Tavolino riservato a Riccardo D. Cavalli

      

Riccardo D.
Cavalli

Nome:

Riccardo

Cognome:

Cavalli

Data di nascita: 5/11/1986
Nazionalità:

Italiana

Sito web o collegamenti inerenti l'ospite:

http://www.facebook.com

"E mail": konron9@hotmail.com
Interessi: -
Note di presentazione:

-

Comunicazioni dell'autore: Venerdì, 4 marzo 2011, ore 18:00,
presso Ars Vivendi Cafè, a Torino, in via Santa Giulia 41/A,
per il ciclo "Di nero vestiti. Epifanie Dark", Riccardo Cavalli presenta "Angeli Rossi e Neve".
Collegamento ai
lavori pubblicati:
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L'intervista all'autore
I Caffè Culturali: "Chi è Riccardo Cavalli?".
Riccardo Cavalli: "Sono un aspirante scrittore, nato ventiquattro anni fa a Torino, città che spero di non dover mai abbandonare. Fin dalla tenera età, appena imparata l'arte della lettura, ho sempre coltivato un vivo interesse per i libri; dapprima per la narrativa, soprattutto l'epica, e negli ultimi anni proprio per quella Poesia in cui mi diverte cimentarmi. Un eterno ottimista, per nulla infelice della propria infelicità, il mio più grande interesse insieme alla scrittura è il cuore delle persone, i loro valori, la loro morale, forme in eterna sfumatura, di cui è difficile capire la natura profonda".
I Caffè Culturali: "Cosa sono felicità ed infelicità per Riccardo Cavalli?".
Riccardo Cavalli: "Volendo escludere le definizioni più convenzionali ed accettate di felicità ed infelicità, ovvero gli attimi di euforia o negatività dettati dagli eventi circostanti, la mia visione di felicità ed infelicità aspira ad essere più oggettiva, con la presunzione di un valore assoluto.Vedo la felicità come l'Ideale che ogni Uomo vuole raggiungere, da considerarsi conquistato solo alla piena espressione dei propri valori, quando la Ragione permette di realizzare ciò che si desidera, e quindi l'Uomo in quanto tale. Di conseguenza, l'infelicità è quel compromesso, ovviamente più lungo in termini temporali, che porta al raggiungimento della completezza, la serie di prove ed errori che la Ragione affronta per dare risposte, ma senza ancora permetterci di provare quel senso di soddisfazione, di arrivo, e di totale controllo sulla nostra esistenza".
I Caffè Culturali: "La poesia che ruolo ha in tutto ciò?".
Riccardo Cavalli: "La scrittura, che si voglia definire o meno poesia, è la manifestazione oggettiva, tangibile del processo di ricerca, di scavo dentro se stessi. Quando si completa una lirica, il testo di una canzone, perfino un romanzo, si ha un risultato finale palpabile anche per chi ci circonda, è la colata d'acciaio dopo i calcoli chimici e fisici per deciderne la composizione, è il momento in cui si può osservare, girare fra le mani il frutto del proprio lavoro, ed affermare con certezza se si è fatto un buon lavoro o meno, se le travi d'acciaio del proprio pensiero reggeranno il peso del lavoro successivo o meno".
I Caffè Culturali: "Tutto questo come si concilia con la filosofia Dark?".
Riccardo Cavalli: "Conciliare lo scrivere, il mettersi alla prova, con una filosofia che almeno in origine non voleva avere nulla di superficiale, anzi esserne l'antitesi, è un processo abbastanza organico da compiersi autonomamente. Ho abbracciato questa corrente (i suoi aspetti più incentrati intorno alla ragione, non certo quelli edonistici) sì per scelta, ma senza necessità di nessun convincimento, da parte mia o di altri. Se, con il dovuto beneficio del dubbio, ho espresso efficacemente il mio modo di essere fino a questo punto dell'intervista, non sarà difficile per qualsivoglia lettore che conosca cosa è realmente la filosofia "dark", al di là dei simboli e del make-up, capire perchè una persona che voglia conoscere, comprendere e soprattutto non dimenticare mai i valori dell'esistenza dell'uomo percorra una strada simile, non improntata sull'edonismo ma sulla ragione".
I Caffè Culturali: "Come definirebbe la filosofia Dark?".
Riccardo Cavalli: "Definire una filosofia intera non è certo un compito facile, ma spero di fornire qualche punto di vista interessante, od almeno uno spunto di riflessione. Per tutta quella che è la storia del movimento Dark, di cui posso ritenermi solo marginalmente parte, essendo nato proprio negli anni in cui questo era al suo apice, la filosofia che trova terreno più fertile, affondandovi le radici, è certamente quella del pensiero, ponendo al centro dell'universo non tanto l'uomo, ma le sue capacità per poter esprimere il suo potenziale. Si può certamente parlare di filosofia, ancor prima che di cultura o di movimento sociale; come anche raccontato nell'arco della rassegna "epifanie dal mondo dark", quel che si ha oggi è solo l'onda, ripetuta, di moti già presenti nei secoli passati, ben prima degli anni della lady di ferro in inghilterra. Il movimento che anima questa corrente, e la mia scrittura, se vogliamo guardare l'estremamente piccolo, è speculare a quello che anima inventori e scienziati. L'unica differenza è nel modo di osservare; mentre questi ultimi si domandano "perchè?", e cercano di conseguenza una risposta che possa portarli avanti, esiste appunto una corrente opposta di persone che si domandano "perchè no?".
I Caffè Culturali: "Perché no a che cosa?".
  "Alle domande che le persone, che siano "dark" o meno, si trovano a porsi quotidianamente. Si tratta, secondo il mio personale punto di vista, semplicemente di un punto di vista, o più semplicemente di approccio, di avvicinamento al problema, differente da quello che le persone forse meno "contorte" o provocatorie innanzitutto verso se stesse hanno. Il termine provocatorie, in questo caso, non riguarda l'estetica, bensì il modo e la tendenza a stimolare se stessi, e vuole avere un'accezione del tutto positiva".
 

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Informazioni su questa pagina
titolo: "Tavolino riservato a Riccardo D. Cavalli"
data di pubblicazione:
13/02/2011
ultimo aggiornamento:
26/05/2011

codice di riferimento:
I110213.1727.DI.AP.man
autore:
INFOGESTIONE dipita
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