Tavolino riservato a Luigi Delfino

      

Luigi Delfino
Nome:

Luigi

Cognome:

Delfino

Data di nascita:

30.07.1975

Nazionalità:

Italiana.

Sito web o collegamenti
inerenti l'autore:

http://www.italweb.biz/schenaec/ipershop/prodotto.asp?
prodotto=2002&catcode=101&cat_id=101

http://www.emi.it/schede.asp?idem_aut=Luigi+
Delfino&pg=1&valore=1

http://www.viaggiatorionline.com/news.asp?id=2914

http://www.ladantealighieri.com/sistema/noticias
/noticia_ver.php?noticia=2218001905.php

http://ilmanagerdellemissioni.skyrock.com/

http://it.youtube.com/user/managerdellemissioni

http://it.youtube.com/watch?v=1UnwISqGblk

"E mail":

ilmanagerdellemissioni@hotmail.it

Interessi:

Lettura, fotografia, viaggi, restauro opere d'arte, nuoto, cinema.

Note di presentazione:

Una volta conseguita la laurea in Economia Aziendale ho scelto di dedicarmi alla progettazione manageriale. Il mio debutto come scrittore è stato del tutto casuale: la pubblicazione di un mio libro nel quale proponevo un nuovo metodo di pianificazione delle opere sociali per i paesi del Sud del mondo. Nel 2003 visti gli inattesi risultati dell'applicazione del mio metodo in una missione dell'America Latina sono partito per un viaggio in solitaria per il Brasile (a farmi compagnia un unico taccuino). In questo viaggio è nata la mia definizione che mi accompagna sempre quando mi accingo a scrivere: "Scrittori: viaggiatori lato finestrino". Durante il viaggio di ritorno, in aereo, ho iniziato a scrivere la trama di un romanzo pubblicato a fine marzo: Il manager delle missioni - Intrigo nella favela. Come cultore della multimedialità, trascinato dall'ispirazione di un momento, ho pensato di ideare uno spot video per il romanzo. Sono rari i momenti in cui scrivo impugnando una penna. Il pensiero, e la parola tanto attesa, spesso giungono inaspettate: in coda al supermercato, durante una passeggiata o nello scompartimento di un treno, seduti lato finestrino, osservando atmosfere e personaggi di turno.

Collegamento ai
lavori pubblicati su
"I Caffè Culturali:

Il manager delle missioni
Intrigo nella favela

(passaggio V capitolo)
Sipario di Stelle
Dama Luna
Comunicazioni dell'autore:

