Tavolino riservato a Paolo Casisa

       

Paolo
Casisa

Nome:

Paolo

Cognome:

Casisa

Data di nascita: 21 marzo 1959
Nazionalità:

Italiana

Sito web o collegamenti inerenti l'ospite:

www.paolocasisa.it.

"E mail": paolo.casisa@libero.it
Interessi: Storia della musica moderna ed ogni forma di spettacolo.
Note di presentazione:

Paolo Casisa nasce a Fano il 21 marzo 1959 All’età di 12 anni inizia lo studio della batteria e durante tutti gli anni Settanta impara a suonare da autodidatta anche la chitarra, il basso, le tastiere e il vibrafono. Nel decennio successivo mette in scena centinaia di concerti con varie formazioni di Rock e di Jazz tra cui la Marche Jazz Orchestra diretta da Bruno Tommaso. Inizia a comporre brani Jazz e li suona in concerto con alcuni dei più noti jazzisti marchigiani.
Nel 1994 fonda il Trio Tantra, con il polistrumentista Riccardo Marongiu e la cantante pugliese Teresa Castellaneta; insieme girano l’Italia per i successivi 5 anni.
Nel 1998 organizza la Paolo Casisa Funky Jazz Orchestra dove suonano 20 tra i migliori musicisti marchigiani e pubblica autoprodotto il cd “Burundi” nel quale sono incise 12 sue composizioni.
Nel 1998 diventa anche “Artista di Strada” (Busker) ed inizia ad esibirsi nei più importanti Festival italiani. Nel 1999 è l’unico italiano invitato al “Buskers Festival” di Ferrara, assieme ad altri 19 gruppi provenienti da tutto il mondo e si esibisce per una settimana, davanti a migliaia di persone ogni sera, col suo spettacolo “Viaggio immaginario ma non troppo sul Pianeta Suono”.
Nel 2000 crea il personaggio del “Pifferaio Magico” e inizia a girare l’Italia con centinaia di repliche nelle feste medievali e rievocazioni storiche. 
Partecipa a varie trasmissioni televisive RAI come “I fatti Vostri” presentata da Massimo Giletti. 

Nel 2002 crea il personaggio di “Babbo Natale da giovane” nel 2003 veste i panni del nuovo personaggio “Il Brigante Tartaglione” e lavora ad un progetto della Provincia di Pesaro nel quale insegna i rudimenti della musica moderna ai bimbi di 30 scuole elementari della Provincia.
Nel 2003 e 2004 il premio Nobel Dario Fo lo vuole con sé nell’allestimento del Carnevale di Fano per il quale scrive appositamente una rielaborazione della favola del “Pifferaio Magico”.


Dal 2007 al 2010 lavora alla scrittura di un libro che narra la storia dell'evoluzione della musica moderna suonata da musicisti di Fano dal 1930 al 1980, con oltre 1200 foto inedite: "Fano Music Story" (Giorgio Fiacconi Editore) è uscito il 1 dicembre 2010

Comunicazioni dell'autore:

“Fano Music Story” sarà presentato dal 12 al 16 maggio 2011 al Salone Internazionale del Libro di Torino, ospite dello Stand della Regione Marche.
http://www.oltrefano.it/2011/04/27/fano-music-story-alla-fiera-del-libro-di-torino/
Al Salone internazionale del Libro di Torino che si è svolto al Lingotto dal 12 al 16 maggio 2011 grande interesse ha suscitato il libro "Fano Music Story" realizzato da Paolo Casisa (Giorgio Fiacconi Editore) che racconta la storia della musica moderna suonata a Fano dal 1930 al 1980. Grazie alla Regione Marche che lo ha ospitato nel proprio stand, Casisa ha effettuato la presentazione in diretta web italiana venerdì 13 maggio alle 15 e nel corso dell’intera rassegna molti noti personaggi italiani sono rimasti affascinati dalla pubblicazione ed hanno voluto offrire il loro contributo acquisendone una copia. Tra gli altri: le attici Luciana Littizzetto, Sonia Bergamasco e Laura Efrikian, il politico Valter Veltroni, gli scrittori Paolo Guzzanti e Susanna Tamaro, i cantautori Niccolò Fabi, Enrico Ruggeri e Marco Morandi, l'attore Neri Marcorè, i critici musicali Mario Luzzatto Fegiz e Carlo Massarini, la Banda Osiris al completo e il giornalista di Rai Tre Giancarlo Trapanese. Enrico Ruggeri ha confidato a Paolo Casisa che la famosa canzone "Il mare d'inverno" è stata da lui scritta ispirandosi al mare di Marotta di Fano! Un contatto è stato aperto con Radio Rai Tre e numerose associazioni musicali sparse nel territorio italiano hanno mostrato interesse per il libro. "Fano Music Story" a Torino ha avuto i numeri per essere considerato interessante anche a livello nazionale.




