativi all'attività, cioè la trasformazione della cosiddetta “ispirazione” in espressione letteraria ed artistica. Mi si dirà che sto fotocopiando la mia casa editrice, ma la mia idea è effettivamente questa, ed è per questo che la Enzo Delfino Editore si presenta in questo modo".
I Caffè Culturali: "Quali sono le differenze che un editore registra nell'editare un libro ed un ebook? (Intendiamo per editare l'attuazione di tutti gli aspetti di filiera: scelta, creatività, valutazione economica, produzione, promozione, distribuzione e riscontro)".
Vincenzo Delfino: "La prima reazione che un piccolo editore ha nell'approccio verso la produzione di un ebook è: non devo spendere un cent per farlo, quindi in caso di eventuale insuccesso non ci si ritrova con rese, fondi di magazzino ecc., e già questo non è poco. Il secondo passo è che ci si accorge anche immediatamente che tutta la struttura “economica” che gli gira intorno non è affatto favorevole; il prezzo mediamente non dovrebbe superare il 50% del prezzo del cartaceo, quindi si pensa di poter invogliare gli autori con una percentuale sul prezzo di “copertina” consistente, ma bisogna subito fermarsi perché l'IVA al 20% toglie molti dei vantaggi di cui sopra e riporta i totali agli stessi valori calcolabili con il cartaceo, con la sola differenza di non aver speso nulla per la stampa. Il terzo momento è legato alla individuazione dei fruitori. Chi compra un lettore di ebook? Sono lettori accaniti aperti al nuovo (i tradizionalisti cui il “profumo” della carta manca non sono interessati) o sono invece perlopiù giovani, amanti delle nuove tecnologie e quindi dei nuovi oggetti (vedi tablet vari, a partire dall'IPAD), per cui potrebbero cominciare a leggere per moda, a prescindere da quello che c'è scritto? Io penso che nei due casi, comunque, la soluzione sia la solita soluzione della letteratura: raccontare il tempo in cui si vive, in uno stile adatto a quello che si racconta, e il pensiero che i lettori di ebook siano nuovi lettori è molto stimolante, ma non credo che lo sapremo molto presto. Bisogna aggiungere in linea di massima che, nonostante le dichiarazioni di molti store e distributori di ebook, intenzionati a parole a favorire i piccoli, di fatto, poi probabilmente per propria sopravvivenza, evidenziano sempre i titoli dei soliti quattro o cinque editori maggiori, che si avvalgono di campagne pubblicitarie che avvengono anche al di fuori della rete e finiscono per avere un doppio vantaggio. Bisognerebbe fare una campagna di allineamento dell'IVA al 4% anche per gli ebook, o allora quantomeno prevedere un'IVA ridotta al di sotto di un certo fatturato, a prescindere dal settore produttivo, ma, vista l'impostazione dell'ultima manovra finanziaria, tutto ciò è un'utopia. Se lo scopo è che il numero dei lettori cresca, bisogna fare come si è fatto con qualsiasi altra merce: abbassare i prezzi e rendere il libro disponibile alla maggior parte delle persone. Lo si è fatto con i telefoni cellulari, lo si può fare per i lettori di ebook, e di conseguenza anche per gli ebook stessi. Citavo Amazon nella precedente parte dell'intervista; il loro lettore costa poco, in più l'inglese è la principale lingua internazionale, per cui ha un mercato sterminato, in più un ebook non ha bisogno di essere spedito e raggiunge in pochi secondi qualunque parte del mondo. La differenza con il libro cartaceo non è quindi qualitativa, ma solo logistica, cioè raggiunge facilmente un numero di persone enorme in pochi secondi, come in tutti i campi sta facendo Internet. L'unica differenza sostanziale potrebbe essere studiare bene la copertina di un ebook per attrarre così un lettore potenziale. Per quanto mi riguarda ho sempre molto curato questo aspetto, per cui la differenza con un libro cartaceo non la faccio".
I Caffè Culturali: "Un lettore per ebook può ospitare testi, ma, soprattutto, ipertesti, come nel caso delle pubblicazioni universitarie. Come cambierà il modo di leggere e di scrivere un ebook rispetto al libro tradizionale? Quali sono le sfide che si attende un editore a proposito della composizione ipertestuale? La nota, per esempio, da elemento accademico giustificante, comprovante e didascalico quale evoluzione vivrà?
Vincenzo Delfino: "La domanda mi mette in una certa difficoltà: ho sempre mal sopportato (da studente che non si è laureato), da lettore semplice e poi da impaginatore il modo di strutturare e impiegare le note nei testi universitari. Ricordo ancora con sudore mentale l'autrice che, dopo aver infilato la bellezza di 735 note per un totale di pagine che superava quello del testo vero e proprio, pretendeva di eliminare la nota, che so, n° 45, facendomi rinumerare tutte le rimanenti 690. Cosa che non feci, comunque. Naturalmente basterebbe leggersi il Come si fa una tesi di laurea di Umberto Eco per sapere sia come sia più logico disporre le note a seconda del tipo di tesi e anche per riscontrare alcune “manie” accademiche, avvertendo che spesso, siccome quasi nessuno di quelli che devono giudicare se la leggono, è più importante l'aspetto formale della disposizione che non quello che c'è scritto. Questa è una delle ragioni per cui, in caso di pubblicazione come casa editrice di una tesi, chiederei quasi sempre di riscriverla come se qualcuno (un normale lettore) la dovesse leggere e non solo per inserirla nell'elenco delle proprie pubblicazioni. Quindi