-


L'intervista all'autore
I Caffè Culturali: "Perché e come ha iniziato ad interessarsi alla composizione?".
Luigi Delfino: "Nulla avrebbe fatto pensare che un giorno sarei diventato scrittore, nè io del resto ambivo a diventarlo. Per quanto la fantasia e l'immaginazione mi abbiano sempre accompagnato, i miei pensieri sembravano come imbrigliati: solo a me si concedevano nella loro essenza. L'incantesimo è avvenuto senza quasi che avessi tempo per accorgermene: la proposta di pubblicazione di un mio lavoro sui paesi del Sud del mondo. Partito subito dopo per un viaggio in solitaria in Brasile, mi sono scoperto innanzitutto osservatore e, raccogliendo in tutta fretta appunti di viaggio su un taccuino, ha preso forma la trama di un romanzo ora pubblicato. Come osservatore, più che le figure intere, sono i particolari a interessarmi. I miei personaggi nascono quasi sempre da riflessioni su dettagli, aspetti ai più apparentemente insignificanti, ma per me decisivi per la costruzione di una storia e di una personalità".
I Caffè Culturali: "Per esempio?"
Luigi Delfino: "Basta poco per attirare la mia attenzione e a stuzzicare la mia fantasia: un oggetto fuori posto, una giacca di una misura più grande, una capigliatura sistemata in tutta fretta, lo sguardo di chi cerca di assumere un'aria indifferente per celare qualcosa. Lo so, è meglio non incontrarmi nello scompartimento di un treno. Il rischio è quello di ritrovarsi, di lì a poco, come personaggio di uno dei miei libri. A volte è sufficiente qualche minuto. Ne sa qualcosa il concessionario che mi ha venduto la macchina: un paio di incontri e ora si ritrova protagonista di un romanzo".
I Caffè Culturali: "Veniamo al suo romanzo "Il manager delle missioni - intrigo nella favela": quale è la trama e, soprattutto, come sono nati i personaggi della vicenda?"
Luigi Delfino: "Tutto avviene in soli sette giorni. L'arrivo di Luca Solimè a Casa Nossa Senhora da Penha, nella favela di Juiz de Fora, in Brasile, coincide con il verificarsi di alcuni eventi inspiegabili: molte famiglie svaniscono da un giorno all'altro, rinunciando all'assistenza e a quanto hanno faticosamente ottenuto in anni di rivendicazioni dei loro diritti. Egli stesso, però, per quanto abbia condotto uno studio sulla realtà locale, non riesce a venire a capo dell'enigma. Una rocambolesca successione di eventi e incontri gli impone di cambiare il suo punto di vista: solo calandosi nei costumi e nella mente della gente del posto potrà pervenire alla soluzione del caso, esponendosi a gravi pericoli. Nella delineazione del carattere dei personaggi in alcuni casi mi sono ispirato ad alcune persone incontrate - spesso casualmente e per pochi minuti - in Italia e in Brasile. A volte la realtà supera l'immaginazione e, a mio giudizio, sarebbe un peccato sottrarsi dai tanti spunti che ci vengono offerti nel quotidiano dal teatro della vita. Come anticipato, Luca Solimè, il protagonista, porta il nome del concessionario che mi ha venduto l'auto. Padre Xavier, una delle figure centrali del romanzo, mi ha ospitato per alcuni giorni nella sua missione di San Paolo. Padre Salvatore Amabile, invece, è venuto alla luce durante il protrarsi di un'attesa nel parcheggio dell'INPS di Caserta. La calura estiva e un'insegna dal nome singolare "Amabile" hanno fatto tutto il resto. Manuel, il piccolo bambino della favela al centro di tante vicissitudini, ha preso forma guardando una pubblicità in cui un bambino rincorreva l'immagine riflessa di un aereo in una pozzanghera. Mi fermerei qui. A parer mio è giusto lasciare al lettore comprendere dove il corridoio della realtà finisce e inizia la soglia dell'immaginazione".
I Caffè Culturali: "Perché ha scritto questo romanzo?".
Luigi Delfino:

"Prima di raggiungere la favela, in molti mi hanno dissuaso dall'affrontare da solo un viaggio che poteva comportare diversi rischi. Una volta a destinazione, per cercare di passare inosservato, ho dovuto mettere in atto alcuni accorgimenti tra cui quello di vestirmi in maniera trasandata. Abbandonato il cellulare nel fondo di una valigia ho imbracciato il mio taccuino, una penna e una macchina fotografica così vecchia e malandata da non poter in alcun caso diventare oggetto di contesa. Con il passare dei giorni, le mie esplorazioni mi hanno portato a riempire il taccuino con centinaia di parole e la macchina di scatti. L'impulso di scrivere, avvertito già in aereo, è diventato ben più pressante quando, una volta rientrato, il mio fotografo mi ha comunicato che, causa la vetustà della macchina fotografica, nessuna foto era recuperabile. Nei giorni successivi non mi sono voluto rassegnare all'idea di consegnare al dimenticatoio incontri, immagini e suggestioni che mi hanno accompagnato nelle settimane precedenti. A quel punto la scrittura rappresentava per me l'unica possibilità di preservare i miei ricordi. Il giorno che mi sono chiuso in camera a scrivere per poi uscirne solo tre mesi dopo, ho composto un pensiero che esprimeva il mio bisogno di scrivere:

Sono lì.
Tu non le puoi vedere;
eppure sai che sono lì:
eteree ti svolazzano attorno.
Temi che da un momento all'altro possano lasciarti.
Allora chiudi gli occhi,
impugni la penna
e quasi ne avverti il profumo.
D'incanto tutte le tue emozioni
scrosciano in una pioggia di parole
".

