Tavolino riservato a Gianluca Bellizia

      

Gianluca
Bellizia



Enzo Delfino
Editore
Nome:

Gianluca

Cognome: Bellizia
Anno di nascita: 13.03.1971
Nazionalità:

Italiana

Sito web o collegamenti inerenti l'ospite:

http://www.gianlucabellizia.it/scimmialuna.htm
http://www.youtube.com/watch?v=dM_35JFEY4E

"E mail": gbellizia@gmail.com
Interessi: Libri, informatica, cinema, fotografia.
Note di presentazione: Amo inventare storie, mi diverto a dirigere e montare cortometraggi a budget zero, adoro il rum invecchiato, i sigari aromatici e la musica rock anni 70. Bazzico dovunque riescono a convivere la maggioranza delle cose che ho elencato. Se un giorno vi capitasse di vedermi fare jogging in mezzo al traffico, uscire da un Prada o fare una fila chilometrica fuori di una discoteca, sappiate che quello non ero io.
Comunicazioni dell'auore:

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Collegamento ai
lavori pubblicati:



L'intervista all'autore
I Caffè Culturali: "Chi è Gianluca Bellizia?".
Gianluca Bellizia: "Un grande amante dei libri. Non solo del piacere e dell'emozione che restituiscono quando vengono letti ma anche per la loro fisicità. Uno di quelli che da annusano i romanzi prima di leggerli, quasi volesse morderli, che riconosce l'odore della carta talmente diverso quando si tratta di manuali tecnici, o così acido su una pubblicazione di fotografia patinata. Che si commuove al ricordo del profumo delle pagine ingiallite di un fumetto rimasto ad essiccare nella vetrina di un chiosco. E vivo in una di quelle case dove i libri escono dalla libreria e viaggiano un po' dovunque: sotto il letto, nel bagno a corredo dei sanitari, sul balcone sotto il triciclo di mio figlio, appoggiati in qualche credenza accanto alla pasta scaduta o dimenticati nella valigia dell'estate scorsa. Sono quindi un amante dell'oggetto "libro" che... ha pubblicato un eBook! Nascosto in questo passaggio c'è una strana smania di inventare persone, momenti, situazioni. E di farle conoscere al maggior numero di persone, possibilmente. Volontà o esigenza, non saprei. Forse, come ha detto qualcuno, per me scrivere è semplicemente il pretesto per vivere le storie che intendo raccontare".
I Caffè Culturali: "Ci sarebbe stata qualche differenza se al posto di un e-book avesse utilizato come supporto la carta stampata? Come ha vissuto la proposta di farsi leggere per via eletronica?".
Gianluca Bellizia: "Per rispondere alla prima domanda: in fase di scrittura assolutamente no. Personalmente ritengo che come è successo in passato per i romanzi d'appendice, le pubblicazioni pulp e le tavole domenicali dei fumetti, solo per citare qualche esempio, anche nel caso degli eBook il formato finirà per incidere sul contenuto. Ma allo stato attuale non mi sembra che questo si sia ancora verificato. Ho accettato la proposta di pubblicazione esclusivamente in eBook con la consapevolezza che, sebbene presentasse dei vantaggi come la reperibilità e il prezzo contenuto, i possessori di Reader in Italia sono ancora pochi e questo infittisce notevolmente le maglie della rete."
I Caffè Culturali: "Che cosa scrive Gianluca Bellizia?".
Gianluca Bellizia: "Faccio prima a elencare quello che NON scrivo. Per quanto ami la narrativa di tensione, sono certo che difficilmente racconterò le imprese di psicopatici armati di motosega. Non ho nulla contro di loro, ma mi annoiano. Come non ho niente contro i dragoni volanti, gli elfi e folletti che lanciano monete magiche dentro un vulcano usato come calderone o le lotte secolari per contendersi il pianeta AG474LW su cui anni fa uno stregone ha lanciato una sfiga pazzesca. Idem le scene di lotta o gli inseguimenti automobilistici che durano più di due paragrafi e, lo dico subito, non sono assolutamente interessato a descrivere le pruderie di una quattordicene che "non ha l'età", (ma non vede l'ora), circondata dai suoi bizzarri oggetti di svago. Tutto il resto va bene. Talvolta intravedo storie dietro alcuni volti particolari che mi capita di incontrare la mattina presto, quando prendo la metropolitana per andare al lavoro. Raccontano di vite strane, spesso segnate da un appuntamento mancato o una sculata clamorosa. Le loro acconciature demodè rimandano a luoghi inusuali, notturni, mercati ancora deserti, balere clandestine. Mi piacerebbe trovare un pretesto per infilare qualcuna di queste storie nel romanzo a cui sto lavorando".
I Caffè Culturali: "Di cosa tratta L'ultima scimmia sulla Luna?".
Gianluca Bellizia: "Michelangelo, un ingegnere di successo, indagando sul suicidio dell'amico compie un "viaggio nel tempo" (una metafora, per carità!) che lo porta a vivere un'avventura da quindicenne (discoteche, fughe notturne, sesso imprevisto e impacciato ecc ecc) e attraverso la sua ultima "scimmia" penetra per poche ore quello strato che rende confortevole il terrificante mondo che lo circonda. In estrema sintesi, il romanzo è un tentativo (riuscito/non riuscito) di affrontare un tema complesso e originale come l'ingerenza del mondo dei media nella vita quotidiana, incastrandolo nel contemporaneo, drogato da tecnologia tanto da assumere i contorni di una storia di fantascienza".
