Tavolino riservato a Tina Caramanico

     


Tina
Caramanico






Nome: Tina
Cognome: Caramanico
Data di nascita:

19/06/1962

Nazionalità: Italiana
Sito web o collegamenti inerenti l'ospite:
Il sito:
http://www.tinacaramanico.org/
Il blog:
http://dentroilcerchio.blogspot.it/
La pagina Facebook dedicata a Tina Caramanico, scrittrice:
https://www.facebook.com/pages/Tina-Caramanico/167123763345136
La pagina Facebook dedicata alla raccolta "Oltre l'incerto limite":
https://www.facebook.com/oltrelincertolimite?fref=ts
L'indirizzo Twitter:
https://twitter.com/TinaCaramanico
La sezione su su google+:
https://plus.google.com/u/0/106975733714817463076/posts
Interessi: "Sono laureata in Lettere e curiosa di tutto, insegno (da circa vent'anni e con parecchie perplessità) nella scuola secondaria superiore; scrivo da quando ero bambina, ma solo da qualche anno ho cominciato a rendere pubblici i miei testi; amo leggere e ascoltare storie sotto ogni forma (narrativa, cinema, teatro, favole, pettegolezzi e leggende metropolitane), viaggiare, avere il tempo di riflettere, di sognare, di perdermi un po' lungo la strada".
Note di presentazione:

"Finora ho scritto e pubblicato racconti brevi e poesie, anche se non mi precludo in futuro altre scelte; amo violare e mescolare i canoni di genere, in qualche modo sperimentare.
Nello stesso tempo credo al valore della semplicità e della comunicabilità, della leggerezza: spesso è meglio limitarsi all'essenziale e lasciare libertà di immaginazione al lettore, che sommergerlo di parole e disgustarlo con la cattiva retorica.
Nell'aprile 2011 è uscita la mia prima raccolta di poesie: Guida a Milano invisibile, Nulla Die editore. Nel 2013 sono uscite tre raccolte di racconti: con Officine Editoriali, in edizione digitale, Le cose come stanno; Oltre l'incerto limite, con Runa Editrice e Piccole storie oscure, tra horror e noir, con 0111 Edizioni.
Dalla fine del 2012 collaboro con le case editrici Zerounoundici, Lillibook, Gruppo Editoriale L' Espresso - Storie Brevi per la pubblicazione di singoli racconti in edizione digitale. Altri miei testi compaiono in varie antologie, riviste, e sul web. Segnalo, tra le antologie di autori vari che contengono miei racconti, due speciali del Giallo Mondadori, luglio 2011 e luglio 2013, dedicati ai racconti vincitori del concorso Carabinieri in giallo; I racconti del Laboratorio, Nero Press 2013, con prefazione di Barbara Baraldi; il recente Horror storytelling, Watson editore".

Recensioni presso "Il libro sul tavolino":
Le cose come stanno
recensione a cura di Gian Stefano Mandrino
Collegamento ai
lavori pubblicati:

 

Le pubblicazioni sono reperibili su tutte le principali librerie on line ed ordinabili presso quelle presenti sul territorio. In particolare:
su ibs (i libri in edizione cartacea):

http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=caramanico%20tina&dh=25
su ibs (gli eBook versione ePub):
http://www.ibs.it/ebook/ser/serfat.asp?site=ebook&xy=caramanico+tina
su Amazon (gli eBook versione mobi):
http://www.amazon.it/