 

Il libro si può acquistare per corrispondenza sul sito www.paolocasisa.it.
Collegamento ai
lavori pubblicati:

L'intervista all'autore
I Caffè Culturali: "Cos'è la musica per Paolo Casisa?".
Paolo Casisa: "La musica ha sempre fatto parte della mia vita. Sin da quando ero bambino sono rimasto immediatamente affascinato dalle canzoni che ascoltavo alla radio nei primi anni '70, mi ricordo che già a sette anni il pomeriggio andavo in giro con la mia biciclettina rossa, per le strade del quartiere di Fano dove abitavo, con una radio a pile nel cestino ascoltandola per ore fino a quando mia madre non mi veniva a cercare! Questa mia passione ad un certo punto si è concretizzata col desiderio di suonare uno strumento, non mi bastava più ascoltare, dovevo andare più a fondo e a dodici anni ottenni da mio padre la mia prima batteria. Da lì in poi e sino ad oggi la mia passione si è dipanata inesorabile ed ora da autodidatta riesco a suonare batteria, chitarra, basso, percussioni, vibrafono e tastiere. Insegno questi strumenti the quando avevo 20 anni e la musica si è magicamente tramutata anche nel mio mestiere col quale mi guadagno the vivere da sempre. La musica tocca la parte più profonda della nostra interiorità, è forse l'unica manifestazione culturale che lega la nostra esistenza ad immagini, fatti accaduti, emozioni e sensazioni che riaffiorano anche a distanza di tanti anni semplicemente riascoltando una canzone che, ad esempio, tanti anni prima magari ha fatto the sottofondo ad un primo amore o ad un evento triste e malinconico. La sua forza evocativa è enorme ed ognuno può scegliersi la musica più adatta al suo temperamento: l'infanzia con le canzoni per bambini, l'adolescenza e la giovinezza con la trasgressione del Rock, la maturità con la musica più impegnativa come il jazz, l'ultimo frammento di vita con la musica classica e la grande tradizione tutta italiana dell'opera lirica. Naturalmente questo è solo uno schema esemplificativo mio personale, in realtà la musica che si preferisce è assolutamente personale e dipende secondo me dalla sensibilità unica dell'ascoltatore. Per quanto mi riguarda ho una curiosità immensa, ma sempre nell'ambito della musica moderna. Ascolto tutti i giorni frammenti degli oltre 7000 dischi che possiedo, spaziando dal beat al rock, dal jazz alla fusion, dai cantautori al progressive, di tutte le nazionalità. In pratica di questi generi musicali negli anni ho collezionato le discografie degli artisti di tutto il mondo incisi dagli anni 60 sino ad oggi; sono un collezionista "attivo" dal momento che ogni giorno ascolto tre o quattro album e probabilmente non mi basterà l'esistenza per emozionarmi con tutta la musica che vorrei ancora ascoltare. In più cerco di coinvolgere nella mia ricerca personale tutti quelli che hanno la mia stessa passione insegnando ai ragazzi ad amare la musica e divulgando il più possibile, anche con l'ultimo progetto del libro "Fano Music Story", la grande forza culturale, popolare ed aggregativa della musica moderna".
   
I Caffè Culturali: "Che rapporto intercorre tra musica e parole?".
Paolo Casisa: "In realtà entrambe hanno singolarmente grande valenza poetica ed artistica ma avvicinarle insieme in maniera soddisfacente non è poi così facile in Italia. La lingua italiana è dolce, piena di vocali e di parole dal suono musicale e cristallino, non è una lingua tronca come l’inglese nel quale la maggior parte delle parole termina con consonanti che dal punto di vista ritmico funzionano molto meglio musicalmente. Scrivere una canzone in italiano che esprima concetti intelligenti e contemporaneamente entri nell’intimo di chi l’ascolta è tutt’altro che facile. L’Italia ha una grande tradizione musicale, è la patria del bel canto, dell’Opera Lirica e del Melodramma nel quale i testi cantati parlavano un italiano oggi ormai completamente in disuso che ben si legava alla musica maestosa e ricca di armonia. La grande rivoluzione della musica moderna ha voluto che essa in Italia si contaminasse coi ritmi afroamericani dello swing negli anni ’30 e acquisisse il tipico ritmo sincopato di questo genere. Da lì in poi testo, musica e ritmo hanno viaggiato di pari passo: negli anni ’50 col rock and roll, negli anni ’60 col beat fino al rock degli anni ’70 e così via. Le parole delle canzoni in questo lungo percorso musicale spesso si sono adattate agli stilemi ritmici d’oltre oceano, ma sempre mantenendo il carattere di italianità. Grandi artisti come Mogol, Battisti, De Andrè, Guccini, De Gregori, Bindi, Paoli ecc. (i cosiddetti cantautori) hanno nel tempo realizzato composizioni alcune delle quali credo si possano definire vere e proprie poesie in musica. In realtà la lingua italiana può essere usata in tutti gli stili musicali anche moderni ed a dimostrarlo attualmente ci sono i cantanti rap italiani per i quali le canzoni sono un diluvio di parole dove ognuna ha un suo posto preciso nel testo. Poi ogni musicista ha il suo metodo di lavoro: chi scrive prima il testo, poi la musica, chi il contrario, chi si specializza solo nel testo e così via. Personalmente sono più preparato dal punto di vista musicale, anche se a volte mi sono cimentato nella scrittura di testi come in occasione del disco Burundi nel quale ci sono alcuni brani di cui ho scritto anche il testo. La grande forza espressiva di una canzone ben fatta dura nel tempo e resta attuale anche a decenni dalla sua scrittura perché per l’intimo umano le cose più importanti di cui sentir raccontare restano immutate nonostante il tempo che passa".
   