I Caffè Culturali: "Come è nata l'idea di scrivere L'ultima scimmia sulla Luna? Sarebbe possibile inquadrarla in un genere
letterario? ".
Gianluca Bellizia: "Nella mia esperienza di programmatore, mi ha sempre affascinato la figura dell'hacker. In questo romanzo ho cercato di tracciarne un profilo un po' diverso: l'ultimo testimone di una nobile sconfitta. L'idea di un virus informatico, come anomalia del Sistema (con la S maiuscola), nonché un viatico per un punto di vista alternativo in un mondo dominato dal pensiero unico, me la portavo appresso da qualche tempo. Se volessimo inquadrare questo romanzo come un thriller informatico forse rischieremmo di deludere qualche appassionato del genere: non c'è neanche un serial killer, né narcotrafficanti a caccia di password".
I Caffè Culturali: "Cosa intende per pensiero unico?".
Gianluca Bellizia: "Al di là della sua accezione economica e politica, lo intendo come omologazione del senso comune in cui valori vengono spesso da anni definiti da logiche commerciali. Provo a spiegarmi meglio con un passaggio del romanzo. Quando il protagonista fugge dalla clinica e si ritrova a vagabondare in un giardino pubblico, avvicina due extracomunitari allo scopo di vendergli il suo costoso orologio da polso. Questi, che non riconoscono la marca, valutando l'oggetto per quello che effettivamente, rifiutano l'acquisto provocando in Michelangelo un impeto di rabbia seguito da sconforto. E' questo è il momento in cui comincia a realizzare che fuori dal suo mondo fittizio, in un luogo in cui un brand non porta nessun valore aggiunto, il concetto del (suo) successo, che gli è stato negli anni introiettato, comincia a sgretolarsi. E lentamente, tutto quello che lo circonda prende una forma nuova e terrificante".
I Caffè Culturali: "Perche è stato scelto, quale titolo, L'ultima scimmia sulla Luna?".
Gianluca Bellizia: "Possiamo definirlo un refuso abbastanza involontario. In origine il romanzo si chiamava "L'ultimo uomo sulla luna", un omaggio a quelle persone che compiono imprese eccezionali ma fuori moda e per questo rimaste nell'ombra. Il riferimento era chiaramente a Ivan, l'amico del protagonista, genio hacker morto suicida. Poi mentre stavo preparando il manoscritto per spedirlo agli editori, (avevo inserito nella copertina l'immagine di una scimmia con degli occhiali psichedelici), ho scritto per sbaglio "scimmia" anziché "uomo". Mi sono poi chiesto se ci fosse qualche motivo inconscio e ho constatato che la simbologia della scimmia è molto presente nella storia: "scimmia" è quell'espressione gergale con cui si descrive uno stato di ebbrezza dovuto ad alcol e/o droghe. Nel mondo "nerd", inoltre, è un'icona evocativa, le scimmie da codice sono programmatori assimilati in una catena di montaggio. Ho quindi deciso di lasciarlo così e sono felice che l'editore abbia condiviso questa scelta".
I Caffè Culturali: "Come è stato accolto il suo lavoro dal pubblico?".
Gianluca Bellizia: "Non conosco ancora i dati di vendita, posso quindi rispondere solo con un'impressione assolutamente soggettiva. In totale, mentre scrivo, ho ricevuto cinque riscontri espressi come recensioni su blog di scrittura o messaggi privati da persone che non conosco e che non sono legate in nessun modo all'editore. Quattro di questi sono stati molto positivi, in particolare alcune parole mi hanno veramente lusingato, vere scariche di energia per continuare a scrivere. La recensione negativa, seppur elogiante la forma, mi ha comunque confermato che è un romanzo con più chiavi di lettura e, come già detto, chi si aspetta un racconto di fantascienza o un mistery a incastro come un episodio della "Signora in giallo" non riesce ad apprezzarlo, non avendo, il recensore, nemmeno intravisto la sottotrama di cui ho parlato nelle risposte precedenti. E anche questa è un’informazione utile. Nel bene o nel male, quindi, sono felice di questa esperienza e ritengo che pubblicare, mandare la propria creatura nuda a spasso per il mondo, sia un momento indispensabile per la propria formazione artistica".
I Caffè Culturali: "Come prevede il futuro di Gianluca Bellizia, scrittore?".
Gianluca Bellizia: "In estrema sintesi esistono due alternative. Nella prima le mie storie raggiungono un pubblico, (la dimensione è relativa, sebbene direttamente proporzionale al mio buon umore), e divento uno scrittore vero, privo, per capirci, di difficoltà nel pubblicare e dotato persino della libertà di andare controcorrente senza per questo essere considerato un pivello. Nella seconda tutto questo non avviene. In entrambi i casi presumo che continuerò comunque a riconoscere possibili trame in quello che mi sta attorno e ragionevolmente non smetterò di descriverle. Almeno fino a quando lo troverò divertente, finché quello che ne esce avrà un suono".

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Informazioni su questa pagina
titolo: "Tavolino riservato a Gianluca Bellizia"
data di pubblicazione:
13/07/2011
ultimo aggiornamento:
14/11/2011

codice di riferimento:
I110713.1225.DI.AP.man
autore:
INFOGESTIONE dipita
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