Tavolino riservato a Giorgia Bellitti

      

Giorgia
Bellitti
Nome:

Giorgia

Cognome:

Bellitti

Data di nascita: 5/5/1975
Nazionalità:

Italiana

Sito web o collegamenti inerenti l'ospite:

http://amoripolari.blogspot.com/

"E mail": amoripolari@live.it
Interessi: Amo leggere e viaggiare, soprattutto immersa nel vento, possibilmente sardo
Note di presentazione:

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Comunicazioni dell'autore: -
Collegamento ai
lavori pubblicati:
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L'intervista all'autore
I Caffè Culturali: "Chi è Giorgia Bellitti?".
Giorgia Bellitti: "Giorgia è una persona come tante, forse come tutte. Sono nata in Sardegna, dopo gli studi mi sono trasferita in Abruzzo dove ho trovato il lavoro e poi l'amore. Sono sposata e madre di due figli. Ho sempre amato scrivere, per me impugnare una penna è terapeutico, è appagante, è liberatorio. Attraverso la scrittura parto per viaggi infiniti e rigeneranti; a volte mi capita anche di non riconoscermi in ciò che magari rileggo dopo qualche giorno. I fogli mi donano uno stato di trance esorcizzante. Non ho mai sentito la necessità di pubblicare le mie "confessioni", i miei diari; mi è sempre bastato scrivere per me stessa e rileggere. Esistono pagine dimenticate in qualche cassetto polveroso di casa; finito il beneficio dell'esternazione non serve neanche soffermarmi a battere i sentieri dell'inchiostro. Qualcosa è cambiato il 6 aprile del 2009. Mentre la terra abruzzese tremava, contagiando le regioni limitrofe, è germogliato in me l'amore per questa terra che mi aveva ospitata 14 anni prima, ma che non avevo sentito mai profondamente mia.. Si è creato un rispettoso sodalizio tra le due patrie delle mie emozioni, ho capito che l'integrazione passa dalla generosità di chi ti accoglie ma anche dalla tua capacità di apertura. Ricordo che quella mattina, quando Pescara provava a mettersi in moto, percepivo qualcosa di diverso, sentivo l'energia sprigionata dal sisma. Avvertivo la sua negatività distruttrice ma anche la sferzata rigenerante. Il terremoto è stato per me un input che mi ha permesso di aprire gli occhi, mi ha dato uno slancio introspettivo e dopo aver "frugato" un pò nel mio cuore ho capito che bisogna vivere, sbagliare, provare e ripartire. Così in meno di cinque mesi era pronto il mio primo romanzo".
I Caffè Culturali: "Pensiamo si riferisca ad Amori polari: di cosa tratta?".
Giorgia Bellitti: "Si, mi riferisco ad Amori polari, un libro che ha fatto emergere la mia urgenza di uscire allo scoperto.. Quando si decide di superare i confini della stanza in cui si scrive, quando si consegna " la propria creatura " al lettore, si viene sopraffatti dai dubbi e dalle emozioni. Ci si chiede se il proprio lavoro troverà un editore interessato, se piacerà al pubblico, se si riuscirà ad essere all'altezza della situazione. Spesso si crede che il percorso verso la pubblicazione sia mosso dalla vanità, dall'ambizione; me lo hanno chiesto in tanti alle prime presentazioni. Il mio unico movente è stata la necessità di perseguire un sogno in maniera seria e costante, percorrendo tutte le strade, senza tralasciare nessuno spiraglio. Ho sentito il richiamo della mia terra orgogliosa, ho sentito la voce arrabbiata della mia seconda patria, ho deciso di offrire loro il mio tributo. La natura è la più grande Musa ispiratrice, una riserva inesauribile di emozioni; a noi è chiesto un unico sforzo: lasciarci permeare dai suoi segnali. Fin da giovanissima ho avuto la possibilità di stare ore a contatto con la natura; a volte mi fermavo in un posto qualunque e osservavo tutto, fino al sopraggiungere della noia. Mi soffermavo su ogni piccolo fruscio, su spostamenti impercettibili. Rubavo alla natura le risposte da donare ai miei sensi. Ho visto i colori della mia terra, ho annusato le foglie e i fiori, ho accarezzato gli alberi e la sabbia, ho ascoltato il vento, ho assaporato il mare. Ho imparato la metrica della natura e ho scoperto che ogni rapporto, ogni amore ha una sua metafora. Credo che la più grande magia sia proprio nel mistero e nell’inspiegabilità, che spesso accompagnano questo sentimento. Non credo agli amori pubblici, non credo che siano comprensibili al pubblico. L’amore si sposa con il privato, fa coppia con la riservatezza. La cosa più affascinante è la dicotomia che esiste tra ciò che percepiscono i protagonisti, che avvertono la linfa che scorre nel loro albero, e ciò che vedono gli “esterni”. Un albero è sempre bello, ma viverlo da dentro sentendo la vita che sale dalle radici, sentendo le vibrazioni, il fruscio, il silenzio, vedendo filtrare la luce, bevendo la brina che si adagia sulla sua chioma, è un’altra cosa. Sapere che per ogni foglia ingiallita ce n’è una verde, che per ogni foglia caduta c’è un germoglio, lo rende sublime. Questo è il mio albero dell’amore, quello che cresce giorno per giorno nel giardino della mia vita. Amori polari è un libro passionale e appassionante, che mi ha travolto durante la lavorazione; l'ho rigettato nelle noiose fasi di limatura e mi ha sorpresa e riconquistata al suo battesimo. Il pubblico interagisce fortemente, forse inconsapevolmente; ogni grazie, ogni brivido, ogni commento è una nuova carica, una spinta verso traguardi più ambiziosi. Il libro tutt'oggi, dopo quasi due mesi dalla pubblicazione muta il suo significato, credo che ciò dipenda dal fatto che il protagonista di questo libro è l'amore; l'amore per la mia terra, l'amore ascendente e discendente per i propri cari, l'amore clandestino e fugace tra Marta e Andrea, i protagonisti fisici di questo lavoro, che per tanto tempo si sono trasferiti in me, dando vitalità alla mia penna".