I Caffè Culturali: "Da autore a scrittore: perché scrivere un libro?".
Paolo Casisa: "Questa è una bella domanda … se qualcuno anni fa avesse ipotizzato la mia attuale nuova attività mi sarei messo a ridere! Infatti ho una preparazione letteraria legata alla licenza media, da adolescente mi piaceva molto leggere ma da questo a diventare scrittore ce ne vuole! Il fatto è che tre anni fa mi sono reso conto che nessuno mai aveva raccontato la storia della musica moderna suonata nella mia città, mentre esiste una ricchissima bibliografia relativa alla musica lirica, classica e corale. Fano ha una magnifica tradizione legata allo storico Teatro della Fortuna, tempio del bel canto fino alla seconda guerra mondiale, quando i tedeschi fecero saltare il campanile adiacente danneggiando il Teatro irrimediabilmente. Il Teatro della Fortuna di recente è stato restaurato, ora è attivissimo e centinaia di libri sono stati scritti sulla musica fanese di stampo classico. Nel 2007 ho iniziato quasi per gioco a reperire foto e testimonianze dirette dei musicisti che ho conosciuto nel corso della mia attività musicale e man mano che procedevo nella ricerca ho allargato sempre più il raggio temporale consultando i parenti dei musicisti scomparsi. Mi si è spalancato un mondo fatto di passione e dedizione totale alla musica e mi sono letteralmente innamorato di questa nuova forma di espressione: raccontare le storie di altri che hanno la mia stessa passione. Su Fano Music Story ci sono storie bellissime raccontate direttamente dai protagonisti, alcune delle quali potrebbero essere la sceneggiatura di una fiction da quanto sono appassionanti e strane. Circa 400 artisti si sono raccontati nel libro corredato di circa 1200 immagini ed io ho cercato di carpire l’essenza stessa del loro percorso artistico. Nel racconto ho continuamente fatto riferimento alla storia della musica moderna mondiale considerando la contemporaneità con gli eventi cittadini. Mi spiego meglio: ad esempio quando nel 1965 The Beatles fecero uno straordinario concerto a Roma, nel giro di qualche mese in Italia nacquero migliaia di complessini amatoriali che tentavano di riprodurre le loro canzoni, ciò naturalmente accadde anche a Fano. Tra le autobiografie raccolte si riconoscono gli avvenimenti storici italiani come la Guerra, il boom economico, l’avvento del beat, la protesta giovanile, i “capelloni”… inoltre sono presenti foto di molti cantanti famosi che si sono esibiti a Fano negli anni ’60 e ’70 (The Rokes, Patty Pravo, Mina, Jimmy Fontana, Rocky Roberts, Al Bano, Little Tony, Gianni Morandi …) a volte accompagnati da musicisti fanesi. Tutto ciò mi ha enormemente responsabilizzato ed ho cercato di fare del mio meglio per rendere il tutto di buona qualità".
   
I Caffè Culturali: "Come ha accolto la sua città questo tributo letterario?".
Paolo Casisa:

"Durante il reperimento di foto e testimonianze ho trovato tantissimo calore e affetto tra le oltre 400 persone da me contattate che hanno messo in moto i loro contatti, successivamente utilissimi in tutte le fasi della progettazione e della realizzazione del libro. In pratica tutta la città che ama la musica moderna si è immediatamente schierata a mio favore, sia le vecchie generazioni che i giovani musicisti curiosissimi di conoscere chi li aveva preceduti. Questo enorme consenso meritava assolutamente di essere ricompensato in qualche modo quindi in occasione della presentazione del libro ho organizzato un grande concerto dove si sono esibiti 19 tra complessi e solisti le cui storie sono raccontate nel libro stesso. Dalle ore 17 alle ore 23 del 28 novembre 2010 al J Lounge di Fano è andata in scena l’evoluzione della musica moderna suonata a Fano dal 1930 al 1980. Per l’occasione tanti complessi si sono messi assieme dopo 40 anni, altri fanesi abitanti in altre città sono venuti appositamente, da Milano, da Roma, da Sulmona, da Parma … persino un musicista dal Tibet! Più di settecento persone hanno assistito all’evento unico ed irripetibile. Del lungo concerto realizzato con apparecchiature di alta tecnologia è stato registrato un doppio DVD di cui allego un promo esemplificativo:

http://youtu.be/dCxUNWh5Ejc



L’affetto e la considerazione per il lavoro svolto si sta sviluppando tuttora: tantissime persone incontrandomi per strada si complimentano per l’emozione che hanno provato rivedendo le immagini della loro giovinezza legata alla musica, al divertimento e agli storici locali della Riviera Adriatica degli anni ’50 e ’60. Credo che il libro possa rappresentare un anomalo esempio di pubblicazione scritta da rappresentanti di 5 generazioni diverse e questo invariabilmente si è ripercosso sul consenso ottenuto. Peccato non aver avuto nessun riscontro dalle istituzioni di Fano … è noto che mai nessuno è profeta in patria … ma l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Pesaro ed Urbino ha partecipato al progetto dando il Patrocinio a Fano Music Story e la Regione Marche ne ha acquistato 30 copie destinate ad altrettante Biblioteche delle Marche. Infine l’editore Giorgio Fiacconi, notissimo e stimato cittadino fanese, console italiano del Kyrgyzstan, ha accettato di occuparsi della pubblicazione e questo è stato un ulteriore segno di cui sono grato alla città intera!".
   

I Caffè Culturali: "Il futuro per Paolo Casisa?".
Paolo Casisa: "Dal punto di vista professionale a mio parere il futuro non esiste … io sono concentrato sempre sul presente e non mi viene proprio di fare previsioni su ciò che farò tra un mese o tra un anno. Nel mio percorso legato alla musica ed allo spettacolo sono sempre stato travolto dalle nuove idee che mi sono arrivate nei momenti più impensati e che hanno completamente cambiato la mia vita professionale. Chi avrà la pazienza di dare un’occhiata al sito www.paolocasisa.it si renderà conto che a vent’anni suonavo la batteria, a trenta l’ho completamente abbandonata per suonare il vibrafono, a quaranta ho smesso di suonare per fare il Pifferaio Magico ed il Brigante Tartaglione e attualmente, a 52 anni, sono ufficialmente … scrittore. La cosa assolutamente strana è che questi drastici cambiamenti sono avvenuti sempre a distanza di 7 anni (14-21-27 batterista, 28-34 vibrafonista, 35-41 ingrosso di alimenti naturali ed esperto di cucina macrobiotica, 42-48 artista di strada, 49-? scrittore), sono preda di una misteriosa legge numerologica! Naturalmente non ho mai cercato questo stato di cose, sono le idee che cercano me ed io concedo loro molta importanza. Quando mi arriva l’ispirazione per un nuovo progetto ho il futuro segnato: ci vorranno anni per realizzarlo e la parte più emozionante per me non è il traguardo, ma il percorso! Ora il mio futuro prossimo è cercare di completare il progetto iniziato con la realizzazione del libro Fano Music Story: cercherò di uscire dallo stretto ambito cittadino per tentare di far conoscere la musica moderna di Fano agli appassionati ed ai collezionisti di musica Beat e Rock di tutta Italia. Per questo sarò al Salone Internazionale del Libro di Torino dal 12 al 16 maggio 2011, ospite dello stand della Regione Marche che ringrazio tanto per l’opportunità offertami. Inoltre sto cercando di contattare tutte le riviste musicali italiane per proporre la recensione del libro, ho già trovato l’appoggio di “Beat Boutique 67” (nel prossimo numero ci sarà una mia intervista), “Jamboree” (recensione nel prossimo numero di luglio) e “Quelli che… gli anni 50-60-70” (prossima recensione). Quando Fano Music Story vivrà di vita propria … aspetterò la prossima idea! Per quanto riguarda il privato so che il mio futuro è stare vicino alla mia compagna Catia, con cui convivo da 25 anni, e a nostro figlio quindicenne Manuel che da alcuni anni ha iniziato a divertirsi con la musica suonando pianoforte e chitarra".
   

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Informazioni su questa pagina
titolo: "Tavolino riservato a Paolo Casisao"
data di pubblicazione:
15/04/2011
ultimo aggiornamento: 28
/05/2011

codice di riferimento:
I110415.0014.DI.AP.man
autore:
INFOGESTIONE dipita
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