L'intervista all'ospite
I Caffè Culturali: "Chi è Tina Caramanico?".
Tina Caramanico: "Questa è la domanda più difficile che potevate farmi. Al di là dei dati anagrafici, che già compaiono nella mia scheda, posso dire di essere una persona molto curiosa e tutto sommato imprevedibile, anche per me stessa. In questa mia complessità e variabilità sono coerente. Cerco di vivere ogni esperienza con serietà e consapevolezza, e di non annoiarmi mai troppo."
I Caffè Culturali: "Cos'è la noia per Tina Caramanico?".
Tina Caramanico: "Ci annoiamo, credo, quando il nostro tempo e la nostra vita sono invasi da cose e azioni che non ci appartengono, con cui non abbiamo nessuna affinità profonda, che non riescono a suscitare in noi nessuna domanda e nessuna speranza. La noia è un malessere soggettivo, dipende dalla nostra percezione e dal nostro rapporto con il mondo, non dalle situazioni oggettive."
I Caffè Culturali: "Quale ruolo assumono, in questo contesto, le parole e la composizione?".
Tina Caramanico: "La scrittura, il racconto aiutano chi scrive e chi legge a conoscere meglio il mondo, a guardarlo con occhi nuovi, a farsi domande, a scoprire ciò che c'è di essenziale e di autentico in noi stessi e nelle persone, nelle cose che ci stanno intorno. In sostanza aiutano a vivere."
I Caffè Culturali: "Quando e come ha scoperto questo mezzo che aiuta a vivere?".
Tina Caramanico: "Come spesso succede, da bambina. Amavo pazzamente le favole e i libri, e molto presto ho cominciato a imitare le storie che ascoltavo e poi a inventarne di mie. A scuola riempivo i temi di mirabolanti e fantasiose bugie. Chissà cosa avranno pensato le maestre di me e della mia famiglia che faceva, nei miei racconti, cose parecchio stravaganti. Forse avrebbero dovuto farmi seguire da un bravo psicologo, ma non fecero niente e io continuai. Al liceo e all’università leggevo moltissimo, di tutto, e scrivevo molte brutte poesie e qualche racconto bruttissimo, che per fortuna non mi è mai venuto in mente di pubblicare. Poi ho cominciato a lavorare e ad avere meno tempo e meno energia per la scrittura; o forse sono solo diventata adulta e mi sono sentita in dovere di mettere da parte certi sogni giovanili, anche perché non ero per niente soddisfatta (con rare eccezioni) di quello che avevo prodotto fino a quel momento: così per parecchi anni ho quasi smesso di scrivere. Poi, all’improvviso, tre o quattro anni fa ho ricominciato e mi sono resa conto che, stranamente, era diventato molto più facile raccontare, forse perché ora avevo esperienze significative e ricordi che si trasformavano come per incanto in storie e personaggi, e perché avevo (ho) urgenza di parlare di alcune cose, di comunicare i miei dubbi e le mie poche certezze. E così ho, per la prima volta, cercato un editore per gli ormai numerosi racconti, oltre che per le poesie (genere che ora pratico più raramente). L’ho trovato, l’editore, e ho preso atto, con qualche decina d’anni di ritardo, che la scrittura almeno per me è cosa seria, e va coltivata con cura. È una strada ancora tutta in salita, naturalmente, però ho cominciato a camminare e fatico contenta."
I Caffè Culturali: "Quali sono le cose di cui ha urgenza di parlare?".
Tina Caramanico: "Non sono più una ragazzina e mi rendo conto di non essere immortale. Sento il bisogno di raccontare, come posso, quel poco (pochissimo) che ho capito della vita e di come funzionano le persone, di denunciare il male e la stupidità che tutti ci portiamo dentro e di intenerirmi per le poche cose davvero belle e importanti di cui ho esperienza: l’armonia, la gentilezza, l’amore, il coraggio. Mi piacerebbe che questo passasse ai lettori con leggerezza, quando è possibile con ironia."
I Caffè Culturali: "Come si concretizza tale bisogno? Cosa scrive Tina Caramanico?".