I Caffè Culturali: "Ci può raccontare qualcosa di più sui suoi personaggi e perché si intitoli Amori polari?".
Giorgia Bellitti: "Purtroppo devo eludere la domanda sulle motivazioni del titolo; è un percorso "sofferto" che si snoda lungo 112 pagine e che vi porterà alla risposta. Posso solo dire che la fine di questo libro non è un traguardo definitivo, men che meno definito. Il protagonista assoluto è l'amore, in alcune delle sue poliedriche sfaccettature. Esso viene descritto e gli viene offerta l'occasione di esprimersi liberamente, attraverso la metrica della natura. I personaggi sono Marta e Andrea, una coppia capace di sfidare il perbenismo, le difficoltà logistiche, la morale comune, il "quieto vivere", per riuscire a lasciarsi inondare da un amore incontenibile, che sfugge a qualunque controllo razionale. Vivono e bevono il mare della Sardegna, si nutrono di esso e ne prendono le sembianze. Capaci di attraversare periodi di "calma piatta" e tre minuti dopo di vedersi travolti dalle onde salate. Una compenetrazione con il loro ambiente, con i profumi, le forme, i colori. Un modo selvaggio di vivere la natura e il sentimento che li ha coinvolti; un apparente debolezza che fortifica i loro animi. Concludo citando una frase emblematica che sintetizza egregiamente la personalità di entrambi: "Amavamo stare nudi per mescolarci meglio con la natura, privi di orpelli e simboli della civiltà di città. Così a nostro agio per il nostro modo di essere, da non sentire esigenze convenzionali".
I Caffè Culturali: "Che cos'è l'amore per Giorgia Bellitti?".
Giorgia Bellitti: "Confesso di avere letto e riletto questa breve domanda. L'ho fatto anche per prendere tempo, ma è stato inutile perchè il mio ragionamento seguiva sempre strade diverse, senza venirne a capo. Intanto credo che sarei in grado di dare mille definizioni diverse, perchè mi accorgo che la definizione dell'amore attinge dal nostro vissuto, prossimo e remoto. Pertanto, in me, è molto volubile, si arrampica su un ricordo, si focalizza su un'immagine, su un'emozione. Inoltre direi che l'unico modo per spiegare l'amore è viverlo e diventarne un esempio vivente. L'amore è troppo ingombrante per essere circoscritto su un foglio, troppo veloce per essere imprigionato da una penna, troppo orgoglioso per essere racchiuso. Mi si potrebbe obiettare che è da millenni che si parla di questo fenomenale sentimento e anche che, a giudicare dal titolo del mio libro, io stessa ho provato a parlarne. Ed io umilmente risponderei che per quanto mi riguarda lascio ai lettori il giudizio, mentre per quanto riguarda i miei "antichi colleghi" direi che l'immortalità dell'amore passa attraverso una staffetta del cuore che si alimenta di letture, esperienze pratiche, rielaborazioni, ma soprattutto interpretazioni. Direi che l'unica caratteristica che credo debba avere l'amore sia la libertà assoluta. Qui mi fermo, ma continuo a riflettere!".
I Caffè Culturali: "Per chi scrive Giorgia Bellitti?".
Giorgia Bellitti: "Senza dubbio scrivo per me stessa e spesso a me stessa; per nessun'altro. Bisogna però dire che quando una tua opera esce dai confini della tua intima proprietà, acquisisce valore. Mi è capitato con il libro, quando ho ricevuto i primi commenti, le prime critiche, mi è sembrato più ricco, migliore. Conoscere il pensiero di colui che ti legge è prezioso, ed è per questo che curo personalmente il mio blog. L'interazione con il pubblico è vitale e fonte di nuove "creature", ma la linea di confine è sottilissima. Faccio ancora molta fatica a parlare di me".
I Caffè Culturali: "Ritiene che lo scrittore abbia una responsabilità o, quanto meno, un ruolo sociale?".
Giorgia Bellitti: "Sapere che qualcuno ti legge, deve imprimere a ciò che scrive un marchio di onestà. Non darei però il ruolo sociale ad un'attività così astratta. Se qualcuno impara, legge, cerca, riflette, attraverso i libri ben venga. Ma chi trova riparo in un libro è già a buon punto. Confezionare un libro è faticoso, se si attraversano tutte le fasi che caratterizzano questo percorso senza premeditazione e programmata strategia commerciale, si assolve al proprio "dovere morale". Al lettore il "ruolo" di rispecchiarsi".
I Caffè Culturali: "Come è stato accolto il libro dal pubblico?".
Giorgia Bellitti:

"Il libro è stato pubblicato grazie ad una piccola casa editrice di Chieti ( TabulaFati ndr ). Buona parte della diffusione è dunque frutto del nostro sforzo congiunto. Per mia indole non amo forzare la mano e men che meno i tempi, ogni frutto prima o poi arriverà a maturazione. Per cui ho coinvolto tutte le persone che potevo nella condivisione di questo mio progetto e sogno. Un buon prodotto è la migliore pubblicità. Io credo nel mio libro, lo amo, ogni tanto lo tengo tra le mani e gli confido i miei sogni, ma lo lascio libero di crescere e diffondersi. Finora mi ha dato grandi soddisfazioni, e il pubblico ha nutrito le pagine di quelli futuri, che scriverò anche grazie alle emozioni raccolte dalle persone che mi seguono e apprezzano. Mi congedo da questa domanda, lasciando il link del mio blog, dove ho provato ad esprimere la gioia che mi dona il confronto con il pubblico

http://amoripolari.blogspot.com/2011/02/lacrime-di-neve.html".

I Caffè Culturali: "Quale futuro per Giorgia Belliitti, scrittrice?".
Giorgia Bellitti: "Nel mio futuro vedo ancora libri, ancora emozioni, ancora magia di pagine camaleontiche. Il giorno del mio compleanno mi sono regalata una gitarella a Roma per registrare il mio secondo romanzo. Da domani partiranno le raccomandate ( non ho detto raccomandazioni ) per le case editrice. Dunque intravedo mesi di fremente attesa. Ma vorrei regalare una parola anche al passato di Giorgia scrittrice, che non avrebbe pensato di avere una simile accoglienza dal pubblico e dalla critica; dunque voglio ringraziare tutti".

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Informazioni su questa pagina
titolo: "Tavolino riservato a Giorgia Bellitti"
data di pubblicazione:
21/04/2011

ultimo aggiornamento:
17/05/2011

codice di riferimento:
I110420.1628.DI.AP.man
autore:
INFOGESTIONE dipita
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