 

I Caffè Culturali: "Cosa intende per - bisogno di scrivere -?".
Luigi Delfino: "Quando si ha modo di vivere un'esperienza fortemente coinvolgente sul piano emotivo, si ha come il timore di veder perdere per sempre qualcosa da cui non ci si vorrebbe mai separare. Quel qualcosa che ti percorre per intero e, che di lì a poco, presumibilmente, svanirà. I quel momento mi immagino come un bambino che corre in un campo rincorrendo bellissime farfalle che solleticano i miei pensieri. La penna, allora si tramuta in una sorta di retino. Così, proprio come tante farfalle, trattengo le emozioni sul palmo della mano giusto il tempo per memorizzarne la bellezza, per poi liberarle condividendole con i lettori, come se si posassero di fiore in fiore".
I Caffè Culturali: "Come considera i lettori? Scriverebbe ancora se non vi fossero?".
Luigi Delfino: "Il lettore è colui che passa la mano su un libro, come su di una finestra appannata: è colui che vuole vedere oltre ciò che gli è dato vedere. Nel settembre 2006, in fila per assistere a uno dei tanti eventi del festival letteratura che si tiene a Mantova, ha attirato la mia attenzione un ragazzo seduto in disparte, gambe incrociate, sul bordo di un marciapiede. Come assorto, osservava, scrupoloso, le persone che attendevano di entrare. "Lui sta scrivendo", dissi alle persone che mi accompagnavano. "Lui scrive", ripetei. Mi si fece osservare che non impugnava alcuna penna, eppure lui stava scrivendo, lo si intuiva dai suoi occhi, da come stava osservando. Scrivere è un qualcosa che non si può preventivare, in quanto i pensieri scaturiscono con le emozioni e le emozioni non si possono mettere in agenda; almeno non ancora. Un libro, a parer mio, lo scrive solo in parte l'autore, la restante parte viene scritta sul momento dal lettore mentre legge. Non a caso, centellino le descrizioni, occorre lasciare spazio all'inventiva di chi legge, in maniera tale che possa selezionare, egli stesso, alcuni dettagli e caratteristiche. Sono i lettori che danno realmente vita ai personaggi. Scrivere senza lettori vorrebbe dire generare figure paragonabili ai "Sei personaggi in cerca di autore", li si consegnerebbe in una dimensione in cui aleggia l'incompiutezza".
I Caffè Culturali: "Esiste un ruolo sociale dello scrittore?".
Luigi Delfino: "E' specchiandoci che abbiamo modo di comprendere i nostri difetti e gli aspetti della nostra persona che possono essere migliorati. Un buon libro dovrebbe far riflettere, riportando la realtà così com'è".
I Caffè Culturali: "Come pensa di essere percepito dai suoi lettori?".
Luigi Delfino: "Uno stravagante manager che abbina metodo a creatività narrativa. Almeno così dicono".
I Caffè Culturali: "Come descriverebbe il suo rapporto con le parole?".
Luigi Delfino: "Quando scrivo sono come avvolto dal vento delle emozioni. Le parole sono come le pale del mulino che cercano di catturarle per sempre. Non di rado mi sorprendo a combattere ma, a differenza di Don Chisciotte, di tanto in tanto riesco a spuntarla".

Il forum dell'autore - Commenti
Rif.:
0805151759

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MESSAGGI E COMMENTI PERVENUTI: 009

Messaggio n° 010/0807282213
Data:
28.07.2008 ore 22:13
Autore: Carla Elba
Riferimento a messaggio:-
Testo:
"
Con le loro storie,piccole o grandi che siano, il protagonista Luca Solimè
e tutti gli altri personaggi che incontra nel suo viaggio in Brasile, ci introducono in
una realtà in cui palpita una umanità ricca e varia, che l'autore ha saputo
ritrarre con freschezza, ma anche con sorprendente profondità. La narrazione,
soffusa a tratti di ironia, a tratti di tensione e intensa emozione
".
Invio messaggio

 

Messaggio n° 009/0807282210
Data:
28.07.2008 ore 22:10
Autore: Rossella Russo
Riferimento a messaggio:-
Testo:
"
La magia di una parola, la magia di un canto, la magia di un colore, la magia di una nuova cultura...
questo è il sogno che hai realizzato
".
Invio messaggio

 

Messaggio n° 008/0807282208
Data:
28.07.2008 ore 22:08
Autore: Mara Maggiore
Riferimento a messaggio:-
Testo:
"
Ottima la presentazione del libro "Il manager delle missioni".
Buono l'allestimento, caleidoscopici gli spettacoli collaterali, incantevole la location
".
Invio messaggio

 