Tina Caramanico: “Fino ad ora ho scritto racconti brevi, qualche novella, di tanto in tanto poesie. Per quanto riguarda la poesia, sto ancora cercando di capire come e perché a volte riesco a scriverne. Sicuramente posso decidere io di mettermi a scrivere un racconto, ma non decido mai quando scrivere una poesia. Vedo che comunque, nel tempo, i miei testi poetici sono diventati più brevi e più semplici, con un ritmo più definito. Rifuggo più che posso dalle lamentazioni e dalle sbrodolate sentimentali. Cerco di essere comprensibile. Più di questo non so dire. Per quanto riguarda la narrativa, invece, ho scritto racconti realistici, addirittura minimalisti, fantastici, noir, horror. Considero il genere non un limite, ma un punto di partenza, una struttura narrativa che mi consente di parlare dei temi che in quel momento mi interessano. Anche quando racconto di fantasmi e di delitti c’è da parte mia la volontà di descrivere zone della realtà, uomini e donne in qualche modo veri. Spesso tuttavia mi trovo a raccontare le mie storie da più punti di vista, oppure la distinzione tra verosimile e fantastico, nella storia, non è definitiva. In effetti, quando ci guardiamo intorno e ci rappresentiamo il mondo, non riusciamo mai a separare nettamente la realtà oggettiva dalle nostre proiezioni fantastiche o dalle nostre interpretazioni; la realtà nelle mie storie è (prova a essere) altrettanto fluida e sfaccettata".
I Caffè Culturali: "Tornando alle cose di cui ha urgenza di parlare: come intenvengono in tale necessità la prosa e la poesia?".
Tina Caramanico: "Hanno lo stesso ruolo, non ci sono temi adatti solo alla prosa e temi adatti solo alla poesia. Però, come dicevo prima, mi capita più spesso, in questo periodo, di esprimermi attraverso delle storie piuttosto che con dei versi."
I Caffè Culturali: "Come nasce il suo atto creativo? Per chi scrive Tina Caramanico? Qual è il suo rapporto con coloro che leggono ciò che scrive?".
Tina Caramanico: "Scrivo per comunicare, quindi qualsiasi scelta io faccia, narrativa o stilistica, deve tener conto del lettore potenziale. Cerco in primo luogo di essere comprensibile e possibilmente gradevole, magari perfino divertente, per la maggior parte delle persone, ma non sottovaluto chi potrebbe leggermi: vorrei parlare all' intelligenza del lettore, non propinargli luoghi comuni o evasione banale".
I Caffè Culturali: "Cos'è la banalità per Tina Caramanico e chi è un lettore intelligente?".
Tina Caramanico: "E' banale ciò che riteniamo scontato, ciò che non ci dice nulla di nuovo e di interessante. Anche sulla banalità il giudizio può essere soggettivo: dipende da noi, da quello che sappiamo o non sappiamo e da quello che cerchiamo in un determinato momento della nostra vita. Credo che tutti i lettori siano intelligenti, se si mettono di fronte a un testo con curiosità, con la mente aperta e senza pregiudizi."
I Caffè Culturali: "Quale futuro per Tina Caramanico, scrittrice?".
Tina Caramanico: “Continuerò a scrivere, questo è sicuro, e cercherò di migliorarmi. Attualmente sto lavorando a tre nuove novelle, poi vorrei cambiare genere per un po’, passare al romanzo e affrontare temi importanti, parlare di politica, d’amore, della morte, di Dio. Insomma, il coraggio, o la presunzione, non mi mancano. Ho anche in mente di provare a raccontare storie in modo diverso dal consueto, di sperimentare le nuove possibilità che la rete e la tecnologia ci regalano. Non mi dispiacerebbe trovare un modo per collaborare con altri autori, realizzare un progetto comune unendo le forze e i talenti. Infine mi piacerebbe coltivare ancora la poesia, magari in modo nuovo e con più costanza. Spero solo di vivere abbastanza a lungo per dare forma almeno a una parte di tutto questo!”

Il forum dell'ospite - Commenti


Informazioni su questa pagina
titolo: "Tavolino riservato a Tina Caramanico"
data di pubblicazione:
17/12/2013

ultimo aggiornamento:
31/03/2014

codice di riferimento:
I131216.1524.DLI.AP.man
autore:
INFOGESTIONE dli
"In itinere intellegere"
"|  |   |  |
I CAFFE' CULTURALI
sito sperimentale del Dipartimento per lo Studio dell'Italianistica della società INFOGESTIONE

Questo sito è di proprietà della società INFOGESTIONE di Gian Stefano Mandrino & C. s.a.s.
sede legale: via Bardonecchia, 93 - 10139 - Torino - Italia -
tel.: 0039 - 011 - 3835724
Partita IVA/Codice Fiscale: 07241240014 - REA: 876784

http://www.infogestione.com
- infogestione@infogestione.com
Proprietà intellettuale della società INFOGESTIONE s.a.s.: tutti i diritti sono riservati.