spero che gli ipertesti degli ebook siano destinati ad essere più dinamici, nel senso che se linkano, per esempio, alla home page di un sito, possano accettare che, se rileggo il libro dopo un anno, il link accetti di essere più puntuale o meno rilevante rispetto al momento della pubblicazione. Oppure che quel link possa essere considerato non determinante per la stretta comprensione del testo, ma che possa essere un arricchimento per chi voglia estendere la conoscenza. Quello che voglio mettere in rilievo è che un testo destinato a studenti debba essere piuttosto problematico che non risolutorio (tolti ovviamente i testi tecnici!!) e che quindi un link dia la possibilità di scegliere tra più di un percorso; al lettore deve essere permesso, induttivamente, di sperimentare varie strade per poter ricavare una regola generale, e non avere un quadro generale già costituito per poi scendere nel particolare. La conoscenza deve somigliare più alla fantascienza che non al thriller".
I Caffè Culturali: "A proposito di generi: l'ebook in quale riscontra più successo? Le nuove tecnologie ipertestuali e multimediali ne favoriranno la nascita di nuovi (per esempio il romanzo a finali multivarianti o la letteratura poliziesca a trama variabile a seconda del personaggio che si potrà interpretare)?
Vincenzo Delfino: "Credo che per quanto riguarda la tipologia di lettori di ebook, per ora mi pare che, a leggere le statistiche di vendita, sia impossibile cogliere una qualsiasi tendenza, dato il ridotto numero di utilizzatori (il termine è per ora d'obbligo, perché spesso i grandi lettori sono allergici alle nuove tecnologie). Per il resto, occorre tener conto del fatto che i lettori (nel senso di apparecchi) di ebook, funzionano con l'inchiostro elettronico in bianco e nero, anche se i cinesi stanno già sperimentando l'inchiostro a colori, per cui un'eventuale multimedialità è per ora limitata all'utilizzo della musica, e su questo chi deciderebbe, l'autore o l'editore? Quanto alle possibili varianti di un finale, tecnicamente è facile, ma dipende dagli autori l'utilizzo o meno. Non dimentichiamo a questo proposito che le tecnologie sono obbligate a seguire indirizzi economici: il formato VHS è stato scelto come prevalente per un cartello formato da Panasonic e altri per ragioni di convenienza economica. Il sistema Video 2000 della Philips registrava fino a 8 ore, il Betamax della Sony era di qualità nettamente superiore (tanto che per fare una videocassetta in VHS veniva utilizzato come Master), ma sono stati scartati nell'utilizzazione commerciale. Quindi aspettiamo con calma gli eventi futuri".
I Caffè Culturali: "Come reagisce un autore alla proposta di veder la sua opera realizzata in formato elettronico? Avete già esperienza di autori che chiedano espressamente di essere editati in formato e-book?".
Vincenzo Delfino: "Devo dire che, rispetto alla prospettiva di uscire con un ebook, gli esordienti non si fanno troppi problemi, perché la pubblicazione comunque avviene. Spesso sono ovviamente già contenti di sentirsi dire di sì. Del resto, chissà quante volte hanno avuto un rifiuto, anche se ormai, con una sola email, si può inviare il testo a un numero enorme di case editrici e quindi il disagio è minimo. C'è anche chi ha proposto il lancio tramite ebook, ci ha inviato la copertina, imposto il prezzo e varie altre cose tutte fatte da lui, nemmeno avesse scritto Il dottor Zivago; cosa che riporta al fatto che un editore potrebbe diventare un semplice distributore di codici ISBN, a questo punto a pagamento, almeno per il disturbo. Altri, invece, già conosciuti, non si sono fatti più nemmeno sentire alla prospettiva di un'eventuale uscita in ebook. Come si vede, le varietà non mancano".
I Caffè Culturali: "Quali sono i progetti della Enzo Delfino Editore?"
Vincenzo Delfino: "Credo che, per ora, si continuerà a far uscire ebook, pare che la tendenza sia in fase di incremento dei volumi di vendita. Bisognerebbe che però distributori e store di vendita mettano in mostra un po' di più noi piccoli e micro-editori. Forse non hanno ancora capito bene che per loro vendere un libro nostro o uno di Mondadori o Rizzoli è la stessa cosa. Per gli ebook non c'è resa, non ci sono fondi di magazzino e invenduti da gestire, quindi perché non fanno la pubblicità a noi, anziché ai soliti, che già se la possono permettere da soli? Sudditanza psicologica? Ricatto? Stiamo anche studiando un sistema per fare una presentazione di nuovo tipo di un ebook e per venderne qualche copia in una Fiera del libro, che già ha dei costi proibitivi".

Il forum dell'autore - Commenti

 


Informazioni su questa pagina
titolo: "Tavolino riservato ad Enzo Delfino Editore"
data di pubblicazione:
27/06/2011
ultimo aggiornamento:
18/12/2011

codice di riferimento:
I110627.1257.DI.AP.man
autore:
INFOGESTIONE dipita
"In itinere intellegere"
"|  |   |  |
I CAFFE' CULTURALI
sito sperimentale del Dipartimento per lo Studio dell'Italianistica della società INFOGESTIONE

Questo sito è di proprietà della società INFOGESTIONE di Gian Stefano Mandrino & C. s.a.s.
sede legale: via Bardonecchia, 93 - 10139 - Torino - Italia -
tel.: 0039 - 011 - 3835724
Partita IVA/Codice Fiscale: 07241240014 - REA: 876784

http://www.infogestione.com
- infogestione@infogestione.com
Proprietà intellettuale della società INFOGESTIONE s.a.s.: tutti i diritti sono riservati.