Messaggio n° 007/0807111209
Data:
11.07.2008 ore 12:09
Autore: Paola Genco
Riferimento a messaggio:-
Testo:
"Quando ho iniziato a leggere il libro sapevo di andare incontro a qualcosa di ben scritto!
Emergono chiaramente, ma altrettanto gradualmente, la situazione e le condizioni di vita di quelle terre e famiglie, ma niente è dato per risolto fino alla fine,: ho imparato molto da tutto ciò che è descritto!!
L’ironia è il filo conduttore dell’evolversi delle vicende. Padre Xavier ne è l’emblema.
È evidente la cura del dettaglio nella caratterizzazione dei personaggi e nella “magia” dei loro incontri.
Belli gli spunti di comparazione che di tanto in tanto interrompono la narrazione invitando alla riflessione sulla vita. Tutto ciò è reso possibile da un uso della parola elegante ed efficace e si percepisce che catturi quasi voracemente tutte le impressioni perché non le vuoi lasciar fuggire via!
Emozioni, intreccio avvincente e scrittura impeccabile concorrono a produrre un romanzo da non perdere!!
I miei complimenti più sentiti!
PAOLA GENCO
".
Invio messaggio

 

Messaggio n° 006/0806260837
Data:
26.06.2008 ore 08:37
Autore: Rosvanna Lattarulo
Riferimento a messaggio:-
Testo:
"Ciao, lascio anche io un breve commento su questo bel libro che mi è capitato quasi per caso tra le mani. L'ho letto cercando di assaporare tutte le descrizioni, consapevole che è nei dettagli che spesso si concentrano le cose migliori. Dettagli che nella vita quotidiana tendono a scivolar via quasi senza che ce ne accorgiamo ma che quando sei solo, lontano da ogni distrazione, finiscono con il catturare la tua attenzione. Anche io ho vissuto un'esperienza forte, ho incontrato missionari carismatici e vissuto situazioni che oserei definire a distanza di tempo anche tragi-comiche. Grazie per aver lasciato traccia di un'esperienza che forse oltre che in Brasile si potrebbe vivere come l'hai vissuta tu in mille altri posti del mondo. A volte ciò che accomuna tutti questi posti è solo la nostra predisposizione. A metterci in ascolto. Ascoltando le parole scritte nel tuo libro ho rivissuto in parte anche la mia bella esperienza. Grazie
!".
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Messaggio n° 005/0806101634
Data:
10.06.2008 ore 16:34
Autore: Laura Vidiri
Riferimento a messaggio:-
Testo:
"
L'ho letto tutto d'un fiato; allora l'ho riletto per non perdermi i particolari e sono quelli che mi hanno fatto credere che è prorio un bel romanzo: le immagini, che riflettono le parole dell'autore, di personaggi, strade, condizioni sociali mi hanno fatto credere che durante quel viaggio Luca non era solo, ma c'ero anch'io. Alcuni tra i più importanti antropologi
culturali dicono che per conoscere una cultura non basta osservarla, ma bisogna viverla. Allora, con il prossimo romanzo dove ci porti?
".
Invio messaggio

 

Messaggio n° 004/0805151759
Data:
26.05.2008 ore 12:24
Autore: Maria Antonietta Papanice
Riferimento a messaggio:-
Testo:
"Leggendo il libro mi è sembrato di incontrare i personaggi, vivere le loro esperienze camminare attraverso le stradine fra le favelas. Dalle minuziose descrizioni traspaiono le emozioni di ciascuno e si riesce a viverle in prima persona. Il libro è riuscito ad aprirmi il cuore verso questo pezzettino di mondo e a farmi riflettere sul fatto che ciascuno può mettere le proprie competenze (qualsiasi siano sono importanti) al servizio degli altri per contribuire ad avere un mondo migliore.".
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Messaggio n° 003/0805151759
Data:
23.05.2008 ore 18:32
Autore: Isa Giliberti
Riferimento a messaggio:-
Testo:
"Leggendo il tuo libro sono stata trasportata come d’incanto nel mondo delle favelas, sentendomi anch’io protagonista dell’avventura vissuta da Lucas. Molto ben caratterizzati i personaggi dal primo all’ultimo; tenera e commovente la figura di Manuel. La scorrevolezza del linguaggio mi ha condotta, passo dopo passo, da una vicenda all’altra, tanto da provare dispiacere nel giungere alla parola fine. Mi rimane una curiosità: chi è realmente Isabel? “Lucas” continua ad averla nel cuore?".
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